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IVREA. Con Piccoli è a rischio la democrazia in consiglio

IVREA. Con Piccoli è a rischio la democrazia in consiglio

Manifesti funebri

Non è bastato l'appunto del deputato leghista Alessandro Giglio Vigna  ("La mia opposizione era più tosta...") a raffreddare l'animo del vicesindaco Elisabetta Piccoli. Su Facebook, nei giorni scorsi, ha continuato imperterrita a inveire contro le Opposizioni e pure contro Diego Borla, che a suo dire non gestirebbe bene, nella sua qualità di presidente, le riunioni di consiglio comunale. Si lamenta di non poter replicare alle critiche. Si lamenta delle continue interruzioni. Ha addirittura tirato in ballo il sessismo e ha invitato tutti ad ascoltare le registrazioni. Non ci ha per niente convinto e d'un tratto, ci siamo ricordati di quella volta in cui Diego Borla, Elvio Gambone e Tommaso Gilardini, si presentarono in consiglio con i "manifestini funebri" sostenendo che fosse morta la "democrazia". Qualcuno se lo ricorda? All'ordine del giorno la presidenza di Domenico Iallà alla Fondazione Guelpa. Ecco ci piacerebbe capire che faccia farebbe la Piccoli se a qualcuno venisse in mente di fare la stessa cosa oggi. E già ci immaginiamo la scena. Lei che urla a squarcia gola paragonando l'assise ad un manicomio, ad una stamberga, ad una porcilaia, ad una Ballarò. L'assessore Michele Cafarelli che si alza, ferito nell'orgoglio, e va a piangere in sala Dorata. Il sindaco che guardando diritto negli occhi l'amico Maurizio Perinetti gli dice: "Da te una cosa come questa non me la sarei mai aspettata....". E poi Giuliano Balzola che, come in Ecce Bombo (il celebre film di Nanni Moretti), s'alza e si siede in un angolo della sala sperando di passare inosservato. Infine l'assessore Costanza Casali pronta ad elencare tutti gli articoli di legge sulla calunnia. Non riusciamo a immaginarci cosa farebbe l'assessore Giorgia Povolo, ma la ragazza è davvero cresciuta tanto in questi quasi quattro anni e siam quasi certi non si farebbe influenzare dalla pancia, né farebbe vincere l'emotività sulla ragione. Tant'è! Prendere o lasciare. Tornando a Borla (povero lui) l'altro giorno era convinto che agli assessori toccasse una vera e propria replica alla controreplica delle Opposizioni di tre minuti, a valle delle risposte di 5 minuti alle interpellanze. Ha poi potuto constatare che non è così. Spetta solo una battuta veloce, per questo le Opposizioni "interrompono". Il regolamento del consiglio, infatti, da questo punto di vista, è molto previdente, con tutti gli anticorpi per non trasformare il dibattito in un monologo anti-democratico o fascista. "Mi dicevano di avere due minuti e io mi ero convinto così...." ha ammesso. Probabilmente i "due minuti" se li è inventati la Piccoli che, a quanto pare, non ha mai letto il regolamento.
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