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24 Maggio 2021 - 20:43
L’associazione Pietro e Victor Marotta, padre e figlio, sono fondatori dell’associazione Liberigatti: avevano pubblicato su facebook video con messaggi minacciosi
Il giudice monocratico di Ivrea Anna Mascolo ha fissato per il 23 giugno la sentenza nei confronti di Victor Marotta, 43 anni, e il padre Pietro, 72 anni, settimesi, rispettivamente presidente e vice presidente dell’associazione animalista “Liberigatti”, imputati per atti persecutori nei confronti della funzionaria del servizio Ambiente del Comune e diffamazione nei confronti dell’allora sindaco di Settimo Fabrizio Puppo, dell’ex assessore Massimo Pace e del dirigente del settore Territorio. Tutti e quattro si sono costituiti parte civile con l’avvocato Andrea Milani.
La scorsa udienza l’accusa aveva chiesto un anno e due mesi ciascuno per padre e figlio. E poi ci sono le richieste di risarcimento in sede civile dei quattro presentate attraverso l’avvocato Milani: 10 mila euro per l’ex sindaco; 7 mila e 500 euro ciascuno per Massimo Pace e i due impiegati comunali. Inoltre il comune di Settimo in caso di vittoria ha chiesto 30 mila euro, soldi destinati per finanziare iniziative finalizzate al benessere degli animali. Perché questa storia nasce dalle denunce attraverso i social che Victor Marotta e suo padre avrebbero rivolto all’amministrazione ogni volta che recuperavano un gatto morto in strada. Così attenti alle colonie feline da arrivare addirittura a minacciare.
Una vicenda avvenuta tra il 2016 e il 2017 e che aveva costretto la funzionaria, che vive in un paese del Canavese, a modificare le sue abitudini dopo che padre e figlio le avrebbero rivolto via social minacce choc come “portarle sulla scrivania degli animali morti”, “fargliela pagare”, farle fare “la fine dei gatti che trovavano morti per strada e bastonati” e che suo figlio “sarebbe rimasto per strada senza madre come i gatti”. E nel luglio 2017 lei aveva fatto una denuncia contro ignoti dopo aver trovato i vetri di casa rotti e cambiare indirizzo. Si era trovata anche l’auto rigata. In un video pubblicato su facebook il 24 maggio 2017 Victor Marotta riferendosi ad una gatta morta minacciava anche sindaco e assessore: “Puppo, Pace... vi piacerebbe se vostro figlio fosse così schiacciato? Siete vergognosi”. Ma per il difensore, l’avvocato Stefano Idem non sarebbe così. O meglio non ci sarebbe stata la volontà dei suoi assistiti di minacciare nessuno: “Quei messaggi e video sui social network non erano diffamatori, ma sfoghi. Erano una sorta di denuncia sociale perché, a loro avviso, l’amministrazione comunale era colpevole della morte delle colonie feline”.
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