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07 Giugno 2021 - 20:18
Tiziana Siragusa (a sinistra) e Chiara Casalino, colleghe di Giunta
CHIVASSO. Prime crepe nella maggioranza del sindaco Claudio Castello, orfana di LiberaMente, passata all’opposizione con la consigliera Claudia Buo e ormai aggrappata al sostegno di due soli gruppi consiliari: il Partito Democratico e Chivasso Solidale.
In Giunta, dieci giorni fa, s’è consumata la prima frattura “postuma” a “Platinum Dia”, l’operazione contro la ‘ndrangheta che ha evidenziato, nelle carte dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, un rapporto fitto di telefonate tra il sindaco Claudio Castello e uno degli arrestati, il “picciotto” - secondo gli inquirenti -, affiliato al locale di Volpiano, Giuseppe “Pino” Vazzana.
Su quelle telefonate s’è scatenato il finimondo, con quel che resta della maggioranza arroccata nella difesa “senza se” e “senza ma” del primo cittadino, e l’opposizione con in prima fila “LiberaMente”, l’ex sindaco Libero Ciuffreda e l’ex parlamentare Renato Cambursano non soddisfatta dai chiarimenti (chiarimenti?!) arrivati dal sindaco Castello a mezzo di una nota stampa e poi in occasione dell’ultimo Consiglio comunale.
Con questo scenario, giovedì 27 maggio, durante una delle prime Giunte senza rappresentanti di “LiberaMente” (l’assessore Domenico Barengo ha mollato il gruppo che l’ha eletto ma continua a sedersi nell’esecutivo, ndr) c’è stato il primo scontro tra quelli che restano.
Al centro del dibattito, politico s’intende, l’altro pomeriggio in Giunta, il contributo economico richiesto dall’associazione musicale Blu Room per il “Festival Jay”, che rientra nel progetto “Jazz Around You”, con tre concerti “main” all’interno del cortile di Palazzo Santa Chiara e sei esibizione “diffuse” nella città (via San Marco, via Roma, via Torino, piazza Carletti, ecc… ecc…).
Nella routine degli ultimi anni di amministrazione, il finanziamento all’iniziativa sarebbe passato senza battere ciglio e sindaco e Giunta avrebbero firmato la delibera dei 10.000 euro senza pensarci due volte.
Oggi, però, non è stato così.
Intanto per l’assenza del sindaco Castello: che sia un caso, o meno, solo il primo cittadino lo sa perché non c’era.
Poi perché la proposta, presentata dalla vice sindaca con delega alla Cultura Tiziana Siragusa di Chivasso Solidale, è stata bocciata dall’assessora Chiara Casalino, in quota al Partito Democratico, che ha deleghe mica da ridere come quelle al Patrimonio e, soprattutto, al Bilancio.
Insomma, Casalino non è certamente l’ultima arrivata nell’esecutivo di Castello.
Ma dunque, perché Casalino ha votato “no” alla delibera presentata da Siragusa?
Verrebbe da dire, per la forma più che per la sostanza. O, perlomeno, non perché non le è gradito il genere jazz.
A sentire i bene informati e chi mastica un po’ di rumors nei corridoi di Palazzo Santa Chiara, i dubbi insinuati nell’esecutivo sarebbero stati: che senso ha sostenere una proposta che, gira e rigira, è riconducibile a “LiberaMente” e al suo entourage?
Ma per quale motivo la maggioranza dovrebbe continuare a far sponda alle iniziative che provengono da quell’area politica?
E, geograficamente parlando, in particolare dai Torassi e da Boschetto?
In realtà, a sentire le parole a freddo dell’assessora Chiara Casalino, la questione sarebbe tutta morale e poco politica.
Non è un mistero, infatti, che “Jazz Around You” sia una creazione di Daniele Ciuffreda, project manager dell’iniziativa. Un nome ma soprattutto un cognome che, a Chivasso, pesa: lo sanno anche i muri, e non solo quelli di Palazzo Santa Chiara, che lo stesso project manager di “Jazz Around You” è il figlio dell’ex sindaco Libero Ciuffreda, quel Ciuffreda che, dopo l’inchiesta Platinum Dia e le rivelazioni sulle conversazioni telefoniche tra Castello e Vazzana, per la maggioranza è diventato il nemico pubblico numero uno. O il numero due, dopo Cambursano: dipende dai punti di vista e dagli umori del momento.
