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CUORGNE’. Elezioni, Armanni: “Abbiamo perso per l’astensionismo”

CUORGNE’. Elezioni, Armanni: “Abbiamo perso per l’astensionismo”

Danilo Armanni

CUORGNE’. Elezioni, Armanni: “Abbiamo perso per l’astensionismo”. Intervista al candidato a sindaco, sconfitto alle urne, che fa un bilancio: “Non mi sento un eterno secondo. Sono sfavorevolmente sorpreso dai cuorgnatesi. Faremo un’opposizione intransigente”.

Sei sorpreso dal risultato?

Sì, sono sfavorevolmente sorpreso:  purtroppo i cuorgnatesi, almeno quei pochi che si sono recati alle urne,  hanno scelto la continuità con l'amministrazione precedente, nonostante si lamentino da anni dei suoi scarsi risultati. Non posso infatti credere che si siano fatti abbindolare dalla storiella della discontinuità, che i vincitori hanno raccontato in campagna elettorale, peraltro supportati dallo stesso Pezzetto, che non ha mostrato alcun imbarazzo nel farsi rinnegare da quella che ci ha spacciato per dieci anni come una “squadra”.

A quali fattori attribuisci la vittoria di “Cuorgnè al Centro” ed il vostro posto?

All'impressionante astensionismo: hanno votato solo 6 cuorgnatesi su 10, l'affluenza alle amministrative più bassa di sempre.  Evidentemente i cittadini, come è successo ovunque, visto come è caduto il governo Conte 2 e come è stato imposto quello Draghi, hanno dedotto che la volontà popolare non abbia più molta rilevanza e questo è assai pericoloso per la stessa tenuta del sistema democratico. Credo pertanto che ci si debba comunque impegnare, all’interno delle istituzioni, per il loro corretto funzionamento, senza guardare tanto ai ruoli, alle poltrone alle vittorie o alle sconfitte. E’ infine innegabile che i vincitori, come già accadde con Pezzetto nel 2011, abbiano condotto una campagna elettorale mediatica, sostenendo notevoli impegni finanziari, mentre noi abbiamo mantenuto un profilo più contenuto:  purtroppo nell’epoca della comunicazione le campagne elettorali sono diventate una comune forma di investimento, che può tuttavia generare conseguenze lesive per gli interessi della collettività. 

Cosa ti dispiace di più del non essere diventato sindaco?

Per me non si tratta di una gara, non mi sento un “eterno secondo” come mi qualifica  qualche giornalista: ho la fortuna di vivere a Cuorgnè e di avere un lavoro ed una famiglia che assorbono la maggior parte del mio tempo e delle mie energie, per cui non essere diventato sindaco non mi cambia certo la vita. Mi spiace di non poter incidere, in veste di sindaco, su scelte politiche che condizioneranno il futuro dei miei figli, almeno fino a quando vivranno qui, ma cercherò comunque di influenzarle  in maniera determinante nel mio ruolo di consigliere di opposizione.

Come pensi che governerà la nuova maggioranza?

Esattamente come ha governato la vecchia, visto che ne è la diretta emanazione, spero che riesca a fare qualcosa in più, perché in meno mi sembra difficile...

Che tipo di opposizione farete?  

L'unico tipo che conosco, attenta, serrata, intransigente, anche perché, ribadisco, l’attuale minoranza consiliare rappresenta la maggioranza assoluta dell’elettorato ed il mio gruppo vanta una tradizione ormai decennale di opposizione a questa maggioranza, che, ribadisco,  per me è la stessa di prima. Mi auguro di poter instaurare un rapporto di stretta collaborazione con gli altri gruppi di opposizione perché dal 2011 al 2016, la collaborazione tra il mio gruppo “Cuorgnè 150” ed “i Moderati” di Giancarlo Vacca Cavalot riuscì ad evitare la privatizzazione dell’Asilo Nido Comunale da parte della Giunta Pezzetto, nonché a dar vita al progetto politico del gruppo che attualmente rappresento.

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