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CHIVASSO. Elezioni, Castello mette la candidatura sul piatto. Ma il Pd pensa a Marocco

CHIVASSO. Elezioni, Castello mette la candidatura sul piatto. Ma il Pd pensa a Marocco

Claudio Castello e Marco Marocco

Alla riunione del Pd di mercoledì sera scorso, il sindaco di Chivasso Claudio Castello ha formalizzato quello che era nell’aria da tempo e che non necessitava di tante formalizzazioni: il primo cittadino uscente  vuole ricandidarsi per il secondo mandato. Ed ha dato la sua disponibilità ai compagni del Partito Democratico. Una non notizia, per chi è abituato a leggere le cronache degli ultimi mesi. 

Che Castello puntasse al bis lo si sapeva da mo’ e nonostante pesino sul suo futuro politico le ombre delle intercettazioni contenute nelle carte dell’inchiesta “Platinum”, che lo vedono protagonista attivo delle telefonate con un presunto picciotto di Volpiano, oltre alle eventuali nuove che arriveranno dalla relazione semestrale del 2021 della Direzione Investigativa Antimafia, il sindaco uscente pare proprio incurante di tutto ciò che lo circonda. 

D’altronde, e ad onor del vero, Castello non è indagato di alcun reato e può “l’ingenuità” per l’eccessiva disponibilità essergli imputata come una colpa?

Per ora i compagni del partito democratico, cui s’è recentemente aggiunto anche Giovanni Mastroleo di Liberamente, ex segretario tuttofare di Chivasso Solidale e compagno, nell’accezione sentimentale del termine, dell’attuale vice sindaco Tiziana Siragusa, hanno accolto la disponibilità di Castello con favore. Ma, anche, un po’ tiepidamente. 

A sinistra, infatti, non tutti sono convinti dell’opportunità di ricandidare un sindaco che ha amministrato la città senza lode e, per ora, senza eccessiva infamia. 

Liberamente di Claudia Buo e Libero Ciuffreda, con il sostegno di Renato Cambursano, dall’indomani dell’operazione Platinum ha già fatto armi e bagagli e, invocando un passo indietro del sindaco che non c’è stato, è passata all’opposizione ed ha avviato un dialogo con la civica di Adriano Pasteris e il Movimento 5 Stelle. Un dialogo che, da qualche parte, da qui alla primavera ventura, porterà.

Lo scenario politico che sembra già messo nero su bianco è dunque quello di una mega alleanza di centro con Liberamente, Movimento 5 Stelle e Unione Civica per Chivasso in un unico contenitore che dovrebbe avere come candidato sindaco il vice sindaco uscente della Città Metropolitana, Marco Marocco (o, in alternativa, l’ex assessore al Bilancio della Giunta Ciuffreda, Claudia Buo).

Una candidatura, quella di Marocco, che piace - toh guarda - anche al Pd: non sono un mistero gli ottimi rapporti tra il vice sindaco della Città Metropolitana e l’ex assessore regionale all’Istruzione del Partito Democratico Gianna Pentenero di Casalborgone, una delle più votate del Pd alle ultime elezioni comunali di Torino.

Le parole al miele dell’uno nei confronti dell’altra sommate alle recenti questioni su cui i 5 Stelle hanno tenuto un basso profilo o, addirittura, hanno scelto il silenzio  - vedi il caso delle dichiarazioni di Claudio Moretti (assessore Pd di Chivasso) contro l’assessore regionale alla Sanità Icardi, non commentate dai pentastellati chivassesi - sono più che un indizio che il matrimonio Pd, 5 Stelle, Liberamente e Unione Civica per Chivasso è qualcosa di più di una semplice suggestione. 

Anzi, è probabilmente l’unica via per evitare uno scontro fratricida fra compagni così come fu nel 1997, quando un giovane Andrea Fluttero seppe costruire le sue fortune politiche sull’harakiri del centrosinistra.

Oggi a sinistra nessuno vuol rivedere lo stesso film. 

Così l’ipotesi di una grande coalizione di centro, con l’accantonamento di Claudio Castello sul modello applicato da Settimo Torinese solo due anni fa (Elena Piastra candidata del Pd - e poi eletta, ndr - mentre l’uscente Fabrizio Puppo costretto a riproporsi con una civica), pare la via destinata ad essere battuta. E, anche, la più logica.

Dunque, questi nove mesi o forse più che mancano alle elezioni amministrative del 2022 serviranno per partorire una nuova alleanza e per accompagnare - compito che spetterà al segretario cittadino del Pd Massimo Corcione - Claudio Castello alla porta. 

Dove ad attenderlo potrebbe trovare i fidatissimi Siragusa e Mastroleo: la Civica, o “Civichina”, con Castello sindaco e regia di Mastroleo, è tutt’altro che fantapolitica.

Chivasso 2022 come Settimo 2019. 

O, tornando ancora più indietro nel tempo, come quella primavera del 1997 quando Antonio Napoli consumò lo strappo con Francesco Lacelli. 

Con la differenza, di non poco conto, che venticinque anni dopo a Castello rimarrebbero le sue preferenze o poco più, non avendo la sua visione della politica chissà quale ideologia di partito alle spalle.

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