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12 Ottobre 2021 - 10:55
CHIVASSO. “Antonio stai sereno!”. Renato Cambursano se la ride, al di là del telefono, mentre con una mano tiene il cellulare e con l’altra finisce di compilare l’istanza di candidatura al cda del Consorzio Intercomunale Servizi Sociali di Chivasso.
Il destinatario del messaggio è il medico Antonio Barillà, che però non si sente affatto come Letta quando Renzi gli mandò a dire il più ironico, e sprezzante, dei “stai sereno”.
E’ una guerra fratricida quella che si sta per compiere all’interno del centrosinistra chivassese: il campo di battaglia, manco a dirlo, è il nuovo consiglio di amministrazione del CISS, per le cui candidature scadevano i termini ieri sera a mezzanotte.
Il Pd chivassese e l’amministrazione del sindaco Claudio Castello hanno proposto alla guida del Consorzio il medico Antonio Barillà, mentre ieri pomeriggio Renato Cambursano, su invito dei sindaci di centrosinistra della collina e imbeccata di una certa sinistra chivassese, avanzava la sua, di candidatura.
Fratelli coltelli.
Lo chiamavano lo “squalo”, ai tempi romani della Margherita, l’allora onorevole Cambursano, per la sua straordinaria e innata capacità di infilarsi là dove c’è una fessura, un’incrinatura, un’ipotesi di spaccatura. E lo squalo non perde il pelo e nemmeno il vizio.
E’ noto ormai che questa partita politica per la nomina del Cda del Consorzio è delicata più che mai.
Ci sono da sostituire gli uscenti Demetrio Malara di Crescentino, presidente in carica, e i consiglieri Beppe Valesio di Verrua Savoia e Gianpaolo Costantino di Chivasso, l’uno in quota centrosinistra, l’altro centrodestra. Cariche che rappresentavano una dirigenza locale che s’è rinnovata praticamente in toto o si rinnoverà a breve.
E così mentre il centrodestra si affida alla nomina che mette sul piatto il sindaco di Brandizzo Paolo Bodoni, il centrosinistra affila i coltelli.
Tante le partite che si giocano allo stesso tavolo: su tutte, la credibilità di Castello & company in vista delle elezioni amministrative che incombono nel 2022. Poi la riforma dello stesso assetto del Consorzio, con il primo cittadino di Crescentino Vittorio Ferrero e i colleghi della collina, da Cavagnolo in giù, che portano l’istanza di una riforma dello statuto che allarghi le maglie del cda da 3 a 5 cariche e che, le stesse, possano essere ricoperte anche da chi veste incarichi in amministrazioni pubbliche. Cosa che non accade oggi (post scriptum, gli incarichi non prevedono indennità di sorta, ndr).
“Sostengo la proposta di Vittorio Ferrero: abbiamo l’opportunità di scegliere se conservare l’assetto attuale oppure decidere di ampliare il campo di gestione del Consorzio, coinvolgendo proposte di qualità”, commenta Andrea Gavazza di Cavagnolo, tra i primi sostenitori della riforma.
Una riforma che però corre contro il tempo: il cda del Ciss scade il 30 ottobre e lo statuto deve essere riformato in queste settimane, non oltre quella data. In caso contrario, “à la guerre comme à la guerre”, con il centrodestra spettatore. Con la consapevolezza, per i sindaci di centrosinistra Ferrero, Gavazza & company di non aver nulla da perdere in caso lo statuto non venisse modificato. E la consapevolezza per Castello e i suoi che rimanere appesi ad uno “stai sereno” puzza tanto di un renziano “déjà vu”.
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