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IL GESIUN

IL GESIUN

gesiun

"O Fortuna Velut Luna Statu variabilis Semper crescis"... Ma riuscite ad immaginare qualcosa di più epico di Gigno Vinia, arrampicato sul Campanile del Gesiun, in una ventosa notte di plenilunio, sventolare la bandiera della Padania, al suono dei Carmina Burana impetuosamente musicati da Orff? Beh, certo, anche Anna Malo Immersa negli elettrodi sul lettino del Dottor Frankenstein, circondata da violenti tuoni e fulmini, rigorosamente immuni da qualunque fittizio mutamento climatico, farebbe la sua porca figura. Ma noi ci dedichiamo al territorio, e quindi preferiamo la prima immagine. Insomma, il tema di oggi è il Gesiun, ovvero la chiesona, praticamente San Pietro. E infatti probabilmente è dedicata a San Pietro, ma le dimensioni sono quelle della tana di Pixi e Dixi (ipse dixit). Si tratta di una chiesetta sì diroccata, ma assai suggestiva nelle forme, e nella collocazione. Si erge infatti nel comune di Piverone, tra vigneti Erbaluce (strano, neh?) e con fastosa vista sul Lago di Viverone, noto per l'unico Presepe di Georgia Popolo ambientato in una palafitta. Di questa vetusta costruzione religiosa si sa ben poco, a parte la verosimile origine molto antica. Si suppone che presso questa Chiesa di San Pietro fosse localizzato il borgo di Sugliaco. Ecco, a tal proposito c'è una cosa che mi piacerebbe capire: come mai queste chiesette romaniche sulla Via Francigena erano sempre collocate in un villaggio di cui non rimane traccia??? Arrivava sempre il lupo cattivo a buttarli giù??? In ogni caso di particolare suggestione sono le colonne che sostengono i tre archi di ingresso al presbiterio, in quanto sostenute da capitelli probabilmente di origine romana. Oppure li avevano fatti i rettiliani, così sui due piedi non saprei. Sopra al presbiterio è collocato il campanile, bizzarro come forma e posizione. Rinnovo quindi il mio invito a Gigno Vinia. Dopo alcuni restauri è stato messo in evidenza un frammento di affresco verosimilmente quattrocentesco, raffigurante una mano con un libro, quindi non si tratta sicuramente della Borgonzoni o di un leghista in generale. E nemmeno, sempre in generale, di un Generale. Nemmeno di Forza Piverone. Probabilmente era San Pietro. Anche perché il libro puzza di pesce. Adesso vado a bermi un bicchiere di Erbaluce di Gattinara.
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