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22 Giugno 2021 - 17:25
Dopo la vitella sgozzata e mutilata, la signora Annamaria Gilardi deve fare i conti con la burocrazia ed una soluzione estrema:
“Mi hanno detto che se non sposto la tettoia, mi vendono le mucche”. Ma questa ipotesi viene smentita dalla sindaca Elena Piastra:
“In questo momento il Comune non ha la proprietà delle mucche, quindi non è possibile che possa venderle - dice - . Ma questa è una vicenda legale delicata, seguita dal Tribunale di Ivrea”.
Essendo un’operazione complessa, quella dello spostamento della tettoia in una zona compatibile con quel tipo di copertura, le mucche potrebbero essere temporaneamente sistemate da qualche altro allevatore in attesa che i lavori di ripristino vengano ultimati.
La zona è quella in cui scorre il Rio Freidano a cielo aperto, con accesso da via Gribaudia. Annamaria Gilardi, 75 anni, cura quel tratto ciclabile come fosse il giardino di casa sua da sempre.
Ha messo le targhette nominative ad ogni pianta, facendo diventare le sponde del rio un suggestivo orto botanico.
Ha creato delle sculture con le bottigliette di plastica abbandonate sul percorso ciclabile e ha curato la vegetazione di un lungo tratto di percorso.
Ha realizzato una tettoia su una porzione di cascina, quando era ancora in vita suo marito, per dare riparo alle sue mucche e proteggerle dalle intemperie, diventando con il tempo un’attrazione per le famiglie.
“La tettoia sbuca tra due alberi - commenta - è diventata una finestra da cui sbirciano continuamente tutti”. Le mucche sono fassone piemontesi e sono una ventina di esemplari: la maggior parte di queste è incinta e appartengono all’azienda agricola Bellotto. “Tutte controllate e certificate dall’Asl, con regolare passaporto - aggiunge - . Pascolano tutto il giorno sui prati, sono libere.
Quella che hanno ucciso, poi, oltre ad essere un bell’esemplare era bravissima. Non so cosa vogliono fare in questa zona, ho sentito parlare di una palestra e un’area giochi. Da parte mia, spostare venti mucche non è facile. Bisogna tenerle sotto osservazione, non si possono abbandonare.
Ho proposto delle soluzioni, ma mi hanno detto che non sono fattibili: questa, anche se è di mia proprietà, è sempre zona parco, così mi hanno detto i tecnici che hanno fatto il sopralluogo.
Io avevo cercato di fare questa tettoia in modo che potesse piacere, in legno con grondaie in rame, circondata da gelsomini e glicini profumati per limitare l’odore del letame.
Spero che non si proceda con un’altra cementificazione”.
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