AGGIORNAMENTI
Cerca
29 Marzo 2021 - 14:32
In foto, Renato di Napoli e Giovanni Malagò, Presidente del Coni
Renato Di Napoli, il 6 marzo, è stato rieletto alla guida della Federazione Italiana Tennis Tavolo. Per lui, è il secondo mandato consecutivo dopo avere ricoperto la carica di presidente nazionale dal 15 ottobre del 2016. Sanmaurese d’adozione – è nato a Napoli nel 1954 – nel 1990 sale al comando delle squadre pongistiche del dopolavoro delle Poste Italiane, per cui lavorava dal 1980, e nel 1997 fonda la squadra Tennis Tavolo Torino. In seguito tanto lavoro anche dietro le scrivanie, che l’ha portato a capo del Mttu, l’Unione del Tennis Tavolo Mediterranea, a cui fanno riferimento anche i Paesi che asiatici e africani che hanno sbocco sul mare. L’abbiamo raggiunto per commentare il suo successo personale.
È stata una vittoria sul filo del rasoio, perché il suo avversario, Marcello Cicchiti, ha ottenuto più del 48% dei voti.
«Sono molto soddisfatto di questo risultato, e, come ho detto più volte, sono grato sia a chi mi ha votato sia a chi non mi ha votato. Devo ringraziare tutto il movimento, che in questo momento sta attraversando grandi difficoltà»
Lei è stato in carica prima della pandemia. Come ha influito, sulla vostra disciplina, l’emergenza sanitaria?
«Bisogna distinguere il pre-Covid dalla fase attuale, e magari immaginare un post-Covid. Prima del 2020 il nostro movimento sportivo si trovava in forte ascesa. Nelle scuole avevamo messo in piedi il progetto “Racchette in Classe” insieme alla “federazione Tennis” e alla “federazione Tamburello” (Fit e Fipt), e grazie al supporto del Miur abbiamo avuto un grande successo nel biennio 2018-19»
Inoltre avevate intrapreso anche delle iniziative con ragazzi portatori di disabilità...
«Si trattava del progetto “TennistavolOltrè” che è stato un lavoro a 360 gradi, che includeva la partecipazione anche dei genitori, degli operatori e delle figure che partecipano alla loro inclusione»
Tuttavia ora è tutto bloccato a causa della pandemia. Quali paracadute avete approntato per salvare il “salvabile”?
«Ci siamo resi conto della fragilità delle nostre strutture. Le palestre scolastiche erano la “casa” del nostro sport, e le società si sono trovate prive di sedi dove poter esercitare. Tuttavia la debolezza riguarda anche la fragilità economica delle associazioni sportive, che naturalmente si basano sui contributi dei tesserati e sugli sponsor. Nel giugno 2020 abbiamo perciò progettato una variazione al bilancio, per destinare dei ristori alle società. Una parte di voucher, per coprire le quote di tesseramento; un’altra riservata alle realtà dove l’attività è ripresa, sotto forma di contributi di emergenza, per coprire i costi di tamponi, l’igienizzazione delle strutture»
Nella precedente intervista rilasciata a La Voce (9 maggio 2018) sentiva nostalgia di San Mauro, per il tanto tempo speso a Roma, in Federazione.
«Ora sono a casa, ma a dire il vero sono un poco rammaricato per il trattamento di indifferenza che ho ricevuto da questa città: l’amministrazione locale, nonostante i traguardi che ho ottenuto da cittadino sanmaurese, non mi ha mai degnato neppure di un telegramma».
Fabrizio Walter Artero
Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.