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26 Settembre 2021 - 15:58
Nel sempre agitato clima del consiglio comunale di Pont-Canavese, dove le polemiche non mancano, nella seduta del 15 luglio erano state le dimissioni a sorpresa dell’assessore Eugenio Reinaudo ad occupare la scena. Nell’ultima seduta di settembre è toccato ad un altro esponente della maggioranza porsi al centro dell’attenzione ma in questo caso per difendere l’operato dell’amministrazione in carica ed attaccare il dimissionario ed il gruppo di opposizione. Si tratta di Andrea Perino. A leggere la sua dichiarazione (che pubblichiamo a parte) è stato il vicesindaco Motto, essendo Perino collegato da remoto: lavora ad una notevole distanza da Pont e può essere presente solo in determinati giorni. Questo ha suscitato il sarcasmo di Coppo, che lo ha definito “amministratore in smart working” ed ha sostenuto che “fare l’amministratore vuol dire anche presenza sul territorio”. La minoranza ha precisato che non avrebbe accettato un ulteriore dibattito su questo argomento e così Reinaudo: “Risponderò solo alla presenza del consigliere”.
Stando a questi scambi di battute, si direbbe che l’opposizione abbia trovato in questo tema dei collegamenti a distanza il suo nuovo cavallo di battaglia, venuto meno quello delle Quote Rosa in giunta in seguito alla nomina dell’assessore esterno-donna.
Riguardo alla sostanza dei temi affrontati nella dichiarazione, Coppo ha chiesto che “si proceda alla pubblicazione di tutte le interrogazioni pervenute e delle relative risposte poiché è giusto che i cittadini ne vengano a conoscenza. Richiesta già inoltrata al consigliere Perino quale amministratore della gestione e aggiornamento della pagina Facebook comunale, a cui mai è stato dato seguito”. Ha poi aggiunto che “le critiche possono non piacere ma, se sono fondate, vanno accettate” ed ha ribadito la richiesta al sindaco di sciogliere la privacy e far pubblicare la richiesta di dimissioni a suo tempo presentata dalla minoranza e l’allegato alla delibera di Consiglio n. 35 del 09.08.2021 “dove sono spiegati tutti i passaggi, con richiami e citazioni di atti formali”.
A questo punto è intervenuta la segretaria comunale, precisando che avrebbe chiesto allo stesso sindaco l’autorizzazione a pubblicare gli atti e che la mancata pubblicazione “sarà da ritenere mancata autorizzazione da parte del Sindaco”. Il sindaco ha risposto che “gli atti richiamati nella memoria allegata alla delibera di consiglio del 09/08/2021 contengono dati personali”.
Questa, in sintesi, la dichiarazione di Andrea Perino, che ha iniziato col parlare della minoranza.
“Ormai è passato quasi un anno dal nostro insediamento. Le persone presenti in quest’aula (minoranza compresa) hanno sempre dichiarato, giustamente, che l’interesse principale è <il bene di Pont>. Dall’inizio del nostro mandato, ottobre 2020, abbiamo ricevuto 23 interrogazioni, fra cui una nella quale si chiedevano chiarimenti sull’utilizzo della fascia del sindaco da parte di un nostro consigliere. Abbiamo sempre e solo ricevuto critiche e attacchi e mai delle proposte costruttive. Da una minoranza a cui non manca esperienza, ci aspettavamo un comportamento più maturo e costruttivo; quello adottato fino ad oggi lede noi in primis, ma soprattutto nuoce al bene del paese perché non porta ad alcun risultato, se non quello di fare mero ostruzionismo e far perdere tempo a tutti. Spero onestamente che il vostro atteggiamento cambi e che <per il bene di Pont> non sia solo uno slogan, come fino ad ora, ma che inizi ad avere il suo vero significato. Spero che l’acredine da sconfitta elettorale possa trasformarsi in critica costruttiva, cosa sempre bene accetta, e su questo punto credo di poter parlare a nome di tutta la maggioranza”.
Ha poi commentato le dimissioni dell’assessore Eugenio Reinaudo, che aveva dichiarato: <Resterò nell’assise come consigliere di minoranza per non abbandonare la nave su cui i cittadini mi hanno fatto salire>. Perino ribatte: “I cittadini che ti hanno votato, oltre a credere nella tua persona, probabilmente credevano nel gruppo e nel programma elettorale e non rappresenti più quello per cui l’elettorato ti ha votato. Sarebbe più coerente lasciare il posto a qualcuno che intende portare avanti quel progetto”.
Infine un affondo diretto contro l’ex-sindaco Coppo e contro “l’etica tanto decantata dalla minoranza sulle vicende personali che riguardano il nostro Sindaco. Il signor Coppo è stato membro della maggioranza dal 2005 e sindaco negli ultimi dieci anni. Solo dal maggio 2020 sono iniziate le segnalazioni riguardo presunte irregolarità su beni ereditati dal nostro Sindaco. Caso vuole, proprio a maggio 2020, quando in paese si è iniziato a sapere che Bruno Riva si sarebbe candidato con una sua lista. Sarà proprio un caso che questi due fatti coincidano? Nei quindici anni precedenti come mai non vi siete mai accorti di nulla? Siamo proprio sicuri che vogliamo parlare di etica?”.
Ha poi concluso: “Non voglio dilungarmi ulteriormente. Se vorrete replicare, spero di essere presente fisicamente al prossimo consiglio in modo da poterlo fare, da remoto sarebbe impossibile sostenere una discussione udibile dai cittadini”.
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