IVREA Sabato scorso se ne andava in giro per la città dicendo a tutti che “Binaghi”, quel Binaghi, gli aveva detto “no”. Che aveva fatto “dietro front”. Che se n’era scappato a gambe levate. Che s’era in buona sostanza ritirato dalla corsa per la presidenza della Fondazione dello storico carnevale. Insomma che lo aveva incontrato. Gli aveva parlato “a tu per tu”. Gli aveva proposto una “consulenza gratuita”, ma niente. Morale? Continuerà a stare lì dove sta....
A Milano, seduto sulla poltrona della VP Vision del GroupM Italia e di Chairman e CEO di Mindshare. D’altro canto un network globale che conta 116 uffici in 86 Paesi e oltre 7.000 professionisti gli deve dare davvero un gran lavoro da fare.
Il sindaco
Stefano Sertoli lo raccontava a chi glielo chiedeva, tra una pedalata e l’altra, con un misto di finta “meraviglia”, “accondiscendenza” e “goduria cosmica”, considerando che, fin dalla prima ora, quando il nome di
Binaghi comparve all’orizzonte come un meteorite, suggerito, quasi imposto (“quasi” per modo di dire) dalla deputata azzurra
Virginia Tiraboschi gli era venuto un mezzo “cagone” per le stesse motivazioni per le quali sarebbe venuto a chiunque. Nominare uno che non sa neanche dov’è Ivrea gli sembrava un’assurdità fuori dal normale, per non dire para-normale. D’altro canto la “visione” era venuta alla visionaria, mica a una qualsiasi....
Memorabile una litigata il giorno dell’inaugurazione della sede di Forza Italia, tra lui e la senatrice, talmente roboante da rimbombare per i quattro cantoni, e se ne continuò a parlare per giorni. Tant’è!
E adesso che si fa?
Di possibilità sul piatto ne resterebbero due. Una porta il nome di
Franco Rosso ex dirigente Telecom e presidente dell’Associazione sportiva Rugby.
Sarebbe
perfetto per gestire la complessa organizzazione del Carnevale. Vicepresidente della Fagiolata del Castellazzo, ex presidente dei Mercenari, ai tempi del Consorzio dello storico carnevale aveva collaborato con le presidenze di Paolo Bruni e Ottavia Mermoz.
Szrebbe - anzi è -
la scelta giusta ma è inutile sperarci. Nonostante il curriculum, infatti, già tutti sanno che non sarà lui. E non sarà lui - a detta del sindaco -
perchè la Lega e in generale la sua maggioranza non lo vuole, considerandolo troppo di sinistra, un comunista.
Fuori due avanti
Piero Gillardi. Una delle persone
(insieme al Generale
Vincenzo Ceratti) più divisive che si siano mai conosciute sotto le rosse Torri. Buttato alle ortiche (anche dal sindaco) fino a qualche mese fa, sul suo conto s’è visto che è cambiata l’aria nel corso dell’ultimo consiglio comunale, tra lo stupore delle Opposizioni che, infatti, lo hanno sottolineato senza remore.
“S’è candidato nonostante tutto... - ha più o meno commentato
Sertoli stendendo il red carpet -
e io lo ringrazio!”.
Inutile sperare in una riapertura del bando, come in tanti hanno suggerito.
Sertoli non lo farà. E non lo farà perchè i tempi sono stretti...
“Io voglio fare l’edizione 2022 del Carnevale. Per farla ci vuole una Fondazione perfettamente operativa. Riaprire il bando significherebbe perdere del tempo che non abbiamo più...”
“Io voglio fare l’edizione 2022 del Carnevale. Per farla ci vuole una Fondazione perfettamente operativa. Riaprire il bando significherebbe perdere del tempo che non abbiamo più...” è la spiegazione che sta dando.
Quindi?
Quindi da adesso in avanti si correrà a tutto spiano, nella speranza che Iddio ce la mandi buona, con le dita incrociate sulla pandemia e nella speranza di non ritrovarsi di fronte ad una quarta ondata proprio sul più bello e tra una battaglia e l’altra.
Sul terreno resteranno vecchie e nuove ruggini. Quelle sullo statuto mai ripianate e le più recenti consumatesi durante una conferenza dei capigruppo intorno alla lista di dieci nominativi
da proporre al sindaco che a sua volta ne ha poi scelti tre per il cda.
Le Opposizioni si sono rifiutate di prestarsi al gioco almeno fino a quando non sarà ufficializzato il nuovo presidente, la maggioranza ha fatto invece il nome dei soliti noti e qualche new entry: Giuseppe Esposito, Claudio Roviera Claudio, Paola Gregorutti, Giovanni Girardi, Maria Giannini, Paolo Cafasso e Daniele Gismondi.
Alla fine Sertoli
ne ha scelti tre
(Esposito, Roviera e Gregorutti) ma, almeno per il momento, continuerà a restare vacante la poltrona assegnata alle Componenti che dovranno prima costituire un’Associazione e non lo hanno ancora fatto.
La domanda però è sempre quella. Il Carnevale si farà? Non si farà? Considerando i costi dell’investimento delle sole arance, la ragione dovrebbe prevalere sull’emotività, ma, si sa, sulla battaglia
è il cuore che comanda.
La Lega su Binaghi e su Rosso: “Mai messo alcun veto”
Di contorno alle vicende sul Carnevale ci è arrivata una precisazione a denti stretti della Lega che racconta un’altra verità.
Sulla scelta del presidente e sulle tre candidature giunte in Municipio non ci sarebbero state indicazioni di alcun genere.
“Dopo attente riflessioni al nostro interno e confronti fra la nostra parte amministrativa (non politica, amministrativa) e alcuni “esperti del mondo del Carnevale” non abbiamo posto veti ai nomi” ci hanno fatto sapere il deputato
Alessandro Giglio Vigna e il segretario di sezione
Fabio Cordera.
Falso dunque il “niet” a
Franco Rosso. Falso anche il presunto loro appoggio a
Roberto Binaghi, il “raccomandato” milanese proposto dalla senatrice azzurra
Virginia Tiraboschi…
“La Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea deve essere guidata da persone del territorio, legate ad esso che conoscano il nostro Carnevale e che abbiano esperienza nel campo dell’organizzazione di eventi…. Ancora oggi nessuno nella Lega di Ivrea conosce personalmente Binaghi …- commentano
Giglio Vigna e
Cordera –
Come tutti sanno ad Ivrea, la postura della Lega sulla Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea è che questa debba essere guidata da persone del territorio, legate ad esso che conoscano il nostro Carnevale e che abbiano esperienza nel campo dell’organizzazione di eventi….”.
Insomma se non è questo un semaforo verde per il sindaco Stefano Sertoli qualcuno ci dica che cos’è.
Un lasciapassare anche per
Franco Rosso, il “comunista”, che tra i tre candidati è sicuramente quello messo meglio.
Di certo c’è che messa così cambia un po’ tutto. Altro che Sindaco appeso come una marionetta ai fili della Lega. Al massimo telecomandato a distanza dalla senatrice e tutti già sapevano che solo
Binaghi avrebbe potuto evitare la nomina di sé medesimo.