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SETTIMO TORINESE. Palle di Natale

SETTIMO TORINESE. Palle di Natale
Mi illumino di meno è il titolo di una iniziativa radiofonica di successo prodotta da Caterpillar su RAI 2 e nata per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sui temi dello sviluppo sostenibile, del risparmio energetico e contro l’inquinamento luminoso delle città.  Anche il Comune di Settimo, come molte altre città italiane e della Provincia di Torino ha aderito, fin dall’esordio nel 2005, agli eventi organizzati dalla famosa trasmissione telefonica. Anche l’attuale amministrazione comunale ha partecipato alle recenti edizioni perché, come è noto, se c’è un palcoscenico ed un argomento che va di moda la Sindaca e la sua squadra non si tirano mai indietro e vai con il consueto spegnimento simbolico di luci nella città in occasione della giornata del risparmio energetico (la cui ricorrenza era il 26 di marzo nell’anno 2021).  Ma si sa, finita la festa gabbato lo santo e la Sindaca e suoi assessori dopo la trasmissione si sono messi di impegno a trasformare il motto “mi illumino di meno” nel più poetico “mi illumino di immenso”.  E giù di luminarie. Improvvisamente spuntano fari a led ovunque, luci patriottiche illuminano la facciata del Comune. Effetti luminosi vengono richiesti direttamente dalla Sindaca e curati personalmente dal Vicesindaco e dalla Business Sales Manager della Giunta (volgarmente definita come Assessora al Commercio).  Dopo aver partecipato al gioco “Fai e rifai l’isola pedonale in via Italia” e speso quasi un milione di Euro per assistere alla chiusura di molti esercizi commerciali, è ora la volta del “Dove lo metto il led”. Ma in centro naturalmente. Poco importa se in altre parti della città gli stabili comunali cadono a pezzi (mulino, chiesetta, ecomuseo, ecc.), chissene se, dopo aver promesso interventi epocali, a distanza di due anni dalle elezioni, quartieri come il Borgo Nuovo sono sempre più abbandonati e privi di iniziative pubbliche.  I led appaiono in forza in piazza Vittorio Veneto e sparati sulla Torre a proporre ai cittadini settimesi improbabili effetti luce abbinati ad eventi e giornate particolari. Se la Torre è rosa allora c’è una ricorrenza di genere, se è azzurra sta arrivando il principe, se rosso sangue siamo contro la violenza, se arcobaleno non capisci se è merito del movimento LGBT oppure siano arrivate le giostre. Il tricolore va sempre bene, per i G20 bisogna prima capire il colore delle giacche indossate dalla cancelliera Merkel. Nei momenti di pausa va bene la luce bianca, se l’umore della Sindaca volge al peggio dopo aver letto questa rubrica allora issate la luce nera. Ma quanto costa tutto questo sfavillare ? 80 ? 100 ? 200 ? mila naturalmente. Nel sito dedicato alla trasparenza pubblica non si capisce nulla. Qualche ordine lo fa la Società Patrimonio, altri sono in capo al Comune, in alcuni casi si trova una delibera in altri una determina, se poi ti va male scopri che hanno dato un finanziamento anche alla Fondazione ECM o alla sempre presente Comunità solidale. Quindi non si sa con precisione ma convenzionalmente possiamo dire circa 100 mila Euro.  Ma non finisce qui, perché con due mesi di anticipo sul Natale sono apparse le luminarie, che l’anno scorso sono state poi rimosse a fine febbraio. E a breve arriveranno anche le costose palle di Natale. L’anno scorso sono stati spesi 23 mila Euro per 17 alberelli e 80 palle illuminate collocate, manco a dirlo, in via Italia. 300 euro a palla o, se preferite, 1.500 euro ad alberello.  L’inquinamento luminoso sale alle stelle, i cittadini preoccupati e disattenti non realizzano subito che quelle luci le stanno pagando loro e, mentre pensano a quadrare il loro bilancio famigliare, alle bollette gas e luce da pagare, alla tassa rifiuti, alla benzina sempre più cara, guardano distratti gli effetti luminosi e non fanno caso a quei fari che puntano al cielo.  I commercianti del centro non sanno più che pesci pigliare. Anche loro avevano creduto nelle luci che dovevano portarli alla ribalta, attrarre nuovi clienti, trasformare il centro di Settimo in un “salotto buono”. Ma ora che sono accese, quelle luci illuminano un futuro sempre più scuro. I clienti non arrivano, i costi ricominciano a crescere e i bonus, quando sono arrivati, non hanno risolto nulla. Nelle periferie i residenti si chiedono ormai “Chi l’ha più vista” la Sindaca che in campagna elettorale prometteva mari e monti.    Sotto le luci che inutilmente si perdono nel cielo, la città arretra ancora.
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