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CASTELLAMONTE. Discarica di Vespia: non ci fu inquinamento delle acque

CASTELLAMONTE. Discarica di Vespia: non ci fu inquinamento delle acque

L'avvocato Raucci (a sinistra) e Fulvio Isè

CASTELLAMONTE. “Non mi risulta di aver provocato uccisione di pesci o inquinamento delle acque”. Con questa spontanea dichiarazione, martedì pomeriggio, Fulvio Isè, 62 anni, originario di Napoli, è probabilmente riuscito a convincere la giudice Elena Stoppini che lo ha assolto dall'accusa di inquinamento ambientale. E all'uscita da palazzo di giustizia a Ivrea, Isè ha tirato un lungo sospiro: “Ora mi sento benissimo”. Quella che si è conclusa martedì è una vicenda giudiziaria che riguardava le acque del torrente Malesina inquinate dalla fuoriuscita di percolato dalla discarica in località Vespia a Castellamonte, sito tutt'ora in funzione dove conferiscono i rifiuti e che fino al 2018 era gestito proprio da Agrigarden Ambiente. Puzza proveniente dalle acque del torrente che scorre a fianco della discarica e sversamenti rilevati dall’Arpa dopo tre analisi effettuate nel novembre 2015 e dimostrate da prelievi di acqua dai pozzi di monitoraggio a servizio della discarica. La procura di Ivrea ha chiesto, invece, la condanna ad un anno e 4 mesi più 8 mila euro di multa. Le motivazioni saranno depositate tra due mesi, ma l'assoluzione pronunciata dal tribunale, per l'avvocato Alessandro Raucci rende giustizia al suo assistito. Anche il legale ha dimostrato in aula che sì da quella discarica ci furono delle fuoriuscite di percolato, ma probabilmente in quantità minime da non giustificare un inquinamento dell'ambiente. E in aula davanti alla giudice, Fulvio Isè, sempre ieri, ha raccontato che ogni anno la società di cui lui era procuratore eliminava dalla discarica oltre 10 milioni di chili di percolato.
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