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Dall'Isola delle Rose alla Torteria di Chivasso

Dall'Isola delle Rose alla Torteria di Chivasso

Rosanna Spatari di fronte alla sua Torteria, un anno fa

C’è un film molto popolare su Netfix. Titolo: “L’isola delle Rose”. E’ il racconto della nascita e della fine dell’autoproclamata Repubblica Esperantista dell'Isola delle Rose messa su da alcuni giovani “rivoluzionari”, tra il 1958 e il 1967. Ad un certo punto costruirono una piattaforma artificiale di 400 metri quadri sul mare Adriatico a 11.612 m al largo della costa tra Rimini e Bellaria-Igea Marina e 500 metri al di fuori delle acque territoriali italiane. [embed]https://www.youtube.com/watch?v=I_bl2Dyu5Ig[/embed] In pochi mesi il via vai di ragazzi e ragazze da tutta Europa divenne una cosa impressionante. Si diedero una lingua ufficiale (l’esperanto), un governo, una moneta e un'emissione postale. Venne addirittura riconosciuta dall’Onu come micronazione.  Quando il Governo italiano, presieduto da Giovanni Leone, se ne accorse - non foss’altro che la notizia stava facendo il giro del mondo - ci pensò un giorno, poi due, poi tre. Infine, per non perdere la faccia, dichiarò guerra e fu la prima e l’ultima volta che lo fece. Peraltro infischiandosene dell'articolo 11 della costituzione, quello dell'Italia che ripudia la guerra. Il 26 giugno del 1968, con al seguito fotografi e giornalisti, inviò una nave dotata di cannoni e la bombardò….  Chi ha visto il film lo sa. Nel finale altro non si riesce a fare se non mettersi a piangere con gli "indipendentisti". Insomma, un groppo in gola. L'episodio - scrive Wikipedia - venne lentamente dimenticato, considerato per decenni solo come un tentativo di "urbanizzazione" del mare per ottenere vantaggi di natura commerciale. Solo a partire dal primo decennio del 2000 è stato oggetto di ricerche e riscoperte documentarie imperniate invece sull'aspetto utopico della sua genesi. Tutto questo e molto altro ci è venuto in mente l'altro giorno di fronte alla gran quantità di agenti e volanti inviate a Chivasso per chiudere la Torteria di Rosanna. Una rappresentazione teatrale? Pane per fotografi e giornalisti? Ci si chiede: era il caso?
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