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29 Marzo 2021 - 14:48
Sabbia nei tubi dell’acqua, in grandi quantità. E dopo un mese di lamentele e richieste di intervento, l’anomalia non è ancora del tutto risolta. Accade nel condominio di via Monviso 34, nel quartiere Borgo Nuovo, in particolare nella scala A. La prima segnalazione effettuata dai residenti alla SMAT, la Società Metropolitana Acque Torinesi, risale a fine febbraio quando lavatrici e caldaie si erano bloccate a causa dei sedimenti ritrovati nei filtri degli elettrodomestici. Dieci famiglie alle prese con acqua contaminata da sabbia. “Le lavatrici ad un certo punto hanno cominciato a non prelevare più acqua, pensavamo fosse soltanto un problema causato da un calo di pressione nelle tubature - racconta Emilio Guarracino, uno dei residenti, pensionato e fondatore dell’associazione Campania, rimasta attiva fino al 2016 - . Quando ho voluto verificare se l’attacco del rubinetto avesse qualche anomalia, ho trovato grumi di sabbia nei filtri, un sedimento così spesso da non far passare l’acqua. Ci siamo ritrovati sui pianerottoli a far vedere cosa avevamo trovato nei tubi”. Stessa cosa per quanto riguarda le caldaie: l’acqua, oltre a non scorrere bene, ha finito per inchiodare la pompa di ricircolo. “Così abbiamo dovuto chiamare l’assistenza per tre volte - continua il racconto Emilio Guarracino - E non essendo un guasto della caldaia, oltretutto cambiata da poco tempo, non poteva essere riparata con la garanzia. Un problema che si è ripresentato con le lavastoviglie e con le valvole dei rubinetti. Ora, questi danni, può risarcirli qualcuno? Perché io ho cercato delle risposte, ma nessuno mi ha ancora detto niente”. L’ufficio dell’amministratore del condominio è la Reale Immobile di Torino: anche le richieste di spiegazioni inoltrate alla Smat non hanno avuto seguito. Dopo due settimane di telefonate, sono intervenuti i tecnici dell’acquedotto: quando hanno smontato i tubi è fuoriuscito un fiume di sabbia. I cittadini hanno avvisato anche la Polizia Municipale per poter contare su un’autorità locale sul posto che potesse raccogliere testimonianze verbali e fotografiche. Sono stati fatti anche dei prelievi per fare una valutazione chimica e analitica. “Hanno messo un bypass sulla tubatura, per farla scorrere credo, e ora da due settimane l’acqua di rete viene scaricata in un tombino - continua Guarracino - pochi giorni fa si celebrava la giornata mondiale dell’acqua e stavo pensando che è davvero un peccato sprecarla così”. Il risultato delle analisi non è ancora noto, ma a quanto dicono i residenti sembra che l’acqua abbia un buon aspetto. “Se ci fosse stato qualcosa di pericoloso, ci avrebbero avvisato - aggiunge Guarracino - . Ci avevano detto che in 12 o 24 ore avremmo avuto l’esito delle analisi, invece non sappiamo niente dopo quindici giorni”. E adesso, tutti i danni provocati chi li risarcirà? “Bella domanda. Noi oggi non lo sappiamo ancora - conclude - . Qui siamo in dieci famiglie, tutti hanno avuto qualche problema con gli elettrodomestici. Non sappiamo ancora a chi dobbiamo rivolgerci”. L’origine della sabbia nei tubi dell’acqua non ha ancora una spiegazione e non si sa quante famiglie del Borgo Nuovo, con precisione, siano state interessate da questa anomalia. In via Monviso 34, intanto, si attendono risposte.
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