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20 Aprile 2021 - 12:35
CHIVASSO. Recovery Plan, Castello fa la spesa: chiesti 53 milioni di euro. Con la delibera di Giunta numero 60 del 15 aprile 2021 l’amministrazione comunale chivassese ha approvato le proposte di interventi che il nostro Comune sottopone a Governo e Regione nell’ambito del “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”, meglio noto come Next Generations o Recovery Fund o altrimenti.
Sono 19 interventi per complessivi 53.156.000 euro. Ogni intervento è descritto sommariamente con poche righe - a volte una sola - accompagnate dal costo. La delibera parla di “schede” e documenti nei quali gli interventi vengono illustrati nei dettagli. Però tali schede non sono state allegate alla delibera pubblicata nell’albo pretorio e quindi per ora dobbiamo accontentarci dei titoli.
Pubblichiamo a parte l’elenco del Comune e qui facciamo solo qualche rapidissima considerazione su alcuni degli interventi proposti.
Il Comune chiede 10 milioni di euro per la gestione post operativa e per l’Attività di Messa in Sicurezza Permanente delle discariche Chivasso 1, 2 e 3. Solo le tre discariche delle quali continua ad essere proprietario il Gruppo Waste Italia / Innovatec di Pietro Colucci attraverso le sue società controllate: prima SMC, ora SGRA. La proprietà è obbligata a eseguire la cosiddetta “bonifica” (Messa in Sicurezza Permanente) della Chivasso 1 e della Chivasso 2, e le operazioni di post gestione della Chivasso 3. Evidentemente non lo fa, o non lo fa abbastanza, o il Comune prevede che non lo farà integralmente: ed ecco perché l’amministrazione domanda ben 10 milioni di euro allo Stato. Per Chivasso, e in generale per il pubblico, le discariche sono state veramente un affarone….
Il Comune chiede 2.500.000 euro per la “realizzazione di opere infrastrutturali/idrogeologiche per la protezione dell’abitato di Chivasso e frazioni” e 10.000.000 di euro per la costruzione di “scolmatori per la protezione dell’abitato di Chivasso e frazioni”.
Se comprendiamo bene – in attesa di leggere le schede – i due milioni e mezzo dovrebbero servire alla riparazione delle sponde dell’Orco e forse del Malone. Ci riferiamo ad esempio alla tanto attesa costruzione dell’”argine” di Pratoregio: la progettazione è cominciata nel 2018 e solo a dicembre 2020 è stata finalmente affidata la redazione del progetto definitivo esecutivo. Ma un conto è il progetto e un conto è la realizzazione. L’argine costa circa 900.000 euro e non sappiamo ancora se i soldi ci sono.
Inoltre, il Comune vorrebbe 10 milioni di euro per costruire degli scolmatori. Dove? Dopo le alluvioni del 1994 e del 2000 nella parte Ovest di Chivasso - tra il Po, l’Orco e la roggia San Marco - sono stati fatti o migliorati ben quattro scolmatori o corsi d’acqua. Tutti con la medesima funzione: raccogliere, in caso di piena, l’acqua in eccesso della roggia san Marco e convogliarla nell’Orco o nel Po per evitare che allaghi Chivasso. Sono lo scolmatore di Pratoregio, il rio Palazzolo, il rio Nuovo Orchetto e il rio Orchetto. Bastano a proteggere Chivasso? Nella lunga controversia sul PPE “Mauriziano” il Comune ha sempre sostenuto che bastano. Tanto che hanno superato il famoso “collaudo” del 2006. Solo che il TAR nel 2017 e il Consiglio di Stato nel marzo 2021 hanno messo in dubbio che queste opere siano sufficienti a porre Chivasso in sicurezza. Che cosa ha in mente oggi l’amministrazione comunale? Ritiene che debbano venire costruiti altri scolmatori in Chivasso Ovest? O che si debbano modificare o potenziare quelli esistenti?
A meno che il Comune pensi di impiegare i 10 milioni di euro per realizzare degli scolmatori anche in Chivasso Est, o Nord-Est. Per qualche anno è comparso nel piano triennale delle opere pubbliche lo scolmatore della roggia Campagna, anche detto di Betlemme e Borghetto. Costo circa 5 milioni. Un progetto discusso sia per il costo sia per i dubbi sulla sua utilità. Poi è scomparso dalla programmazione comunale. L’amministrazione sta meditando di riesumare quel progetto?
