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VENARIA REALE. Impianti sportivi: sempre peggio...

VENARIA REALE. Impianti sportivi: sempre peggio...

Una foto simbolo del campo del Don Mosso (archivio)

VENARIA REALE. In merito alla pessima gestione degli impianti sportivi da parte dell’Amministrazione comunale, è necessario fissare l’attenzione sui pochi fatti accaduti e gli atti pubblicati, senza farsi fuorviare dalle troppe parole:

1. È passato un anno dall’insediamento della nuova Amministrazione è l’unica cosa che è stata fatta è un’indagine esplorativa che non ha avuto seguito, creando solo incomprensioni visto che, per la documentazione richiesta, somigliava ad una manifestazione d’interesse/gara d’appalto. 

2. La giunta vuole fare una gara d’appalto vera e propria, affidando il procedimento a SCR (società di committenza regionale). Scelta assurda ed incomprensibile che rappresenta una “soluzione assente” nel senso che il problema non è quello di scrivere bene il Bando semmai di coniugare i costi di gestione con la pratica sportiva a favore dei ragazzi, senza trascurare la sostenibilità economica. Problema che hanno tutti i Comuni d’Italia che infatti sostengono l’impiantistica sportiva.

3. La giunta ha dichiarato di non volere dedicare risorse economiche allo Sport, né per il ripristino dei siti abbandonati, né per la loro gestione. Con la macroscopica disparità che allo Sport Club le risorse per i campi da Padel sono state trovate senza tentennamenti e al Don Mosso al concessionario il Comune paga il 49,9% delle utenze.

4. Al Don Mosso metà impianto continua ad essere in stato di abbandono, nell’altra metà affidata al Venaria calcio, abbiamo appreso dai media, giocano anche due squadre di Torino, e non si capisce a quale titolo, visto che la convenzione in essere prevede il divieto di sub-concessione. Non solo, sempre la convenzione prevede che il concessionario si impegni a favorire l’uso dell’impianto sportivo da parte delle società sportive iscritte all’Albo comunale operanti nella Città sulla base di richieste pervenute, così da garantire un ampio pluralismo associativo. 

5. Sugli altri impianti, l’assessorato alla Sport non ha un’idea di sviluppo della pratica sportiva, mentre dovrebbe essere l’Amministrazione comunale a definire le attività (o il ventaglio di attività) da promuovere. Al contrario, si vuole fare un bando con tutti gli impianti dentro, sperando che arrivino operatori a portare idee e soprattutto soldi, per riqualificare e poi gestire a costo zero per l’Amministrazione.

6. Per affidare la gestione degli impianti sportivi esiste un Regolamento comunale che rappresenta norma quadro cui fare riferimento. Il Regolamento stabilisce la procedura da seguire nonché i criteri di aggiudicazione: radicamento sul territorio dell’associazione/ente, avuto riguardo alla sede ed al reclutamento degli atleti; esperienza di gestione di impianti analoghi a quello oggetto dell’affidamento; coerenza tra il tipo di impianto e l’attività praticata dal proponente; numero di tesserati per l’affidamento degli impianti sportivi. La giunta ha deciso, al momento, di non applicarlo.

7. Nel febbraio 2021 è stato pubblicato il D.Lgs. n. 38. Una norma di favore per i Comuni. Infatti è previsto che laddove le Associazioni e le  Società  Sportive  senza  fini  di  lucro presentino  “all’ente  locale,  sul  cui  territorio  insiste l’impianto sportivo da rigenerare, riqualificare o  ammodernare,  un progetto  preliminare  accompagnato  da  un  piano  di   fattibilità economico finanziaria per la  rigenerazione,  la  riqualificazione e l’ammodernamento e per la successiva gestione con la previsione di un utilizzo teso a favorire  l’aggregazione  e  l’inclusione  sociale  e giovanile”, l’ente locale se riconosce “l’interesse pubblico del progetto, affida direttamente la gestione gratuita dell’impianto all’associazione o alla società sportiva per una durata proporzionalmente corrispondente al valore dell’intervento e comunque non inferiore a cinque anni”. Anche in questo caso, la giunta ha dichiarato che non si applica. 

Ci piacerebbe che su queste questioni ci fosse spazio per discuterne in Commissione consiliare o in Consiglio Comunale. Ma per ora tutto tace. 

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