Si narra che nel lontano Medio Evo, poco prima di aumentare le tasse al popolo, i sovrani usassero “accontentare” i propri vassalli allo scopo di renderli maggiormente partecipi alla prevista raccolta.
Con una prassi un po’ inusuale e dopo molti anni di regale indifferenza statale alle lagnanze dei Sindaci, alla fine la notizia è finalmente arrivata da re Draghi in persona. Lo stipendio dei Sindaci e delle loro Giunte verrà raddoppiato.
In realtà pare che non sarà proprio così perché l’aumento dovrà essere graduale e distribuito in tre anni e, in queste proporzioni varrà solo per i Sindaci delle Città Metropolitane, 5 dei quali appena fortunosamente eletti da una piccola minoranza di cittadini.
Ma andiamo per ordine.
Dal lontano 1993 (Legge numero 81) i Sindaci sono eletti direttamente dal popolo, nei Comuni sopra i 15 mila abitanti qualora nessun candidato abbia raggiunto il 50,1% dei voti validi nella prima votazione si effettua un secondo turno elettorale tra i primi due più votati.
In tale occasione vennero anche aggiornate le indennità adeguando le stesse da poche centinaia di mille lire (per Settimo 450 mila lire circa mensili) al doppio (900.000 lire).
Successivamente, nel 2000, con la riforma degli Enti locali e la riduzione degli assessori e dei consiglieri e l’introduzione dell’Euro, le indennità vennero adeguate in modo significativo riconoscendo il ruolo del Sindaco come capo dell’amministrazione locale. Per Settimo Torinese, Sindaco Giovanni Ossola, l’indennità massima fu proposta in 3.500 Euro lordi mensili (per 13 mensilità). Poi arrivò la stagione dei tagli e già nell’anno 2005 venne operato un taglio del 10% poi seguito da altro 5%.In buona sostanza per Settimo durante i miei due mandati a Sindaco e il mandato di Fabrizio Puppo l’indennità di carica massima fu stabilita in 3.100 Euro lordi che, nel mio caso da lavoratore dipendente non in aspettativa era ridotta del 50% (1.500 euro circa pari a un netto mensile di 900 Euro). Dal primo gennaio il Sindaco, anzi la Sindaca, di Settimo avrà uno stipendio di poco superiore ai 5.000 Euro mensili (65.000 Euro l’anno circa).
Era ora. In questo modo il ruolo del Sindaco viene grosso modo ad essere economicamente valorizzato quanto quello di un dirigente intermedio. Ciò che non va, a mio avviso è il metodo e le motivazioni. Mentre negli altri due aggiornamenti (anni 1993 e 2000) la nuova indennità era stabilita in concomitanza con profonde riforme del ruolo e dellagovernance degli Enti Locali, in questo caso sembra più essere uno di quei “bonus” che tanto vanno di moda in questo periodo. Per dirla con Draghi un riconoscimento a coloro che sono stati in prima fila nella lotta contro il COVID (???) e a chi avrà la responsabilità di gestire bene i fondi del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR), il cui nome è già di per sé un programma.Come la Sindaca distribuisce i “merits” ai cittadini meritori, Draghi fa piovere soldi nelle tasche dei Sindaci responsabili, in entrambi i casi si tratta però di fondi prelevati dalle tasse degli italiani.
Ripeto: era ora che venissero adeguati stipendi fermi, anzi ridotti del 15%, rispetto a quelli erogati oltre 20 anni fa.
Ma non era meglio, anziché utilizzare motivazioni fantasiose o farli apparire come una gentile concessione dello Stato, stabilire semplicemente un metodo di indicizzazione o di adeguamento annuale o triennale di queste indennità? E’, a mio avviso, una questione di dignità istituzionale. Anche per il futuro. Ad esempio si potrebbe agganciare questa indennità alle dinamiche contrattuali della dirigenza pubblica. Se per il Sindaco delle medie città l’adeguamento previsto porta a stipendi adeguati o comunque in linea con quelli del personale dirigente di quegli stessi Enti l’aumento del 100% dato ai Sindaci metropolitani (per esempio quello di Torino) porterà questi a percepire compensi pari a 179.400 Euro annui lordi ai quali si devono aggiungere oneri e IRAP per un costo totale di circa 245 mila Euro annui. Mi sembra francamente un’esagerazione. Incredibile come nessuno abbia nulla da eccepire adducendo la giustificazione che la nuova indennità equivale al costo sostenuto per il Presidente della Regione.
E ancora, mentre nel passato l’adeguamento dell’indennità del Sindaco era anche il frutto di una complessiva riduzione della spesa pubblica per le indennità di carica, è proprio indispensabile che tale cospicuo adeguamento si ribalti automaticamente su tutti gli assessori e magari a cascata sui componenti dei consigli di amministrazione delle partecipate comunali ?
Restando a Settimo l’incremento di spesa per la sola giunta sarà di circa 140 mila Euro su un costo totale di 365 mila Euro (oneri previdenziali compresi), confidando che la Sindaca non voglia aumentare anche gli stipendi degli Amministratori delle partecipate comunali. In conclusione prendo atto con favore che l’indennità di carica dei Sindaci italiani sia stata, dopo tanti anni, adeguata e credo sia giusto su un argomento così delicato dare il massimo di trasparenza, mi stupisce che la Sindaca iper comunicativa che confeziona video e post su ogni argomento, compreso il cibo che mangia e la cottura della torta alle fragole, nulla abbia ancora detto sul suo stipendio e su quanto costerà ai contribuenti la sua Giunta e (spero di no) l’aumento di indennità degli amministratori unici da lei nominati nelle società partecipate dal Comune.
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