Giovanni Mastroleo in una foto d'archivio di molti anni fa...
Quando si è “fuori dal tempo”non significa essere fuori da un “tempo massimo” ma c’è un tempo per tutto, anche in politica. C’è per esempio stato un tempo per le strategie. Oggi trovare qualcuno che ancora capisca che cosa significhino sarebbe un miracolo. Insomma sono fuori dal tempo (le strategie). Lo è anche Giovanni Mastroleo in quel suo essere a sinistra, poi un po’ meno a sinistra, poi più al centro, poi più a destra ma sempre a sinistra. E poi alla sinistra della sinistra. Segretario. Militante, ma sempre nell’ombra e mai in consiglio comunale. Senza tessere e con le tessere, a capo di qualcosa di indefinito, a volte di definito, a volte anche solo di sé stesso, ma sempre in cerca di una sinistra fin dagli arbori.
Fin da quando ha fatto la sua prima apparizione in politica, il suo è stato un perenne girovagare, un eterno spostamento, all’interno di un recinto mai così grande. In ogni caso, fino a qualche anno fa, il suo essere qui e lì forse avrebbe significato qualcosa. Ma oggi? A qualcuno, salvo che al Pd e a chi pensa che le strategie siano ancora di moda, gliene importa qualcosa? Vediamo. Negli ultimi 30 anni quelli che lo conoscevano, e avevano dai 45 in sù, o sono morti o sono rimbambiti e quelli che non erano ancora nati praticamente non sanno chi sia. Dal conteggio resta fuori una piccola percentuale di cittadini che, considerando le migrazioni “da e per Chivasso”, probabilmente sono qualche centinaia e tra questi dobbiamo togliere quelli che non gliene importa un fico di Chivasso, quelli che non s’interessano dell’Amministrazione della cosa pubblica, quelli che non ne vogliono sapere dei matusa, infine gli avversari politici. E siamo arrivati al dunque. Che Mastroleo ex comunista di Rifondazione (fors’anche combattente) abbia sentito il dovere, a poco meno di un anno dalle elezioni per il rinnovo dell’Amministrazione comunale, di comunicare al mondo d’aver preso la tessere del Pd non frega proprio niente a nessuno. Al massimo, se proprio vogliamo, l’umana curiosità si è concentrata sulla presunta crisi famigliare che ne scaturirà considerando che la sua compagna, l’assessore alla cultura Tiziana Siragusa, “per il momento”, ha deciso di non seguirlo…
E’ un po’ ce li immaginiamo, l’uno di fronte all’altro o l'uno accanto all'altro, seduti sul divano a guardare la Tv: “Amore che faccio? Passo o non passo?”
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