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19 Ottobre 2021 - 10:22
Emanuele Cigliuti e Massimo Giovannini
CHIVASSO. Grandi manovre anche nel centrodestra in vista delle elezioni amministrative della primavera 2022, ovviamente emergenza sanitaria permettendo.
Due i papabili candidati a sindaco: Emanuele Cigliuti e, udite udite, Massimo Giovannini.
Entrambi non hanno bisogno di presentazioni.
Il fine settimana appena trascorso ha certificato quello che era nell’aria da tempo: il 43enne figlio di Maria Luisa Coppa, presidente Ascom Confcommercio di Torino e Provincia, veste, esce, incontra, disfa e fa come se fosse già il candidato a sindaco in pectore del centrodestra. D’altronde, tra i suoi sponsor c’è niente po po di meno che il consigliere regionale della Lega, di Torrazza Piemonte, Gianluca Gavazza e, a sostenerlo, anche il gruppo di Fratelli d’Italia dell’ex assessore della Giunta Matola, Enzo Falbo.
Insomma, la sua candidatura avrebbe le benedizioni giuste.
Sabato pomeriggio, a Palazzo Einaudi, ospite dell’incontro con Luca Trapanese ed Alba, sua nipote, tra una battuta e l’altra scambiata con il moderatore Alessandro Cappai, Cigliuti ha lasciato intendere quello che, per gli addetti ai lavori e non solo, è un segreto di Pulcinella: l’idea di candidarsi a sindaco nella “sua” Chivasso lo stuzzica sempre di più.
L’aperitivo da “Piccoli” consumato poco dopo e la camminata sui binari del treno Chivasso-Asti della domenica mattina, con tanti apprezzamenti ricevuti e qualche gradita pacca sulla spalla, non hanno fatto altro che stuzzicargliela ancora di più, quella voglia di guidare il centrodestra unito alle elezioni del 2022.
Già, bella considerazione.
Ma “quanto” sarà unito il centrodestra alle amministrative del prossimo anno?
Per realizzare i desiderata di Cigliuti, restano da risolvere almeno due nodi. Il primo è quello di Forza Italia. Il partito dell’onorevole Carlo Giacometto, che guarda interessato alle elezioni nel comune più importante del territorio, avrebbe in canna un altro colpo.
Ed è un colpo che chivassesi in generale e i castelrossesi in particolare conoscono bene: quello del conte di Castelrosso, così com’era chiamato ai tempi d’oro di Fluttero e del successore Matola, Massimo Giovannini.
Sparito dai radar della politica dal 2012, dieci anni dopo Giovannini sarebbe pronto a rimettersi in gioco rientrando dalla porta principale di Palazzo Santa Chiara: quella dell’aspirante sindaco, dopo essere già stato presidente del Consiglio comunale e consigliere.
Amato dalla sua gente, grande amico di Carlo Giacometto, quella di Giovannini pare più che un’ipotesi.
Il rischio è che, quindi, non trovando una convergenza locale, il candidato di centrodestra non si decida ai tavoli chivassesi ma a quelli torinesi. Per non dire romani.
Quante città a Forza Italia in Piemonte? Quante alla Lega?
Della serie, il manuale Cencelli applicato alla scelta dei candidati a sindaco. Chissà: staremo a vedere.
L’altro nodo sulla strada di Cigliuti e/o Giovannini per un centrodestra unito alle elezioni di Chivasso poi rappresentato dal castelrossese Matteo Doria, già candidato a sindaco della città e alle regionali, per citare due tra le tante competizioni elettorali cui il consigliere comunale di “Amo Chivasso e le sue frazioni” ha partecipato negli ultimi dieci anni di politica attiva sul territorio.
Doria è pronto a mettere da parte le sue ambizioni per favorire l’ascesa dell’uno o dell’altro? A che prezzo, politico s’intende, è disposto a trattare per l’unità del centrodestra?
Anche intorno a queste risposte ruota il futuro della città.
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