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VENARIA. La toppa e il buco

VENARIA. La toppa e il buco
La toppa l’ha messa la giunta quando si è accorta di aver dimenticato di approvare la modifica del Piano anticorruzione comunale, approvato nel febbraio 2020 dal Commissario prefettizio Ferraris. E così, lo scorso 29 marzo, la giunta è corsa ai ripari approvando in gran fetta la delibera. Infatti, durante il Consiglio comunale del 26 marzo (3 giorni prima), avevamo fatto notare il buco. E cioè che la sbandierata rotazione dei dirigenti imposta per legge non era prevista dal Piano anti corruzione del Comune. Anzi era previsto esattamente il contrario, la non rotazione dei dirigenti in quanto “…la dotazione organica dell’ente è assai limitata e non consente, di fatto, l’applicazione concreta del criterio della rotazione. In quanto non esistono figure professionali perfettamente fungibili”. Questo recitava l’ultimo Piano approvato dal Commissario prefettizio Ferraris, nel febbraio 2020. Quindi, quello vigente, sia il 2 febbraio 2021, quando la giunta ha deliberato la riorganizzazione dell’Ente e la rotazione dei dirigenti, sia lo scorso 26 marzo, in Consiglio comunale, per l’approvazione del bilancio preventivo che recepiva tale deliberazione. In sintesi, la deliberazione del 2 febbraio e il bilancio preventivo del 26 marzo mancano almeno del presupposto formale, giacché il Piano vigente (modificato alla bisogna soltanto ex post il 29 marzo) prevedeva la non rotazione. Se restava il dubbio che la rotazione dei dirigenti avesse altre motivazioni. Adesso è fugato. Ancora una volta, come la questione don Mosso e la mozione antifascista, le cose non stanno come ci vengono raccontate dalla maggioranza. E per scoprirlo non serve neanche fare congetture, basta ascoltarli e leggere gli atti che fanno. Il classico caso che non sai scegliere se è peggio la toppa o il buco.
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