Cerca

CHIVASSO. Discariche, ora basta! La bonifica non funziona

CHIVASSO. Discariche, ora basta! La bonifica non funziona

La discarica di Chivasso così come appare oggi

CHIVASSO. Discariche, ora basta! La bonifica non funziona. “Alcuni giorni fa abbiamo tenuto un tavolo fra le autorità e i soggetti interessati alla “bonifica” (MISP) delle discariche Chivasso 1 Chivasso 2 di Regione Pozzo. Non siamo soddisfatti delle carte e dei progetti che la società ci ha mandato. Abbiamo concesso loro una trentina di giorni per mandarci degli elaborati soddisfacenti. Se saranno ancora deludenti, siamo decisi a sanzionare la società con una diffida”.

Sono le parole che ci avevano detto una decina di giorni fa in Comune, dove si respira una certa aria di esasperazione per una bonifica che non finisce mai. In marzo si era svolta in una conferenza dei servizi nella quale Comune e Città Metropolitana avevano manifestato ancora una volta delle perplessità e avevano chiesto alla società delle integrazioni al nuovo aggiornamento del piano di bonifica. Le integrazioni sono arrivate ma hanno nuovamente lasciato scontenti Comune e ex Provincia. 

Ora il comunicato del sindaco Claudio Castello, che pubblichiamo in questa pagina, confermano le preoccupazioni. La società immette nel percolatodotto, appena costruito da SMAT, soltanto un terzo del percolato che potrebbe immettervi: 350 mc alla settimana invece dei 1.050 mc che il percolatodotto è in grado di ricevere. Tanto che il Comune minaccia di prendere non solo i provvedimenti previsti dalla “normativa amministrativa”, come appunto le diffide, ma anche quelli previsti dalla normativa “giudiziaria”: se comprendiamo bene, una denuncia alla Procura della Repubblica.

Come abbiamo scritto tante volte, la contaminazione delle acque sotterranee nella zona delle discariche risale almeno al 2003, quando nelle acque di prima falda fu rinvenuta una quantità di ammoniaca, nichel e manganese superiore al consentito. Toccava al Comune obbligare la società a presentare e eseguire la MISP (“messa in sicurezza permanente”). Nel 2005 Il Comune avvia e ci mette sette anni ad approvare, nell’ottobre 2012, il piano di bonifica. Nel 2013 la società parte con i lavori ma già nel 2015 ARPA scopre che i risultati attesi non vengono conseguiti. La società presente un aggiornamento del piano, che il Comune approva. Ma ora siamo d’accapo: la società continua a non fare la bonifica come si deve. Nemmeno ora che SMAT ha realizzato il percolatodotto, inaugurato in gennaio.

 Il condotto facilita l’asportazione del percolato, che altrimenti dovrebbe venire portato via con autobotti a costi con costi molto più alti: ma nemmeno così, con le nuovissime tubature che arrivano fino alla discarica, la società porta via tutto il liquido che dovrebbe.

È più o meno ciò che accade anche nella Chivasso 3, la “collina” di rifiuti più a Nord, costruita davanti alle case dei residenti. 

Anche nella Chivasso 3 la società non smaltisce il percolato, e nell’agosto 2021 è stata raggiunta da una nuova diffida di Città Metropolitana. Che fa seguito a quella dell’agosto 2020, che imputava alla società anche delle irregolarità nella gestione dei gas prodotti dai rifiuti.

E la Chivasso 0? È la prima che si incontra salendo dalla zona Chind verso Pogliani. È la discarica ormai chiusa e condotta da SETA. I residenti lamentano che i lavori di rifacimento della copertura sono fermi. 

I grandi teloni chiari che ricoprivano tutta la discarica erano stati tolti per poter eseguire i lavori. 

Ma da mesi nulla si muove, non ci sono operatori e mezzi meccanici al lavoro, la discarica scoperchiata è diventa territorio dei gabbiani, i nuovi teli rimangono a terra ancora belli e arrotolati e mai usati. Sul cartello di cantiere, affisso alla rotonda che porta all’ingresso delle discariche, si legge una promessa mancata: “Data ultimazione lavori 9 agosto 2021”…

Ci scrive Castello sulla bonifica delle discariche

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del sindaco Claudio Castello sulla bonifica delle discariche.

Sta proseguendo l’attività di controllo da parte dell’Amministrazione Comunale e degli Enti preposti (ARPA e Città Metropolitana) delle azioni poste in essere dalla società SGRA srl nel sito delle discariche Chivasso 1-2 e 3. 

Nell’ambito dell’analisi della  documentazione di adeguamento del progetto di Messa in Sicurezza Permanente per le discariche 1 e 2 presentata da SGRA srl  gli Enti hanno ribadito ancora una volta gli obiettivi del progetto di MISP definito sin dal 2012 e così riassumibile:

- drenare il fondo della discarica e limitare la formazione di nuovo percolato;

- raggiungere il minimo tecnico di percolato all’interno della discarica e verificare la conformità dei valori degli inquinati ai limiti tabellari previsti per i punti di conformità;

- in seguito si potrà passare alla fase successiva che prevede l’interruzione del funzionamento della barriera idraulica verificando la situazione di inquinamento delle acque di falda in condizione di gestione ordinaria della discarica. 

Le attività di controllo degli Enti hanno evidenziato che le azioni della Società non rispondono in modo esaustivo a quanto richiesto in sede di conferenza in quanto la società Sgra sta provvedendo al conferimento in fognatura di meno di 350 mc settimanali di percolato proveniente complessivamente da tutte e tre le discariche di propria gestione. 

Quantitativo insufficiente al rispetto degli obiettivi di bonifica e di molto inferiore alla disponibilità tecnica del percolatodotto che consente l’allontanamento di 150 mc/giorno di percolato, corrispondenti a 1050 mc/settimana e a costi inferiori di circa 1/3 rispetto al conferimento su gomma.

È stato chiesto alla Società di sfruttare al massimo la disponibilità di smaltimento del percolatodotto in quanto gli attuali livelli di percolato presenti all’interno della discarica non soddisfano i valori richiesti dagli obiettivi della MISP e non sono ammissibili in regime di gestione ordinaria della discarica.

Dai dati disponibili agli uffici risulta evidente inoltre che, nonostante le assicurazioni fornite dalla Società, le attuali condizioni dell’impianto di monitoraggio e sollevamento del percolato e le modalità di manutenzione attivate dalla Società, non garantiscono l’affidabilità del sistema e la gestione ottimale del percolato.

La Società dovrà quindi provvedere a dare una svolta decisiva alle operazioni gestionali delle discariche, in mancanza di una risposta concreta l’Amministrazione dovrà provvedere all’attivazione delle procedure e dei provvedimenti previste dalla normativa amministrativa e giudiziaria.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori