La decisione è stata presa in vista del Natale. Via Monte Stella tornerà a senso unico, con il parcheggio su un lato della strada, nei giorni di mercato, il martedì e il venerdì, a partire dal prossimo 26 novembre.
Rimandato a data da destinarsi il passaggio a senso unico tutti i giorni della settimana.
"Stavamo aspettando la segnaletica verticale ma non è arrivata..." alzano le braccia al cielo, tentando di trovare una giustificazione, al Comando dei vigili urbani. Insomma un ritorno del senso unico, carico di vergogna, per averlo promesso e poi promesso e poi ripromesso, senza che all'orizzonte si muovesse un bel cavolo di nulla. Era ora!: ci verrebbe quasi da commentare. La richiesta, con tanto di raccolta firme, affinché si giungesse a questa decisione, era infatti lì, nel cassetto dell'assessore Giuliano Balzola, come minimo dal maggio dello scorso anno. Gliel'aveva recapitata l'indomita Rita Munari mettendosi a capo della protesta dei mercatali.
Da quel giorno non c'era stato verso di farlo digerire. Tutte le volte che si affrontava conloro (s’intende con la maggioranza) un dibattito su questo argomento trasecolavano e, tutto d’un fiato, raccontavano del gran lavoro portato avanti per lo spostamento di qua e di là degli stalli(l’assessore Costanza Casali) della rinaturalizzazione del parco di città in collaborazione con Legambiente, delle riunioni tecniche per la gestione dei rifiuti e delle 320 contravvenzioni in sei mesi (che bravi che sono….) alle macchine in divieto di sosta (l’assessore Giuliano Balzola), dei progetti in corso e del bando che sarebbe venuto (l’assessore Michele Cafarelli), infine della variazione di bilancio per il piano di evacuazione e sicurezza (il vicesindaco Elisabetta Piccoli).
Era successo anche lo scorso mese di luglio in consiglio comunale. L’occasione era stata una mozione presentata dai consiglieri comunali Francesco Comotto e Massimo Fresc. E fu un “No” su quasi tutta la linea. Nessun senso unico in via Monte Stella per agevolare i tanti anziani avvicinandoli il più possibile ai banchi. Le Sturmtruppen del sindaco Stefano Sertoli (povero Stefano Sertoli) manco a dirlo si erano incartate anche qui, proprio come sullo Zac!.“E per fare il senso unico ci vuole il piano di evacuazione, ma prima si devono tracciare le strisce bianche e pure quelle per i parcheggi. E poi non va bene un senso unico solo nei giorni di mercato, ma se si fa il senso unico ci sarà un problema di viabilità per le auto provenienti da Biella. …”
Infine c’era un problema che superava anche tutti gli altri ed è che per accontentare, solo nei giorni di mercato, quei “quattro mercandin” (così li aveva battezzati l’assessore Balzola) si sarebbero dovute mettere e togliere le segnaletiche. “Un problema pratico…” aveva esternato il sindaco Sertoli
Insomma eravamo alla frutta. Al latte alle ginocchia. Alle colate di vomito. Al surreale e ai titoli di coda.
Morale?La giunta era riuscita a trasformare due lavoretti delle balle, la sistemazione di servizi igienici e il senso unico (che già c’era e non si capisce chi cavolo glielo aveva suggerito a Balzola di toglierlo) in un problema insormontabile.
“Non è necessario rifare tutta l’area per un senso unico – li aveva presi educatamente per il sedere il consigliere comunaleFrancesco Comotto – I servizi igienici non sono un bel biglietto da visita per una città Unesco…”. Quanto sarebbe costato aggiustarli per metterli agli onori del mondo? Secondo l’assessore Cafarelli non meno di 90 mila euro. Sembrava una somma campata per aria ma era quella che ci si aspettava dalla partecipazione ad un bando al quale il Comune di Ivrea era risultato il primo escluso con un progetto da 300 mila euro…
Per intanto, di soldi, attingendo dall’avanzo di amministrazione, ne erano stati subito stanziati 130 mila. Sarebbero dovuti servire per il piano di sicurezza e per risolvere alcuni problemi che stavano creando danni a dei privati, infine (forse) per un’analisi geologica approfondita utile a capire se era il caso di continuare a spendere dei soldi qui dove passa la roggia Righetti e dove un tempo esisteva un lago.
Chissà che faccia farà Silvia della “rosticceria di Claudio e Silvia Davide” quando lo verrà a sapere Ha il suo stallo al mercato di Ivrea dalla bellezza di 39 anni. Da 59, considerando che l’attività in sede fissa (a Brandizzo) e ambulante (un po’ ovunque in Canavese) è passata di mano in mano per ben quattro generazioni.
“Via Monte stella èuna strada a doppio senso di circolazione –ci aveva spiegato ormai più di un anno fa – ma il giorno di mercato si trasforma a senso unico. Questo accorgimento permette di creare una trentina di parcheggi…”
Parcheggi importanti per chi, per esempio, non ce la fa a percorrere centinaia di metri con la spesa sotto braccio.“Conosco vita morte e miracoli di questo mercato – continuava Silvia – Circa 30 anni fa un vigile si è accorto che il doppio senso di marcia dava un’infinità di problemi, senza contare gli incidenti ed è nato il senso unico nei giorni di mercato. L’ho detto a tutti e mi è stato risposto che quella di oggi è una soluzione provvisoria per evitare che le macchine entrino in piazza. Peccato che adesso questa soluzione sembra essere divenuta definitiva. Per noi commercianti avere un parcheggio lì è importante. Vogliamo che tutto torni com’era prima del Covid…”“Con la macchina a due passi – insisteva Silvia – i clienti si azzardavano a comprare qualcosina di più. Molti hanno una certa etàe non possono permettersi grossi sforzi…”.
Non se ne potrà compiacere Rosetta Mania della Trattoria dei Tigli. S'affacciva proprio su via Monte Stella, ma nel frattempo e un po' anche a causa del doppio senso di circolazione, ha chiuso i battenti....
“Questa viabilità ci fa perdere un mucchio di clienti –ci aveva spiegato – Anche noi pensiamo sia meglio ritornare al senso unico con parcheggio su una carreggiata, magari con un disco orario di 30 minuti. Stiamo uscendo da una situazione davvero difficile e non credo di dover spiegare niente a nessuno. Le bollette poi a fine mese le dobbiamo pagare noi. Se continua così è un massacro. L’altro giorno han fatto una multa pure al rappresentante della Galbani che si era fermato pochi minuti. Se un caffè costa 46 euro, anche io non mi fermerei a prenderlo…”.
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