Leggiamo sul sito “Romagnaatavola” che tra tutti i piatti romagnoli, il più caratteristico è quello dei
Passatelli in Brodo. Questa eccezionale minestra discende con buone probabilità da una specie di medicina casalinga la
“tardura” cioè un piatto a base di uova, formaggio e pangrattato riservata alle donne nel periodo dopo il parto.
Negli anni si è trasformato in un piatto festivo e viene consumato storicamente sia in città sia in campagna nei giorni o nei
periodi di festa: Pasqua, Ascensione, battesimi, matrimoni e, perché no, anche a Natale in concomitanza coi più celebri e altrettanto deliziosi Cappelletti.
Ecco, di sicuro, non è questo il caso (parliamo del parto) e neanche si può dire che sia un periodo di festa. Perché ne parliamo? Semplice. Perchè ne parla la senatrice
Virginia Tiraboschi. Nella foga di fare, fare, fare e ancora fare, tra le centinaia di lavori nei quali è impegnata, un po’ a Roma, un po’ a Torino, un po’ a Ivrea e un po' in Svizzera, la “nostra” ogni tanto si diletta, a quanto pare, pure in cucina e, quando lo fa, non evita di farlo sapere a tutti i suoi amici su Instagram. La foto pubblicata è qualcosa di spassoso. Al diavolo il “faudà” s’è presentata davanti alla fotocamera in tailleur.
“Provo a fare i passatelli, ma non garantisco il risultato…” commenta e subito son piovuti i “mi piace”, del vicesindaco
Elisabetta Piccoli, che quando si tratta di Tiraboschi metterebbe un like sotto ogni cosa, e di altri 74. Tutto questo capitava il 2 maggio.
Il giorno prima, sempre su Instagram la senatrice, comunicava di aver festeggiato "lavorando" e investendo tutto il suo tempo nella messa a punto dei protocolli “
ayurvedici” di @sensiskinfoodtorino, cioè il suo centro benessere a Palazzo Uffici.
“Non è lavoro - commentava -
ma un esercizio di benessere mentale, che passa attraverso la conoscenza di questa medicina tradizionale indiana…”.
E per chi non lo sapesse l’ayurveda si occupa (leggiamo da wikipedia) del benessere delle persone, del loro aspetto fisico, psichico e spirituale e delle patologie tanto quanto dello stato di salute normale. In generale i principi medicinali utilizzati sono minerali, metalli purificati e combinati con
acidi fulvici ed erbe, in forma di polveri, pastiglie, infusi, ecc. La maggior parte è di natura fitoterapica, come l'Amalaki, il Trikatu, un composto di tre erbe, zenzero, pepe e pippali,
Curcuma, Brahmi, Tulsi, Erand, Guduchi,
Aloe, Gokshur ecc.
Insomma dalla modalità “casalinga” a quella di medico e anche un po' santone considerando che l'ayurveda la "scienza della durata della vita", si fa addirittura risalire a
Brahmā, creatore dell'universo.
Per tornare alla modalità “politica” occorre invece andare indietro di qualche giorno. Eccolo lì. C’è un post in cui Tiraboschi si dice
d'accordo con l'idea di @fratelliditalia di togliere il coprifuoco. Non avevamo dubbi!
“Non ha senso una restrizione alle 22.00 piuttosto che alle 23.00 o alle 24.00 - sostiene in modalità politico alternata alla modalità imprenditrice -
Ciò che serve è un forte senso civico da parte dei gestori di attività e dei clienti, così come controlli mirati sulle attività che non rispettano le regole…”.
Poco più sotto, il classico “amarcord” sull’Olivetti e un feroce attacco agli errori commessi da De Benedetti, tanto “finanziere”
e poco “industriale” e pure a Beppe Grillo per la sua sua scarsa qualità umana.
Finita qui? Mancava la modalità "fatti propri". Eccola:
“Finalmente - esorcizza
- i parrucchieri hanno riaperto e noi donne siamo tornate a farci piega e colore”.
In attesa della "modalità aereo" altro non ci resta che ipotizzare l'originale colore della chioma e della ricrescita...