Con un contributo di 1 milione di euro l’amministrazione di Claudio Castello vorrebbe digitalizzare l’archivio cartaceo di tutto l’ente (storico, di deposito e corrente).
Applausi! Purché poi l’archivio venga reso facilmente accessibile ai cittadini. Con la massima trasparenza. Parliamo ad esempio del cosiddetto “storico” degli atti amministrativi: fino a qualche tempo fa gli atti del Comune rimanevano pubblicati nell’albo pretorio, nella sezione “storico”, per qualche anno. A disposizione di tutti, e gratis. Ora lo “storico” è stato soppresso, e gli atti rimangono in pubblicazione solo 15 giorni. Poi devi litigare con gli uffici comunali per averne copia. Perché Chivasso ha eliminato lo storico mentre Città Metropolitana l’ha conservato?
1. Discariche Chivasso 1, 2 e 3 gestione post operativa e Attività di Messa in Sicurezza Permanente. € 10.000.000,00
2. Realizzazione di opere infrastrutturali/idrogeologiche per la protezione dell’abitato di Chivasso e frazioni. Euro 2.500.000,00
3. Realizzazione di scolmatori per la protezione dell’abitato di Chivasso e frazioni. Euo 10.000.000,00
4. Intervento di demolizione e bonifica dell’immobile sede dell’ex scuola materna “A. Marsan” e recupero dell’area attraverso una riqualificazione della stessa con interventi che consentano la realizzazione di spazi ludico-ricreativi al servizio della vasta zona residenziale esistente. Euro 1.500.000,00.
5. Riqualificazione e bonifica ambientale comprendente la rimozione della linea ferrovia dismessa in prossimità dello stabilimento “Ex Lancia”. Euro 450.000,00
6. Interventi di risanamento strutturale opere in c.a dei cavalcaferrovia presenti sul territorio comunali interessati dal transito della linea ferroviaria Torino - Milano . Euro 600.000,00
7. Realizzazione di un sistema integrato di monitoraggio del territorio ed allertamento della cittadinanza in tema di protezione civile. Euro 300.000,00
8. Intervento di efficientamento energetico edifici comunali. Euro 5.000.000,00
9. Digitalizzazione archivio cartaceo di tutto l’Ente (storico, di deposito e corrente). Euro 1.000.000,00
10. Implementazione impianto videosorveglianza comunale. Euro 1.000.000,00
11. Progetto di valorizzazione del bene demaniale denominato “Cinecittà” in piazza del popolo a Chivasso, ai sensi del federalismo culturale (art. 5, comma 5, del d.lgs 85/2010). Recupero del fabbricato demaniale esistente in forte degrado per destinarlo a nuovo teatro comunale (da 200 posti circa) con annesso parcheggio pubblico ubicato nell’area cortiliva adiacente. Euro 3.900.000,00
12. Intervento di restauro e risanamento conservativo del fabbricato storico, ex tenuta sabauda, presente in fr. Mandria di Chivasso, finalizzato al recupero e alla valorizzazione dell’immobile onde destinarlo ad ospitare soggetti con disabilità gravi. Euro 5.000.000,00
13. Ciclovia lungo il canale Gazzelli in coerenza con i percorsi ciclabili già in sviluppo sul territorio regionale e sovraregionale. Euro 5.000.000,00
14. Realizzazione di piste ciclabili per i collegamenti con le frazioni Torassi, Mandria e Betlemme. Euro 1.500.000,00
15. “DA PONTE A PONTE: riqualificazione spondale in Chivasso dal ponte sul torrente Orco al ponte sul fiume Po con recupero area ex cava Buzzi”: si propone di riqualificare le aree interessate in termini naturalistici, ambientali e infrastrutturali, configurando un centro per il turismo fluviale, lo sport e le attività didattiche. Euro 3.400.000,00
16. Realizzazione di parcheggio a servizio dell’area mercatale comunale. Euro 1.000.000,00
17. Progetto “Chivasso - Città dei bambini”. Euro: 360.000,00.
18. “Arte, legalità e cultura”. Promozione turistica del territorio chivassese. Euro: 514.000,00
19. Social Innovation - Comunità locali resilienti “La scuola delle mamme per il lavoro”.Euro: 132.000,00
Totale: Euro 53.156.000,00
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