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PONT CANAVESE. Sedi di guardia medica accorpate: dottori in allarme

E’ notizia di questi giorni: le sedi di Guardia Medica, sparse sul territorio a garantire una prima e preziosa assistenza soprattutto alle popolazioni delle aree montane e disagiate, saranno accorpate. Cosa significhi “accorpamento” ormai è esperienza consolidata: significa svuotare un servizio, riducendolo ai minimi termini, fino a farlo sparire.  Significa dilatare i tempi del soccorso, aumentare il carico di lavoro per i medici, scoraggiare i volontari. Come spesso accade in questi casi, quando ci si accorge del danno provocato è ormai troppo tardi .Per questo alcuni medici di quella che in termini burocratici viene definita “continuità assistenziale” hanno messo nero su bianco le loro critiche e le loro preoccupazioni, sperando di non  rimanere inascoltati. Questo il documento che ci hanno inviato.

"Cronaca della morte della Continuità Assistenziale"

Probabilmente, quando il sistema di Continuità Assistenziale collasserà, sarà troppo tardi per fornire delle giustificazioni. Alla popolazione, si dirà che i medici non ci sono. Le si dirà che i medici vogliono essere pagati di più. Le si dirà che i medici non sono disponibili a coprire il servizio. Le si dirà, infine, che i medici sono troppo pochi per coprire tutte le Sedi e che l'unica soluzione è quella di eliminarle, sostituendole con una singola struttura centrale. In realtà, non è così. In passato, sarebbe stato possibile trovare medici disponibili a coprire il servizio, così come sarebbe possibile trovarne tuttora, solo che, a causa di scelte inopportune, non vengono più messi in condizione di lavorare. Cos'è successo? A partire dalla fine del 2020, ci siamo trovati a interagire con nuovo personale, sempre meno preparato, in difficoltà nel gestire la nostra turnistica, pressoché impossibile da contattare al bisogno.
Nel corso di pochi mesi, abbiamo assistito, impotenti, alla scomparsa dei turni di reperibilità. Di colpo, non potevamo più ammalarci, né avere problemi in famiglia.
Abbiamo assistito, impotenti, alla rinuncia, da parte dei Responsabili di Sede, a garantire la copertura dei turni rimasti vacanti, ricorrendo alla facile decisione di richiedere vicariamenti da parte di Sedi limitrofe. Assumere nuovi medici non sarebbe stata un'idea migliore? Pare che non ce ne siano, attirati tutti da incarichi meno onerosi e meglio remunerati. Forse, alle prime dimissioni, si sarebbe potuto iniziare a cercarli... Abbiamo assistito, impotenti, all'introduzione del Numero Unico, che ha indotto ulteriori colleghi a dimettersi. Essendo un progetto attuato solamente in Piemonte e in Lombardia, non avremmo potuto aspettare anche noi qualche mese, visto che la sua implementazione può rendere più complessa l'attività lavorativa? Abbiamo assistito, impotenti, all'incomprensibile decisione, presa pochi giorni fa, di vietare lo svolgimento di turni di 24 ore consecutive, nonostante sia una prassi ormai consolidata, peraltro ammessa dal regolamento aziendale, in attuazione di una normativa europea per lunghi anni rimasta inapplicata. Incurante del fatto che la copertura di molti fine settimana avviene nelle Sedi mediante turni di tale durata, l'ASL ha preferito vietarli, aumentando ulteriormente il numero di turni vacanti.
La nostra domanda è: perchè introdurre questo divieto proprio in questo preciso momento storico? Non ci sono già abbastanza problemi?  Perché cambiare un sistema che ha funzionato bene per così tanti anni? La famosa “medicina territoriale” è forse una fiaba per bambini?
Pare evidente che la volontà sia quella di vedere altri medici dimettersi, in modo tale da poter così accorpare le sedi; allora sì che il servizio medico sul territorio sarà veramente scadente. Per fortuna, amara ironia, i Pronto Soccorso sono dietro l'angolo... Con tristezza,

I medici di Continuità Assistenziale

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