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06 Luglio 2021 - 13:06
Da sinistra: Schillaci, Brescia, Virga
VENARIA REALE - “Per me esiste una sola famiglia: padre, madre e figli. Il resto sono porcherie, schifezze”. Aveva esordito così Rosario Galifi, consigliere comunale, nonché coordinatore cittadino di Forza Italia, durante la seduta di lunedì 28 giugno. Il suo intervento era inserito in un dibattito su una mozione presentata dalla maggioranza, che lo stesso Galifi aveva approvato, dal titolo “Venaria Reale, una città contro tutte le discriminazioni”. L’obiettivo della stessa era, come si può desumere dall’oggetto, dare un segnale di inclusione e rispetto verso tutti i cittadini, sia sulla scia dell’eco nazionale del DDL Zan, sia alla luce delle ultime vicende locali, che hanno visto la giovane transgender Naomi Shines denigrata per il proprio orientamento sessuale.
In seguito a queste affermazioni anche il sindaco Giulivi ha chiesto un passo indietro da parte del consigliere azzurro, arrivato però a qualche giorno di distanza dal consiglio, con un comunicato.
“Se ho offeso qualcuno, chiedo scusa ufficialmente” afferma nella nota “Il mio intervento in aula non era riferito alle famiglie omosessuali, ma era legato a quanto accade durante i Gay Pride”.
Nonostante questa sorta di mea culpa, continuano ad essere contrariati molti consiglieri di minoranza, che già durante la seduta avevano espresso il loro disappunto per le parole di Galifi.
“Poco prima dell’intervento, il consigliere aveva votato a favore di una mozione contro le discriminazioni, è sicuro di aver capito a cosa ha dato parere favorevole?” dichiara scioccata Rossana Schillaci del Partito Democratico: “Ed oltre al danno, la beffa: la cosiddetta smentita, aggrava solamente la situazione, poiché il consigliere non si rende nemmeno conto della gravità delle sue affermazioni, e di aver arrecato delle offese”. Dello stesso avviso è anche la consigliera di “Venaria & Futuro” Barbara Virga: “Ho avuto bisogno di un attimo per riprendermi dalle parole di Galifi - afferma - Inoltre, mi trovo d’accordo con la collega Schillaci nel dire che la toppa è peggio del buco. Il consigliere non solo ha offeso i membri della comunità LGBT, ma tutti i cittadini italiani, ed in primis la Costituzione della Repubblica. A mio parere, la gravità dell’intervento di Galifi sta soprattutto nella sua carica istituzionale: in quel momento non era un semplice cittadino, ma un pubblico ufficiale eletto per rappresentare tutti i venariesi. Invece, parlando dei Gay Pride, - continua - non vedo quale sia il problema se in futuro ne verranno organizzati anche in città. Si tratta di manifestazioni lecite, per reclamare i propri diritti, purché si rispettino le regole, com’è giusto che sia. Forse, anche su questo punto, il consigliere Galifi dovrebbe rivedere la nostra carta costituzionale.”
Infine, ad intervenire sull’accaduto c’è anche Alessandro Brescia, di Uniti per Cambiare, che polemizza soprattutto sul ruolo di Giulivi nella vicenda, citando anche l’incontro di giovedì scorso fra il primo cittadino e Naomi Shines: “Risulta davvero stucchevole il tentativo di strumentalizzare a fini politici una vicenda grave e triste per rimediare alla figuraccia della propria maggioranza in un gioco di associazione/dissociazione del sindaco dalla propria maggioranza, a seconda della convenienza. Nessuno ne mette in dubbio la buona fede ma è troppo comodo: oggi si prendono le distanze dal proprio consigliere, mentre ieri si minimizzavano i fuori microfono che non sono mancati neanche stavolta (e sui quali nè Sindaco nè Presidente del Consiglio sono intervenuti) con il grande classico “tu stai zitta”, cui ha fatto eco, sempre dai banchi della maggioranza, “è stata lei a provocare”. Come se fosse lecito e normale zittire qualcuno, non con la forza delle proprie idee, ma a prescindere con prepotenza. Inutile approvare mille mozioni....se poi altre sono le condotte. E’ la terza volta in pochi mesi che finiamo sulla cronache nazionali, con figuracce imbarazzanti”.
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