“Io ho sempre potuto lavorare, ma non tutti hanno avuto questa fortuna...”. A parlare è Luca Bassan, titolare dell’omonima ditta individuale avente sede in piazza del Popolo 6. Si occupa di installazioni di impianti idraulici, termici e di climatizzatori; ma lavora anche nell’ambito dell’assistenza a prodotti sia estetici che tecnici.
Tante partite iva, tante situazioni di vita differenti. In molti non hanno potuto lavorare per lungo tempo, o lo hanno potuto fare con il contagocce… fortunatamente c’è stato anche chi, come Luca, grazie al suo codice ateco, ha avuto la possibilità di continuare a svolgere la sua attività, seppur con delle limitazioni. Chi più, chi meno, sono stati tutti danneggiati dall’emergenza sanitaria degli ultimi quindici mesi…
“Come già detto mi ritengo fortunato per aver sempre potuto lavorare. Il lavoro è calato, ma neanche più di tanto, eccetto che durante il primo lockdown in cui le persone erano spaventatissime e, un po’ per quello e un po’ per mancanza di soldi, non chiamavano più di tanto per dei lavori a domicilio - comincia a raccontare -. La nostra categoria di lavoratori è stata un po’ limitata nell’ambito degli interventi di routine, ma per tutto il resto non siamo mai stati bloccati. Sicuramente non posso lamentarmi, vista la situazione generale. Come altre partite iva, nei primi mesi di lockdown ho avuto diritto ai bonus; successivamente, giustamente, avendo lavorato non rientravo nelle categorie a cui dare aiuti”. Luca Bassan ci spiega che la cosa che lo ha lasciato basito è stata vedere zero agevolazioni a livello di tasse, oltre che la pessima gestione del tutto. “Sono stati puntualissimi nel chiederci i soldi, hanno consentito qualche piccolo slittamento ma davvero nulla di che. Per chi non ha lavorato è stata una tragedia a tutti gli effetti… non so davvero come abbiano fatto a starci dentro. Hanno impedito ad un sacco di persone di svolgere il loro lavoro: personalmente penso che questi apri e chiudi siano stati una buffonata che ha solo fatto più danni, allungando il protrarsi della situazione. Se vuoi chiudere chiudi tutto per un periodo e poi basta. Inoltre non hanno permesso di restare aperte a delle attività che avrebbero tranquillamente potuto lavorare, con le dovute attenzioni. Hanno portato alla fame un sacco di famiglie, è assurdo! Comunque non voglio neanche giudicare più di tanto, sicuramente prendere decisioni del genere non è facile, ma sicuramente sono stati fatti errori su errori. Avrebbero almeno potuto compensare dando aiuti concreti a chi ne aveva e ne ha bisogno” afferma.
Anche Luca fa parte del gruppo “Partite iva Chivasso” ed è convinto che unirsi e conoscersi reciprocamente sia una buona cosa. “A volte non ci rendiamo conto delle difficoltà degli altri e questo gruppo è anche un buon modo per entrare in contatto con realtà di lavoro diverse dalla nostra. Certo, a volte si polemizza e le polemiche servono a poco, ma ci sono momenti in cui sono costruttive e utili per ottenere dei risultati. Il lavoro è un diritto e i lavoratori vanno rispettati… non solo usati per pagare le tasse”.
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