Fiducia!
In latino fiducia deriva dall’aggettivo fiducus.
Per capire come si forma l’aggettivo possiamo guardare a due casi analoghi, dalla parola mastico, manducus, colui che mangia, il mangione.
Così da fido, mi fido, fiducus, colui di cui mi fido. Da li poi le parole fidare, fidarsi, fedele, fedeltà, fiduciario, federazione, fideiussione, fidanzamento. Come si vede questa parola indica il riconoscimento dell’affidabilità dell'altro, dunque indica qualcosa che si conquista sul campo, che richiede l’incontro e il contatto.
Alla fiducia non possiamo abbandonarci come per la fede, che invece è un atto assoluto.
La fiducia non è un atto istintivo, è invece un atto in cui abbiamo bisogno di familiarizzare, di esporci, di condividere, di saggiare la lealtà di chi ci sta davanti. Soltanto dopo tutto questo daremo fiducia.
Quando abbiamo stabilito empatia e intimità nei ragionamenti, diventiamo sicuri che se il depositario della nostra fiducia dovrà decidere per noi lo farà nel nostro interesse.
Ritengo che il bisogno di fiducia nasce dalla consapevolezza dei nostri limiti che ci impongono di cercare qualcuno di cui fidarci. Da questa nostra consapevolezza che da soli non possiamo andare avanti e che siamo animali sociali ed insufficienti a noi stessi già da quando nasciamo.
Da bambini la nostra sopravvivenza è dovuta all'aspettativa che riponiamo nella mamma che tornerà a sfamarci. L’opposto della fiducia è lo smarrimento che si prova quando chi riponevamo fiducia nella vita ci tradisce, il verbo latino tradere, significa appunto, l’abbandonare qualcuno, consegnarlo altrove.
Oggi certe persone pongono la loro fiducia non sui loro simili ma sull’illusione che possedere delle cose e, qui mi vene in mente il personaggio Mazzarò di Verga! Oggi viviamo purtroppo immersi in una società dai valori liquidi dell’apparire e dell’avere e poco dell’essere. Possedere ricchezze, like e follower sui media a qualcuno provoca il senso di onnipotenza e di armonia con il proprio ego, un pensiero dominante che fa credere di essere autosufficienti.
Eppure la parola fiducia è sempre presente nei media, sui social e nei discorsi quotidiani, e abusata quotidianamente. Oggi ci chiedono di avere fiducia nei mercati, i governanti vanno avanti a colpi di fiducia e lo richiedo a noi cittadini per essere votati e rieletti.
Tutti ci dicono di avere fiducia che la pandemia passerà, fiducia che la crisi è passata e chi non ha fiducia è solo una persona che gufa! La domanda che mi pongo, ma sono proprio sicuro che quello richiesto in politica, nella pubblicità, sui media sia veramente fiducia.
Per me no! la politica e il mercato non se la guadagnano sul campo, ma la domandano a ripetizione e la pretendono per esistere e rafforzare se stessi, senza dare più nulla. Smerciano questa parola in maniera grossolana e svalutata dall’abuso dell’utilizzo, rendendola priva di autorevolezza.
La fiducia deriva dalla pratica, lenta e faticosa, della conoscenza e nasce da un rapporto che due o più persone intrecciano tra loro relazioni, tendendo la mano a chi ci ha conquistati, perché la parola fiducia ha una radice simile alla parola amore, il quale, a meno che non sia per per Dio, prevede che siamo sempre in due.
Però è anche vero che ogni giorno per andare al lavoro, per mangiare, per muovermi, per vivere, compio una serie infinita di atti di fiducia. Mi affido agli altri, al medico che mi cura, al muratore che ha costruito la casa dove vivo, al meccanico che ha controllato la mia auto.
Ogni giorno concedo la fiducia non perché lo voglio, ma perché davvero mi fido e non ne posso fare a meno.
Allora la fiducia sui mei simili anche se me la richiedono senza darmi nulla ne tendermi la mano è un investimento sociale e pazienza se rimango deluso sul tale politico o su quella pubblicità.
Non ho sbagliato a fidarmi, ma nel riporre la mia fiducia sulle persone o prodotti sbagliati.
Da ottimista continuerò a dare sempre fiducia a tutti, non per obbligo e nè paggeria, perché la fiducia mi fa vivere e pazienza se ogni tanto rimango deluso, ne farò esperienza per il futuro.
Con fiducia
Favria, 18.06.2021 Giorgio Cortese
Buona giornata. Spesso in pochi attimi c'è più vita che sospirare ogni giorno dentro a una pioggia di pensieri. Felice venerdì.
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