Le richieste di trasparenza, spiegazioni, chiarimenti al sindaco Castello sui contenuti dell’ordinanza firmata dal gip Edmondo Pio messe pubblicamente in piazza da Ciuffreda sono diventate un problema per il Partito Democratico e Chivasso Solidale, quasi più che il contenuto delle stesse intercettazioni.
“Non esiste una questione morale perché non c’è alcun reato in capo al sindaco”: è la trincea su cui si regge l’amministrazione chivassese.
Ed è così che, l’altro pomeriggio, quand’è stata presentata la delibera sul sostegno al Jazz Festival ideato dal figlio dell’ex sindaco, l’assessora Casalino s’è messa l’elmetto ed è rimasta sulle sue posizioni.
Il collega Claudio Moretti (Pd) pare abbia annuito, facendo intendere di capire e di condividere, ma poi ha rotto la trincea ed ha votato sì alla delibera.
Dunque, delle due, l’una: o questi non sanno come si va ad una guerra (anche in politica, ndr), oppure non sono così profondamente convinti dell’autenticità delle spiegazioni fornite da Claudio Castello sulla vicenda “Platinum Dia”.
In entrambi i casi, sarebbe un problema. Perché alle elezioni amministrative manca un anno abbondante e la strada per la maggioranza che sta insieme con la colla è più accidentata di una qualsiasi via di Sarajevo durante l’assedio del ’92.
Insomma, esiste un prima e un dopo “Platinum Dia”, anche dentro Palazzo Santa Chiara. Nonostante sia tutta, “semplicemente”, una questione morale.
Chiara Casalino hai bocciato una delibera - quella del contributo di 10.000 euro al “Festival Jay” - mentre tutti i tuoi colleghi hanno votato a favore. Perché hai votato contro?
Innanzitutto ci tengo a dire che anche gli scorsi anni questa questione non passava inosservata. Oggi sembra che questa mia osservazione abbia un po’ in termini di urgenza, ma non è così.
Cos’è che non ti convince allora?
Ci tengo a dire che l’iniziativa per me è ottima, il direttore artistico è ineccepibile indipendentemente dal nome che ha...
Scusa: allora potevi votare a favore e tanti saluti.
No. E mi spiego: in un momento in cupersone che della legalità e della trasparenza si fanno da anni giustamente e onorabilmente carico, chiedono che tutto questo sia spinto ai massimi livelli, votare una delibera come quella è per me un contrasto. La mia è una decisione personale: ha voluto essere un segnale forte per dire che in un momento così delicato qualsiasi tipo di inopportunità, anche solo ventilata, dovrebbe essere a tutti i costi evitata.
Dunque non ce l’hai con “LiberaMente”.
Assolutamente no. Il quesito che ho posto in Giunta è stato questo: perché dobbiamo sposare delle richieste che pongono dei dubbi sul fatto che ci siano motivi o meno di opportunismo e di opportunità, indipendentemente dalla parte politica da cui provengono!
Non mi importa che la proposta fosse di LiberaMente o altro.
Se c’è una parte che chiede fortemente che non ci siano motivi di commistione di carattere morale, di opportunità politica, di correttezza e di trasparenza su quello che un’amministrazione fa e una città fa, allora queste iniziative devono essere in tutti i modi evitate. Non mi interessa che arrivino da LiberaMente o da altre parti.
In conclusione hai votato “no” per una questione morale.
La questione morale che si estrinseca in qualsiasi campo, da come ci hanno spiegato in queste settimane esponenti di indubbio valore della politica chivassese, dovrebbe essere evitata a partire da casi come questo Se io amministrassi come un buon padre di famiglia, e in più fossi un buon padre di famiglia, per quanto con dispiacere eviterei qualsiasi commistione tra il mio ruolo e la professione di quelle che sono persone a me vicine, al di là della loro indubbia bravura. Consiglierei di esprimerla altrove. Almeno, io con mio figlio mi regolerei così.
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