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27 Aprile 2021 - 12:27
E’ prevista per fine maggio la chiusura definitiva della filiale fontanettese della Banca Popolare di Novara, unico istituto bancario presente in paese. Un duro colpo per i correntisti che dovranno uscire dal territorio comunale per effettuare operazioni bancarie allo sportello. La notizia era nell’aria già dallo scorso gennaio, ma clienti e Amministrazione comunale speravano in un ripensamento da parte dei dirigenti del Banco Bpm, gruppo a cui attualmente appartiene anche la Banca Popolare di Novara.
Il nuovo punto di riferimento per i correntisti fontanettesi sarà la filiale del Banco Bpm a Crescentino, in piazza Garibaldi, salvo diverse disposizioni da parte del cliente. Forse ai tempi dell’internet banking questa notizia può apparire priva di importanza, addirittura obsoleta, ma occorre ricordare che l’utilizzo delle nuove tecnologie è ancora un ostacolo per molte persone, soprattutto tra la popolazione anziana, inoltre la chiusura della filiale lascia in sospeso una questione: il futuro dello sportello Atm, il “bancomat” che tutti noi utilizziamo per prelevare. La Banca non ha ancora comunicato quale sarà la linea adottata per il servizio di prelievo automatico tramite bancomat o altre carte; un’eventuale chiusura dello sportello Atm lascerebbe Fontanetto Po senza un servizio che permetta di prelevare contanti da uno sportello automatico, poiché anche la Posta del paese è sprovvista di servizio Atm. La sindaca Claudia Demarchi sta dialogando da tempo con Poste Italiane per attivare il punto Atm “Postamat”, seguendo il modello di Lamporo, dove, prima dell’installazione dello sportello, avvenuta nel 2019, la popolazione era priva di strumenti comodi per il prelievo di contanti.
Demarchi ha tentato di opporsi anche alla chiusura della filiale della Banca Popolare di Novara, coinvolgendo anche la Prefettura, ma senza arrivare ad una soluzione condivisa con i vertici della Banca: «Ritengo non trovi giustificazione alcuna - ha dichiarato - che per mere ragioni aziendali si pregiudichi la presenza di servizi essenziali per un piccolo comune quale è il servizio bancario, considerando che molti utenti sono persone anziane che incontrano difficoltà ad operare via internet».
La sindaca ha inoltre sollevato il problema della manutenzione delle abitazioni che vengono messe all’asta dai Tribunali, su istanza delle banche che le hanno pignorate ai loro debitori, e rimangono invendute per diversi anni: qualcuno deve comunque provvedere alla messa in sicurezza di edifici pericolanti.
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