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17 Ottobre 2021 - 22:15
La scuola elementare di Pont Canavese
Il Comune di Pont Canavese getterà al vento 30.000 euro per l’imprudenza della precedente amministrazione. E’ la cifra che dovrà versare ad uno degli acquirenti dell’attuale scuola elementare, divisa in lotti ed in parte alienata quando il nuovo edificio scolastico era ancora in costruzione. Tale scelta era stata considerata rischiosa da molti cittadini ed i fatti hanno dato loro ragione: i ritardi verificatisi hanno impedito il rispetto dei patti almeno per quel che riguarda il pianterreno. Il secondo piano era stato ugualmente consegnato ai compratori lasciando gli alunni senza palestra; il pianterreno (venduto per metà) non poteva invece essere sgomberato poiché lì ci sono le aule. L’accordo a suo tempo stipulato fra le parti prevedeva in questo caso il rimborso dei 30.000 euro di acconto ed il versamento di altri 30.000 come penale, sempre che l’acquirente non decida a questo punto di tirarsi indietro (cosa che potrebbe fare). In tal caso, a causa della mancata vendita, verrebbero a mancare nel Bilancio 150.000 euro.
A chi vada attribuita la responsabilità di questo pasticcio è abbastanza evidente eppure l’ex-sindaco Paolo Coppo non arretra di un millimetro rispetto alle proprie convinzioni ed anzi accusa il suo successore di incapacità e di pavidità poiché si rifiuta di trasgredire le norme e non ha voluto far entrare i bambini nella nuova scuola senza che fossero stati eseguiti i collaudi.
Il tema è venuto alla ribalta per l’ennesima volta durante la seduta di consiglio dell’8 ottobre, dopo che l’assessore al Bilancio Marina Barinotto aveva illustrato le varie voci della Variazione portata in approvazione. Fra queste era compresa la penale di cui sopra e Coppo è partito all’attacco, quasi fossero stati gli altri a stipulare l’accordo-capestro. Ha ripetuto e ribadito che, se ci fosse stato lui, i bambini nella nuova scuola ci sarebbero entrati, eccome!
“Quel lascia perplessi – ha ribattuto il consigliere di maggioranza Andrea Perino – è che abbiate messo in vendita una scuola con i bambini dentro!” e questo concetto è stato più volte ripetuto anche dall’attuale sindaco: “Come avete potuto farlo senza la certezza matematica che l’altro edificio sarebbe stato pronto in tempo? Spiegatecelo! Ha fatto un affare l’acquirente – bravo lui! – ma sono 30.000 euro dei pontesi che buttiamo via. Stiamo valutando se si possa fare qualcosa ma chi ha concordato quelle clausole? Ammiro la tua capacità di rigirare la frittata: sai farlo in modo spettacolare”.
E’ vero, come ha ricordato la capogruppo di minoranza Sandra Bonatto, che “quando si è scelto di vendere, non si sapeva che la scuola media avrebbe avuto il problema dell’adeguamento antisismico” ma proprio questo dimostra che amministrare con prudenza significa tener conto degli imprevisti.
L’ex-sindaco Coppo è certo che, nel caso in cui la lista di cui faceva parte avesse vinto le elezioni, la nuova scuola sarebbe già in funzione. Inossidabile, ha ribadito in consiglio le sue tesi. “Avevamo fatto un crono- programma che prevedeva l’ingresso dei ragazzi nell’edificio in settembre-ottobre. Il 17 ottobre 2020 era arrivato il contributo straordinario per l’adeguamento sismico dall’attuale scuola media, il Progetto Definitivo era già stato approvato e concordato con il funzionario regionale che doveva esaminarlo. Si trattava di redarre l’Esecutivo, di fatto già definito. In due o tre mesi (quindi in dicembre-gennaio) si sarebbe fatto l’appalto, nei primi 4-5 mesi di quest’anno si sarebbero svolti i lavori, in giugno-luglio la scuola sarebbe stata pronta. Nella peggiore delle ipotesi si sarebbe arrivati ad agosto-settembre”.
In questo modo i bambini della Primaria avrebbero potuto essere trasferiti nell’attuale scuola media e quelli della Secondaria si sarebbero spostati nel nuovo edificio. Non è andata così perché alla nuova scuola mancavano i collaudi e per mesi il Comune non ha nemmeno potuto accedervi per via del contenzioso con l’impresa costruttrice.
L’ex-sindaco non demorde ed ha nuovamente puntualizzato: “Noi non avremmo impiegato un anno a costruire la scuola ed un altro ad aprirla! Gli impegni vanno sempre onorati”.
“Come li avresti onorati? – è sbottato Bruno Riva – Aprendola senza i collaudi? Impensabile!”.
Sono discorsi che con Coppo lasciano il tempo che trovano. A lui delle regole non importa, avrebbe agito comunque. “Il 20 settembre 2020 abbiamo aperto la nuova scuola per le elezioni: il Collaudo Statico era stato eseguito e quindi il tetto non sarebbe caduto in testa a nessuno. La scuola media attuale, invece, con la nuova classificazione sismica del Comune di Pont, è idonea solo al 20% ed ha aule piccole: per tutto l’anno, quando si è fatta lezione in presenza, è mancato il distanziamento e gli insegnanti hanno persino dovuto togliere la cattedra. Tutto questo mentre 50 metri più in là c’era una nuova scuola pronta per essere utilizzata. Qualcuno si sarebbe assunto la responsabilità di prendere i ragazzi e portarli di là. Escludo che un giudice li avrebbe fatti riportare indietro”.
Abituato come sempre a girare le carte in tavola, Coppo mette sullo stesso piano situazioni differenti. L’inidoneità della Scuola Media attuale alle norme antisismiche è dovuta al recente cambio di classificazione del grado di sismicità: Pont era in Zona 4 (la più bassa) ed è passata alla 3. Di conseguenza, buona parte degli edifici pubblici e privati non risponde più ai criteri di sicurezza richiesti. Nella nuova scuola invece mancavano i collaudi, la cui obbligatorietà non è stata introdotta ora ma preesisteva alla sua costruzione.
Convinto di essere nel giusto, ha aggiunto: “Per fare il sindaco serve audacia, avere il coraggio di assumersi certe responsabilità”. Netta la replica del suo successore: “Se avere audacia significa aprire una scuola senza collaudi, no, quest’audacia non ce l’ho”. Ed Andrea Perino ha incalzato: “A cosa serve il collaudo? Lo si fa così per fare? Se c’è una legge occorrerà rispettarla!”.
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