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25 Ottobre 2021 - 18:16
GreenPass e documento di identità
CHIVASSO. C’era una volta.... -Un Re!- diranno i miei giovani studenti, no, avete sbagliato. C’era una volta un portuale. Egli era un uomo tanto grosso e possente nella figura, quanto umile e semplice nell’anima.
Una sera di ottobre aveva deciso di scendere in piazza, nella splendida cittadina di Trieste, per difendere i suoi compagni di lavoro, i quali, poiché sprovvisti di una tessera verde, non avrebbero più potuto lavorare.
Lui, il portuale, la tessera verde ce l’aveva, ma non trovava giusta questa improvvisa discriminazione. Per ottenere la tessera, infatti, i suoi compagni dovevano scegliere tra vaccinarsi contro una malattia che forse non temevano o sottoporsi ogni due giorni a dei tamponi a spese loro, che attestassero l’assenza di quella malattia.
In caso di rifiuto, essi avrebbero perso lo stipendio, ma avrebbero potuto continuare a lavorare gratuitamente. Questa situazione era vissuta da loro tutti come un’ ingiustizia, poiché nell’anno precedente, quando la malattia imperversava seminando il panico in tutta la popolazione, nessuno si era preoccupato delle loro condizioni di salute.
E ora, che dopo un anno la situazione si era notevolmente calmata, venivano obbligati a sottoporsi ad un trattamento sanitario piuttosto tardivo e dispendioso. Il giovane portuale allora aveva deciso di ‘’metterci la faccia’’ e armato del suo sentimento di fratellanza verso i colleghi discriminati, aveva deciso di organizzare un grande sciopero bloccando il porto più importante di Italia.
I governanti impallidirono: da quel porto partivano merci per tutta l’Europa, occorreva subito trovare una soluzione. Pensarono allora ad una proposta invitante: tamponi gratuiti per tutti i portuali di Trieste, ma il giovane portuale rispose con un secco ‘’no!’’ definendo quella proposta come una discriminazione nella discriminazione! Infatti, lui era sceso in campo a difesa di tutti i portuali, non solo quelli della sua città.
Pertanto, con molta serenità e pacatezza, rispose che la loro lotta pacifica sarebbe andata avanti fino alla cancellazione della tessera verde non solo per i portuali d’Italia, ma per tutti i lavoratori di ogni settore. Fu così che da tutta Italia arrivarono persone di ogni età e ogni categoria per sostenere il portuale e i suoi compagni.
Il governo, preso forse alla sprovvista e incapace di avviare un dialogo perché fermo nelle sue posizioni, ordinò di usare le maniere forti: idranti sulla folla e manganellate! Nell’aria fredda e umida di Trieste, i manifestanti si unirono in una catena di abbracci, le mani giunte incoronate dal Rosario attesero silenziosi e inermi la carica.
Alla fine la folla abbandonò il porto, ma si riunì poco dopo in una grande piazza, per continuare la sua pacifica lotta.
-E come finì, prof?-
(continua)
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