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Settimo Torinese. Palle di Natale

Settimo Torinese. Palle di Natale
Natale 2020. In piena pandemia, con cifre da brivido sia in termini di contagi che di morti e terapie intensive, l’allegra Amministrazione post ideologica della sindaca Piastra e dell’assessora Gaiola spendeva, solo per la fornitura di 17 alberelli di Natale con 80 palline (da posare naturalmente davanti al Comune e in via Italia) oltre 23 mila euro ai quali si aggiungevano spese di allaccio e installazione non meglio quantificati ma certamente superiori a 10 mila euro. La motivazione era la solita: sostenere il commercio cittadino e promuovere una zona di particolare interesse e fruibilità commerciale come quella di via Italia.  Di fronte a diffuse critiche ed indignazioni espresse da cittadini per questi festivi sprechi di denaro pubblico, sua altezza la Sindaca dichiarò di non aver mai visto un dibattito politico così basso. Ovviamente, come è ormai abitudine di questi “giganti della politica” nati da un altro costoso sempre verde di nome Renzi, a seguire arrivò anche il coro del PD e dintorni che se la prese con la “pochezza” dell’opposizione capace solo a far girare le palle mentre c’era chi le palle, seppur costose, le creava luminose e le disponeva in bella mostra in via Italia.   Natale 2021. Per alzare il “dibattito politico”, le post ideologiche Piastra, Gaiola & C., raddoppiano la spesa e con essa le palle in mostra. Gli alberelli sono diventati 23 e sono cresciuti un po’ di prezzo (27.000 Euro circa) si sono aggiunte 10 betulle bianche (3.300), sei palle medie con led (8.500), una palla grande (3.700 Euro). In totale, oltre ai 100 mila euro circa spesi per illuminamenti vari in prossimità del municipio, occorre aggiungere, per il noleggio di circa un mese dei suddetti arredi posizionati in via Italia, piazza del Municipio e piazza Campidoglio altri 42,5 mila euro di fornitura e qualche decina di migliaia di euro per gli impianti e gli allacciamenti elettrici. Tanti soldi pubblici spesi con la motivazione di “promuovere il commercio locale”. Davvero non vi vengono idee migliori di queste palle, per sostenere, non solo in via Italia, le imprese commerciali ? Non sono soldi vostri. Ad esempio i parcheggi. C’è stato un tempo nel quale si poteva parcheggiare gratis nell’area centrale per la prima ora (poi diventata mezz’ora), nel quale in certi periodi dell’anno si sospendeva la tariffa o si dava ai commercianti la possibilità di distribuire voucher per i parcheggi, nel quale si costruivano nuovi parcheggi, coperti e scoperti triplicando la dotazione di parcheggi pubblici.  E il commercio cresceva. Non era l’unica ragione della crescita tuttavia la dotazione di parcheggi pubblici a rotazione, “amichevoli” e non vessatori aiutava.  Oggi ad esempio trovo particolarmente odiosa la richiesta della targa per poter parcheggiare nelle zone blu del centro.  A parte il fatto che questa pratica mi pare non sia prevista dal contratto e dal disciplinare di servizio, a parte il fatto che incominciano ad essere numerose le città che hanno adottato questo metodo che sono state denunciate per violazione alla privacy in quanto non in regola con il trattamento riservato dei dati raccolti, a parte ciò (ma ci torneremo in altre occasioni) mi chiedo per quale ragione sia richiesta la targa. Per evitare l’abusivismo dei parcheggiatori venditori di ticket mi sono sentito rispondere. Ma ne avete mai visti a Settimo ? Se l’argomento può avere qualche fondamento nelle grandi metropoli non è il caso dei Comuni di dimensioni inferiori. Allora l’unica ragione pare essere quella che si vuole impedire all’automobilista che avanza un po’ di tempo di sosta di poterlo cedere ad un altro automobilista.  Allora mi viene da dire restituitemi i miei soldi. Quel ticket, con ancora un po’ di tempo di sosta, che nel passato mi piaceva regalare con un sorriso a chi era in attesa di parcheggiare, e che oggi devo buttare perché ha la mia targa stampata sopra, l’ho pagato e quindi è mio. Non del Comune, né tanto meno della ditta incaricata.  Mi sembra, questa sì, una bassezza, una meschineria.  In conclusione, per unire questi due spunti potremmo dire e consigliare a chi volesse davvero sostenere il commercio locale, di smetterla di buttare soldi pubblici in costosissimi arredi (esistono soluzioni altrettanto belle a prezzi ridotti), e utilizzare parte di essi per rendere i parcheggi meno antipatici e vessatori, ad esempio togliendo l’obbligo di inserire la targa e ripristinando la prima ora gratuita per tutto il periodo natalizio.
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