AGGIORNAMENTI
Cerca
24 Maggio 2021 - 20:48
Mattia Azzalin titolare di "Dici8" di via Po
Ve lo ricordate il bar “Dici8” di via Po? Quello che, il 26 aprile scorso, mentre il Piemonte entrava in zona gialla, non poteva lavorare perché non aveva un dehor? Bene. Oggi, il titolare Mattia Azzalin torna a far parlare di sè. E oggi, come ieri, per lo stesso, assurdo, motivo: deve ritirare le sedie e i tavolini dal marciapiede che qualche settimana fa gli uffici di Palazzo Santa Chiara gli avevano permesso di mettere per poter servire i suoi clienti.
Facciamo un passo indietro.
Il bar caffetteria “Dici8” di via Po un dehor non ce l’ha e, così come inteso tradizionalmente, non lo potrà mai avere.
Il motivo? Semplice: gli hanno spostato la fermata dell’autobus proprio di fronte e, sedie e tavolini, possono essere d’intralcio a chi sale e scende dai bus. Una fermata dell’autobus che, peraltro, pare sia provvisoria dal 1994 ma tant’è, questa è un’altra storia…
Quindi? Quindi, secondo le nuove regole imposte dal Governo Draghi fino al 31 luglio, al chivassese Mattia Azzalin non è concesso di lavorare con i clienti seduti ai tavoli. A meno che il sindaco Claudio Castello non intervenga aiutando questo 35enne concittadino a risolvere una situazione ai limiti del paradosso. E il sindaco Castello è intervenuto...
“Date le restrizioni del momento, ci obbligano a far consumare i nostri clienti all’esterno. Io, purtroppo, non posso – ci spiegava il barista chivassese -. Davanti al mio bar c’è una fermata dell’autobus e, dal Comune, mi dicono che con i tavolini ostruirei la salita e la discesa del bus, creando un pericolo per la sicurezza”.
Azzalin un mese fa aveva scritto all’ufficio commercio di Palazzo Santa Chiara, cercando di proporre soluzioni alternative come, ad esempio, occupare il suolo pubblico di tre posti auto di fianco alla strada oppure mettere quattro, cinque tavoli all’interno del giardino pubblico di fronte all’attività, sull’altro lato della via.
In un primo momento, la risposta era stata sempre la stessa: non si può per ragioni di sicurezza.
Poi, un po’ per i tam tam sui giornali, un po’ l’intervento del consigliere comunale Matteo Doria, la matassa s’è sbrogliata. Dopo il sopralluogo del sindaco Castello, è arrivato l’ok per mettere tavoli e sedie di fronte al locale, nell’attesa dello spostamento definitivo della fermata del bus. Bene, però?
Però c’è che oggi siamo di nuovo da capo.
“Fin qua tutto bene e tutti contenti - denuncia con un post su facebook Mattia Azzalin -, ma... Nella giornata di venerdì 21 maggio ricevo una telefonata dall’ufficio tecnico (stessa persona venuta sul posto) che mi comunica che, siccome a breve si potra consumare all’interno dei locali io, dovrò togliere tavoli, sedie e ombrelloni... Investimento sostenuto pari a 800 euro! A voi i commenti...”.
Della serie: Chivasso assomiglia sempre di più ad una città impossibile per chi vuol, semplicemente, lavorare. O meglio: stavamo scherzando.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.