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CHIVASSO. Emergenza culturale: la Città ha bisogno di un cinema

CHIVASSO. Emergenza culturale: la Città ha bisogno di un cinema

Il cinema Politeama di Chivasso

CHIVASSO. "Il cinema non morirà mai, ormai è nato e non può morire: morirà la sala cinematografica, forse, ma di questo non mi frega niente". Esordiva così il grande regista Mario Monicelli. Queste parole ci sono utili a descrivere la situazione della cosiddetta "settima arte" nella città del nocciolino. Era il 6 marzo 2020 quando, sulle vetrine del cinema Politeama di via Orti, appariva per la prima volta il cartello "Chiusura temporanea". Da allora l'unico cinema rimasto in città non ha riaperto. Un tempo ce n'erano ben tre: oltre al Politeama, il cinema Moderno di via Roma, demolito nel 2013 per lasciar spazio ad un complesso residenziale, ed il Cinecittà di piazza del Popolo. Quest'ultimo recentemente tornato agli onori di cronaca per un ipotetico progetto di ristrutturazione. Per una città di quasi 27 mila abitanti qui tratta di una grave mancanza. Per poter vedere un film, i tanti cinefili di Chivasso e dintorni sono costretti a spostarsi verso Torino, siccome anche il cinema Petrarca di Settimo è nella medesima situazione, o in alternativa Ivrea. Infatti, la città delle rosse torri, nonostante la popolazione minore, conta ben 2 sale cinematografiche. "Al momento non posso dire quando riapriremo, la situazione è in divenire - dichiara Stefania Delgrosso, titolare con la famiglia del Cinema Politeama dal 1925 -. Anche molti colleghi come noi hanno scelto di essere cauti con le riaperture. L'incertezza è all'ordine del giorno". Certamente la pandemia non ha aiutato in questo senso. Ma indicare il covid come unica causa della crisi del cinema sarebbe riduttivo. Le sale cinematografiche sono in crisi ormai da tempo, in lotta con le nuove e, per certi versi, più economiche piattaforme streaming. Probabilmente anche la gestione delle sale e la programmazione, che magari non incontrava i gusti dell'utenza, hanno giocato un grosso ruolo in questa partita. In ultima battuta, l'amministrazione comunale dovrebbe in qualche modo adoperarsi per poter garantire ai cittadino quello che è, a tutti gli effetti, un vero e proprio servizio. Infatti, il cinema svolge una funzione educativa e sociale non indifferente, oltre che di crescita personale. In un periodo storico come il nostro, di profonda crisi culturale, favorire attività legate al cinema potrebbe essere un'ottima soluzione per ovviare in parte al problema. Magari organizzando proiezioni di film anche meno recenti, in collaborazione con il cinema e teatro Politeama o adibendo dei locali a disposizione, cercando di offrire prezzi abbordabili e abbonamenti "ad hoc" per i più giovani, affinché possano vedere capolavori che diversamente non avrebbero occasione di conoscere. Fra tutte, la formula del cineforum si è dimostrata vincente anche nelle realtà provinciali, come Ivrea, dove se ne organizzano annualmente ben due. Iniziative di questo tipo non attirano solamente cultori del cinema d'essai, a volte considerato fin troppo elitario, ma anzi, sono un'occasione per riunire e creare socialità. Insomma, ci sarebbero molte soluzioni ed iniziative che si potrebbero proporre. Sta dunque a tutti i chivassesi, dagli amministratori comunali alle associazioni culturali, coinvolgendo anche chi possiede locali adattabili a sale da proiezione, cercare di creare un qualcosa per sopperire questa enorme mancanza, che in 19 mesi si è fatta sempre più forte.
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