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19 Novembre 2021 - 18:20
La pallavolo
Capita che un sabato sera, per far vedere la pallavolo ai bambini, si vada con amici a vedere la Lilliput. Prima squadra, serie C, un bel campionato. Assistiamo tutti (e siamo in tanti) a uno spettacolo meraviglioso. Le ragazze in campo se le danno di santa ragione, le altre sono la Sava di Torino, mica pasqualone, sono prime in classifica e al pari delle nostre intendono rimanervi. Sono qui per vincere. E per giocare bene, lo fanno capire subito vincendo il primo set in carrozza e il secondo picchiando duro di battute e schiacciate una più bella dell’altra. Poi le ragazze della Lilliput si ricordano che in campo ci sono anche loro e iniziano, finalmente, a giocare come sanno. A cosa giochi? Faccio pallavolo. Le altre discipline si giocano, il volley si fa! Non stai in una squadra, sei quella squadra, gli appartenieni. La serata diventa una specie di festa di compleanno. Tutti hanno voglia di esserci, partecipare, tifare, giocare. Il computer è utile, ma in campo vanno testa, mani e gambe, non c’è bisogno di ingegneri, anche se qualche ragazza studia ingegneria per davvero. Per il domani, però. Oggi c’è il volley.
Settimo non è la sola a ripartire, ma che accada a Settimo è bello. Sabato sera c’erano anche le spazzoline, le ragazzine che passano il campo in seguito a voli e cadute che potrebbero renderlo scivoloso. Gli smartphones sono spenti, o chiusi negli spogliatoi, non c’è internet né facebook nè whatsapp che tenga. La tecnologia sono le ragazze in campo. Lo sport prepara alla vita, l’agonismo fa il resto, matura, rinforza, costringe a non mollare. Così fanno le nostre ragazze. Poi qualcuna farà l’impiegata, qualcun’altra la giornalista o l’insegnante di educazione fisica o l’allenatrice. Ma per adesso fa la pallavolo.
Dopo quasi due anni di chiusure, ci voleva. Dare valore al movimento è necessario quanto l’aria che respiriamo, tornare in campo, in palestra, in piscina non è soltanto normalità, come ci sembrava prima del covid: è essenziale alla nostra esistenza, oltre che alla nostra salute.
Il risultato non è il fondamento di tutto, ma ve lo diciamo ugualmente: è finita al tie break, 3 a 2 per noi. Trooooppo bello.
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