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08 Novembre 2021 - 10:53
Giancarlo Vacca Cavalot
E’ giusto che ai consigli comunali possano partecipare solo i pensionati? A Cuorgnè si rischia questo se verrà accolta la proposta dell’ex-sindaco ed attuale consigliere di minoranza Giancarlo Vacca Cavalot. Già nell’ultimo decennio molte categorie di cittadini erano rimaste automaticamente escluse dalla possibilità di prendervi parte, visto che si svolgevano alle 18,30. Con la nuova amministrazione si è cominciato fissandoli alle 18, ora alle 17,30 e poi chissà… D’ora in avanti potrebbero iniziare a metà pomeriggio. E dire che, al termine della seduta del 27 ottobre, era parso che le cose potessero migliorare. Dopo che il sindaco aveva annunciato la convocazione successiva per il 10 novembre, il consigliere Pianasso aveva chiesto: “Sempre alla stessa ora?” e la risposta era stata: “Per adesso sì ma se ne può parlare”. Vacca Cavalot aveva colto la palla al balzo chiedendo “orari più accessibili” ed aveva precisato che “alle 19 la gente ha altro da fare! Un tempo le sedute si tenevano alla sera”.
Citando le persone che “alle 19 hanno altro da fare” il consigliere si riferiva prevedibilmente a quanti hanno l’abitudine di cenare presto. Per costoro le 21 o anche le 20,30 andrebbero benissimo… Ed andrebbero bene anche per la maggior parte dei cittadini, tranne ovviamente quelli che fanno turni serali. Macché! La richiesta dell’ex-sindaco non era di posticipare ma di anticipare alle 16 o alle 17. Con buona pace di chi a quell’ora sta lavorando ovvero di molti suoi concittadini. Con le sedute alle 18,30 restavano esclusi a priori i commercianti, i dipendenti degli uffici che lavorano fino a tardi, gli operai che escono alle 18 o alle 18,30 dalla fabbrica e magari non hanno voglia di recarsi in Comune invece di andarsene a casa, i lavoratori autonomi, i liberi professionisti… Anticipandole resterebbero esclusi quasi tutti, salvo gli insegnanti e gli studenti che non abbiano lezione al pomeriggio, i dipendenti pubblici che finiscono alle 14 (ma la maggior parte di questi sono pendolari) e coloro che fanno turni mattutini o notturni. Chi potrebbe partecipare senza problemi sarebbero i pensionati, i disoccupati e le casalinghe ma va detto che casalinghe-tipo e disoccupati non sono in genere tra i più assidui frequentatori dei consigli comunali.
E’ vero che le sedute pre-serali sono sempre state caratterizzate dalla fretta e che, negli ultimi tempi del mandato di Pezzetto, gli spettatori erano praticamente ridotti ai soli giornalisti ma proprio per questo si dovrebbero invogliare i cittadini a partecipare. E’ poco probabile che, per potersi recare in consiglio o seguirlo in streaming da casa, ci sia qualcuno che sceglie di uscire in anticipo dal lavoro richiedendo un permesso non retribuito…
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