A Ivrea da quando governa il centrodestra è tutto un rifiorire di “appelli”. L’appello degli “sgomberati” dell’ex Valcalcino. L’appello dello Zac! sul Movicentro. Gli appelli di Rita Munari sul cimitero. L’appello del garante dei detenuti sull’indennità. L’appello dei mercatali per il senso unico in via Monte Stella. L’appello delle “Componenti” del Carnevale con il dito puntato sul nuovo statuto. L’appello per un nuovo presidente della Fondazione dello storico Carnevale. E poi l’appello per il presidente della Fondazione Guelpa. L’appellodi 170 sindaci al sindaco di Ivrea che è anche presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl To4 ma se n’è del tutto dimenticato. L’appello delle Opposizioni, un giorno sì e l’altro pure, sulle manutenzioni. L’appello dei cittadini di Piazza Maretta. L’appello per la Sinagoga chiusa da un paio di anni. L’appello delle Opposizioni sui trasporti locali. L’appello del presidente del tribunale per un nuovo tribunale. L’appello sul turismo. L’appello su La Serra. New entry, l’appello dei professionisti che lavorano in città (ingegneri, architetti e geometri) per il piano regolatore fermo con le quattro frecce.
Sembra che facciano tutto loro e, invece, da quando governano (s’intende il centrodestra) si vive nella perenne rincorsa degli appelli, intervallati qua e là dalle visioni della Senatrice azzurra Virginia Tiraboschi, sulla Ico-Valley a Palazzo Uffici (che fine avrà fatto?) e sul progetto di un nuovo ospedale negli ex stabilimenti Olivetti di Scarmagno dimenticato in quattro e quattr’otto con l’arrivo della Gigafactory dello svedese Lars Carlstrom.
Delle due l’una. O Piccoli, Sertoli, Balzola & C. hanno bisogno di un viaggio a Lourdes (e allora sarebbe un bene se lo facessero subito), oppure il Governo della cosa pubblica non fa per loro.
Il colmo dei colmi?
Sono i tre milioni di euro piovuti nel fine settimana sul complesso di San Bernardino (casa Olivetti) grazie al Ministro della cultura Dario Franceschini del Partito Democratico che a Ivrea sta all’Opposizione. Diventerà un museo e la sede dell’Archivio Storico Olivetti. Darà quel qualcosa in più che manca per fare di Ivrea una vera città Unesco. E anche su questo fronte gli appelli non mancano. Uno fra i tanti sul “centro visitatori”. Due squallide stanzetta ricavate alla Ico, ingresso dalla portineria del Pino.
Liborio La Mattina
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