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13 Novembre 2021 - 11:00
Daniela Buzio con i figli Luca e Andrea
CHIVASSO. "Quando lascerò la Locanda del Sole, sarà per uno chalet sui monti della mia Pont Canavese". Daniela Buzio non ha bisogno di presentazioni: ristoratrice, chivassese dopo le nozze con Giorgio Gamba, si racconta. Lavoro, cucina, sport, figli, progetti futuri...
“Sono nata a Pont Canavese, fra le montagne, e con la nonna sono cresciuta un po’ come Heidi. Mi piace molto Chivasso ma la mia vita, più avanti, la vedo sicuramente in uno chalet fra i monti”.
A cominciare a raccontarsi così è Daniela Buzio, titolare della Locanda del Sole di via Roma, sicuramente conosciutissima nella nostra città, ma attraverso questa intervista si farà conoscere ancora meglio…
Ha studiato da ragioniera e per tanti anni ha lavorato in studi di commercialisti, ma la sua vera indole è improntata verso lo sport e il turismo.
Fa parte della sezione Ascom locale, si occupa in particolare del settore turismo, e alla nostra Chivasso ci tiene tanto:molto forte è il desiderio di realizzare progetti turistici ed è determinata a concretizzarli. Lo sport per lei è un imperativo categorico: ha praticato atletica, calcio, sci acrobatico, sci alpinistico, culturismo e chi più ne ha più ne metta…
Daniela mentre fa sport“Diciamo che mi sono ‘rotta tutta’, nel corso degli anni, facendo svariati sport e gareggiando anche in alcuni di essi - spiega -. Quando ero piccola sognavo di fare la sportiva da grande e i miei disegni, ad esempio, erano sempre raffiguranti figure muscolose tipo i centurioni pronti per la battaglia. Amo lo sport e oggi vado a correre quotidianamente; in generale amo la vita sana”.
In molti si chiederanno dove stia la ristorazione in tutto questo… Daniela ci racconta che in questo mondo ci è entrata un po’ “per forza di cose”, nel senso che nel ‘97 è arrivata a Chivasso perché si è sposata con Giorgio Gamba, e ha successivamente iniziato a occuparsi anche lei di quest’ambito.
“Io e Giorgio oggi siamo separati, ma lavoriamo tutti insieme nella nostra ‘Locanda del Sole’… la famiglia è sempre la famiglia, indipendentemente dalla forma giuridica - racconta -. La ristorazione, per me, ha molto a che fare con l’intrattenimento e questo è uno dei motivi per cui, attualmente, ci siamo sviluppati anche come servizio catering presso la Tenuta Roletto. Cerchiamo di unire un po’ il Canavese e sarebbe davvero bello riuscire a farlo a 360 gradi; credo fermamente nel discorso turistico - aggiunge -. Abbiamo la ‘Locanda’ dal 1988 e se, inizialmente, ai tempi in cui era sita in via del Collegio, l’impronta era prevalentemente quella di Giorgio, da quando ci siamo trasferiti in via Roma c’è maggiormente la mia impronta, insieme a quella di Luca e di Sara, di cui sono rispettivamente mamma e zia. E’ importante lasciare spazio ai giovani, rappresentano il futuro. Inoltre il Covid ci ha insegnato molto ad adattarci alle situazioni e siamo cresciuti sotto molteplici aspetti e l’evoluzione è continua. La nostra cucina è composta da un team giovane, non si parla più di un unico e classico chef, infatti oltre a Luca e Sara ci sono altri due ragazzi che stanno crescendo in questo campo. Fra i valori che ho voluto trasmettere loro ci sono quello del confronto continuo e quello dell’umiltà e dell’essere sempre pronti ad imparare. Dobbiamo sorridere e colloquiare con i clienti e se qualcosa non gli è piaciuto ci teniamo a saperlo. Spero di essere stata una buona maestra di vita per i ragazzi”.
In montagna, a sciareDaniela Buzio è una donna ottimista e che vede sempre il bicchiere mezzo pieno. Il suo motto è “carpe diem” ed è sempre stato anche il motto della sua famiglia. Una famiglia di artisti, ognuno con il suo lavoro per vivere, ma tutti amanti dell’arte.
“La fantasia ci caratterizza da sempre, è grazie a quella se non morirai mai di noia. Per me la ristorazione è anche fantasia. Un’idea/ progetto che ho in mente di realizzare è quello di creare un ‘cartello della ristorazione’ che permetta di raggruppare ambiti culinari diversi, attraverso la collaborazione e l’integrazione fra ristoranti, locali e bar ad ampio spettro.
Sarebbe bello, ad esempio, mettersi in gioco e poter accogliere dei turisti che vengono da noi, piuttosto che da un’altra parte, e proporgli un menù tipico o comunque improntato sull’esclusività.
Servirebbe una ‘carta della ristorazione’ condivisa fra più attività possibile, che mostri come accanto a noi ci sia la pizzeria, il ristorante di pesce, il bar per l’aperitivo ecc… perché questo permetterebbe ampia visibilità a Chivasso. La nostra sarebbe una città in movimento e che parteciperebbe attivamente alla sua vita. Ognuno farebbe il suo, ma con un progetto comune” spiega entusiasta. Daniela Buzio è sempre contenta, anche quando incontra le difficoltà. Ci racconta che le cose brutte se le lascia alle spalle, ed anche le “persone brutte”, perché “chi non la vuole non la merita”. Puoi incontrarla e vederla stanca, ma mai arrabbiata. Un sorriso e una buona parola non li nega mai a nessuno. “Sono felice della mia vita, certo ci sono cose che non ho fatto e che mi sarebbe piaciuto fare, come frequentare l’Isef o diventare maestra di sci, ma la mia vita è bella così com’è e il mio obiettivo è di cercare di proseguire su questa strada portando avanti ciò in cui credo” afferma in conclusione.
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