Figure scomparse di un piccolo mondo antico ormai sepolto nelle nebbie del passato. Personaggi caratteristici che hanno segnato un’epoca. Frammenti di una realtà ritenuta secondaria, ma utile a comprendere la vera dimensione storica di tante piccole comunità decisamente marginali rispetto ai centri del potere politico ed economico, subalterne in rapporto ai grandi movimenti della società.
Andrea Ruggero detto «Mòscòn» è una delle figure che sono rimaste impresse nella memoria della gente di Settimo Torinese. Spaccapietre di professione, «Mòscòn» era un personaggio che già ottant’anni fa poteva essere considerato di altri tempi. L’unico attrezzo di cui si serviva per il suo lavoro era un pesante mazzuolo col quale frantumava i sassi prelevati dal greto del Po. Ma «Mòscòn» era anche un incallito frequentatore di osterie. «Mi bacili no!» (io non barcollo), esclamava in un dialetto infiorato di espressioni forestiere, quando qualcuno gli faceva notare che aveva alzato un po’ troppo il gomito.
È noto che le strade dei borghi di provincia, sino a tempi non lontani, erano per lo più in terra battuta, polverose d’estate e fangose d’inverno. In genere si pavimentavano unicamente i sagrati delle chiese e le aree antistanti ai monasteri. Lo storico Luigi Cibrario (1802-1870), ministro del re Vittorio Emanuele II, ricorda che, soltanto nel settembre 1437, il Comune di Torino diede disposizioni ai proprietari di casa affinché selciassero la via Dora Grossa, cioè l’attuale via Garibaldi. «Due anni dopo – egli scrive – si lastricò di mattoni cotti la piazza del mercato. Ma il selciato delle altre vie e piazze non fu compiuto che nel secolo sedicesimo, sebbene l’opera s’andasse lentamente continuando».
Le principali strade di Settimo vennero selciate in epoche diverse, ma comunque abbastanza tardi, alcune durante la seconda metà dell’Ottocento, altre nel periodo fra le due guerre mondiali, altre ancora dopo l’ultimo conflitto. Fra il 1926 e il 1928 i pubblici amministratori portarono a compimento diverse opere intese a migliorare la viabilità nel centro del paese, facilitando il transito degli autoveicoli e dei carri a trazione animale. Si procedette allora alla posa di rotaie in pietra nella via Re Umberto (ora Italia), nonché al rifacimento del selciato di alcune strade urbane.
«Mòscòn» era solito trascorrere le giornate nel cortile di un casolare periferico lungo la strada che conduceva al porto natante del Po (ora via Castiglione), seduto fra due grandi mucchi di ciottoli: quelli interi e quelli già ridotti in mille pezzi. Uno dopo l’altro, con rapidi movimenti, egli afferrava i sassi, li rigirava nella mano sinistra e poi vibrava un colpo deciso col mazzuolo.
Il segreto del mestiere risiedeva nella capacità d’individuare a prima vista la cosiddetta vena, cioè il punto da colpire per frantumare la pietra con una sola martellata. Nel suo particolarissimo campo di lavoro, «Mòscòn» non temeva rivali, per lo meno quando era sobrio. Purtroppo riusciva a esercitare l’attività di spaccapietre in un periodo assai limitato dell’anno, dalla primavera al tardo autunno: il freddo intenso e il gelo dei mesi invernali, infatti, non gli permettevano di maneggiare le pietre con la necessaria scioltezza.
Ogni giorno, prima di sera, un carrettiere giungeva a consegnare un nuovo carico di sassi e a ritirare il ghiaione che era depositato a piccoli mucchi sul ciglio delle strade irradiantesi dall’abitato. Durante la brutta stagione tornava molto utile per ripristinare le carreggiate che subivano danni a causa degli agenti atmosferici.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.