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CHIVASSO. Concesso e poi di nuovo tolto il dehor al bar “Dici8” di via Po

CHIVASSO. Concesso e poi di nuovo tolto il dehor al bar “Dici8” di via Po

Mattia Azzalin titolare di "Dici8" di via Po

Ve lo ricordate il bar “Dici8” di via Po? Quello che, il 26 aprile scorso, mentre il Piemonte entrava in zona gialla, non poteva lavorare perché non aveva un dehor? Bene. Oggi, il titolare Mattia Azzalin torna a far parlare di sè. E oggi, come ieri, per lo stesso, assurdo, motivo: deve ritirare le sedie e i tavolini dal marciapiede che qualche settimana fa gli uffici di Palazzo Santa Chiara gli avevano permesso di mettere per poter servire i suoi clienti.

Facciamo un passo indietro. 

Il bar caffetteria “Dici8” di via Po un dehor non ce l’ha e, così come inteso tradizionalmente, non lo potrà mai avere.

Il motivo? Semplice: gli hanno spostato la fermata dell’autobus proprio di fronte e, sedie e tavolini,  possono essere d’intralcio a chi sale e scende dai bus. Una fermata dell’autobus che, peraltro, pare sia provvisoria dal 1994 ma tant’è, questa è un’altra storia…

Quindi? Quindi, secondo le nuove regole imposte dal Governo Draghi fino al 31 luglio, al chivassese Mattia Azzalin non è concesso di lavorare con i clienti seduti ai tavoli. A meno che il sindaco Claudio Castello non intervenga aiutando questo 35enne concittadino a risolvere una situazione ai limiti del paradosso. E il sindaco Castello è intervenuto...

Date le restrizioni del momento, ci obbligano a far consumare i nostri clienti all’esterno. Io, purtroppo, non posso – ci spiegava il barista chivassese  -. Davanti al mio bar c’è una fermata dell’autobus e, dal Comune, mi dicono che con i tavolini ostruirei la salita e la discesa del bus, creando un pericolo per la sicurezza”.

Azzalin un mese fa aveva scritto all’ufficio commercio di Palazzo Santa Chiara, cercando di proporre soluzioni alternative come, ad esempio, occupare il suolo pubblico di tre posti auto di fianco alla strada oppure mettere quattro, cinque tavoli all’interno del giardino pubblico di fronte all’attività, sull’altro lato della via.

In un primo momento, la risposta era stata sempre la stessa: non si può per ragioni di sicurezza. 

Poi, un po’ per i tam tam sui giornali, un po’ l’intervento del consigliere comunale Matteo Doria, la matassa s’è sbrogliata. Dopo il sopralluogo del sindaco Castello, è arrivato l’ok per mettere tavoli e sedie di fronte al locale, nell’attesa dello spostamento definitivo della fermata del bus. Bene, però?

Però c’è che oggi siamo di nuovo da capo. 

Fin qua tutto bene e tutti contenti - denuncia con un post su facebook Mattia Azzalin -, ma...  Nella giornata di venerdì 21 maggio ricevo una telefonata dall’ufficio tecnico (stessa persona venuta sul posto) che mi comunica che, siccome a breve si potra consumare all’interno dei locali io, dovrò togliere tavoli, sedie e ombrelloni... Investimento sostenuto pari a 800 euro! A voi i commenti...”.

Della serie: Chivasso assomiglia sempre di più ad una città impossibile per chi vuol, semplicemente, lavorare. O meglio: stavamo scherzando.

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