“Volevo effettuare la terza dose, ho chiesto al mio medico, mi ha detto di andare martedì al Bosio (centro vaccinale ndr) perché vi era il libero accesso senza perciò avere la prenotazione. Mi sono presentato, ma quando è giunto il mio turno mi hanno risposto che avrei potuto effettuare il vaccino solo con la prenotazione. Dopo una settimana di mail inviate alla segretaria del medico, non ho concluso nulla, alla fine mi sono recato in una farmacia a Torino e ho fatto la terza dose”. A raccontarlo è Francesco, un 67enne di Settimo Torinese. “Non è una cosa grave quella che mi è successa – racconta – ma fastidiosa sì”.
Francesco, come tanti altri cittadini, favorevole al vaccino anti Covid, si aspettava un messaggio o una email per capire come muoversi ed effettuare la terza dose. “Siccome non avevo ricevuto ancora nessuna comunicazione, trascorsi i sei mesi dalla seconda dose – afferma – ho scritto una email alla segretaria del mio medico curante. La risposta è stata che martedì 16 novembre avrei potuto recarmi al Bosio, struttura della croce Rossa adibita a fare i vaccini, perché quello è l'unico giorno della settimana in cui non serve la prenotazione”.
Allora il signor Francesco cosa ha fatto? Si è liberato dal lavoro e il mattino del 16 novembre si è presentato al centro vaccinale di via Galileo Ferraris a Settimo, si è messo in coda, ma quando è giunto il suo turno è arrivata la sorpresa: “Arrivo alla struttura mi metto in coda ma già notavo da lontano alcune persone tra cui molti anziani che camminavano a fatica tornavano indietro particolarmente innervosite, mi avvicino e chiedo a un addetto che distribuiva i fogli da compilare e mi dice stizzito che non esiste più il giorno libero ma ci va la prenotazione perché i vaccini sono contati per i prenotati”.
Ecco veniamo al punto: “Sia io che tutti gli altri – sostiene Francesco - non volevamo assolutamente scavalcare il fastidio della prenotazione, ma siamo andati al Bosio perché ci ha mandato il nostro medico che sicuramente anche lui era ignaro del cambio delle regole”.
A questo punto Francesco, da normale cittadino che voleva effettuare la terza dose, si è chiesto: “ma gli studi medici e queste strutture, comunicano tra di loro? Eppure esiste anche la tecnologia che con una semplice PEC, una mail, un SMS o una telefonata avrebbe evitato parecchi disagi come a me che ho perso la giornata di lavoro”.
Insomma a causa di un disguido si sono verificati tanti disagi. Intanto, la Regione Piemonte per continuare a incentivare e rendere il più possibile agevoli le nuove adesioni alla vaccinazione, ha deciso di prorogare fino al 30 novembre gli accessi diretti ai centri vaccinali delle aziende sanitarie dei cittadini che decidono di farsi somministrare la prima dose. Mentre per la terza dosevi è la necessità di prenotare. Per ottimizzare i tempi ed evitare le code, tutti i cittadini tra i 60 e i 79 anni che hanno già completato il percorso vaccinale da almeno 6 mesi (ad eccezione dei soggetti affetti da patologie gravi) e vogliono ricevere la terza dose devono prenotare un appuntamento tramite il portale www.ilPiemontetivaccina.it. E’ possibile scegliere giorno, ora e centro in cui recarsi.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.