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03 Maggio 2021 - 18:59
In foto, il Sindaco Bongiovanni che chiama un consigliere al telefono per farlo votare
"Katia? Mi senti? Devi dire che voti “favorevole”, dai”.
È questa la parte più incredibile dell’ennesimo consiglio comunale a distanza che, giovedì sera, si conclude con una scena degna del teatro dell’assurdo. La capogruppo del Movimento 5 Stelle, Katiuscia Coppola, non riesce a più a prendere la linea e viene sbattuta fuori dalla riunione online del consiglio comunale.
A quel punto, però, la collega pentastellata, Martina Porrello, la chiama per farla votare al telefono. Non c’è riconoscimento, non c’è nulla e, per quel che ne sappiamo, dall’altra parte della cornetta potrebbe esserci anche sua nonna.
La Porrello la invita a votare favorevolamente al rendiconto di bilancio e la Coppola così fa: “favorevole”. A quel punto, però, viene fuori una sorta di “caccia all’assente” con una serie di chiamate per contattare chi non riesce più a connettersi. Piovono i “favorevoli” al telefono ma nessuno si vede in video. In questo teatro incredibile, ad un certo punto, persino la segretaria finisce per non capirci più nulla.
Prima conta i voti solo dei presenti e poi, invece, la Presidente del Consiglio, Lara Loi, la invita a conteggiare anche i voti arrivati da voci telefoniche.
“Ma come? Contiamo anche quelli? Avevo capito di no?”.
Alla fine il conteggio arriva a buon fine ma il clima da “mercato delle vacche” fa scattare la polemica da parte della minoranza.
“Ma questo - esclama Paola Antonetto, capogruppo di Fratelli D’Italia - è pur sempre un consiglio comunale, possibile che possano succedere queste cose?!”.
Le fa eco, poco dopo, anche la capogruppo del Partito Democratico, Maria Vallino.
“Ma come “vota favorevole”?! Ma dai, questo è un consiglio comunale, stanno votando persone di cui non si vede neanche la faccia, Presidente, ma è normale?”. A quel punto persino Lara Loi deve ammettere che qualcosa non va ma questa sera va così. Anche perchè, in quel momento, viene a mancare pure il numero legale. E allora a quel punto che si fa? Si vota? Non si vota? Alla fine tutto si risolve con qualche telefonata il voto va a buon fine.
Qualche ora prima, invece, il consiglio comunale si era tinto del giallo dell’intruso, un fatto degno delle indagini della signora Fletcher e infatti la Loi si era subito calata nella parte.
Ad un certo punto, tra i tanti utenti collegati, compare un altro “Comune di San Mauro” e qui scoppia il finimondo.
La trasmissione del consiglio comunale si interrompe e la Loi, così raccontano le minoranze, se la prende un po’ con tutti arrivando persino a tratteggiare una sorta di teoria del complotto contro quelli che vorrebbero fare i consigli in presenza e, invece, starebbero manomettendo quelli a distanza.
Alla fine il consiglio comunale viene interrotto e quando la trasmissione riprende la Loi promette: “Andremo a fondo della faccendabongiovanni con chi di competenza”. Chissà, forse si scoprirà che un hacker ha tentato di entrare dentro il consiglio comunale di San Mauro. Dopo essere restato una decina di minuti, però, vista la noia mortale ha deciso di andarsene pure lui. In ogni caso sembra assurdo che, dopo più di un anno dall’inizio della pandemia, il Comune di San Mauro non abbia ancora trovato un sistema per trasmettere i consigli comunali senza intoppi tecnici.
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