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A Ivrea l'Asl To4 "sperpera" 300 mila euro di affitti all'anno e lascia marcire gli immobili di proprietà

A Ivrea l'Asl To4 "sperpera" 300 mila euro di affitti all'anno e lascia marcire gli immobili di proprietà

Ex Artigianelli

Della convenzione che lega l’Asl To4 alla Clinica Eporediese, di proprietà del Policninico di Monza, abbiamo già parlato, su queste stesse pagine, negli scorsi mesi. E sono la bellezza di 17 milioni e mezzo di euro per il 2020 e circa 70 milioni di euro negli ultimi quattro anni “regalati” (tra virgolette) ad un operatore privato che agisce in concorrenza con la sanità pubblica, peraltro scegliendo le attività più convenienti  e profittevoli. La scorsa settimana ci abbiamo aggiunto i costi per le manutenzioni “a tavolino”  di pronto intervento di natura edile ed impiantistica da eseguirsi a qualsiasi titolo e in tutti i presidi sanitari, che, per l’intera Asl To4, ammonteranno, stando al bando di gara quinquennale in corso, a circa 14 milioni e 159 mila euro.  Per il solo distretto di Ivrea parliamo di una cifra che è un pochetto di meno, pari a un milione di euro all’anno, comunque abbastanza per tirare a lucido ogni cosa. Ci stiamo concentrando sui costi così insistentemente non foss’altro che non ce la facciamo più a sentir  dire che la sanità va a ramengo, che mancano i soldi per le assunzioni degli infermieri, che nel corso degli anni ci sono stati dei tagli per accontentare l’Europa e poi, porca quella miseria, a leggere i bilanci della sanità si scopre che non s’è mai risparmiato un euro che sia uno. O meglio, che lo si è risparmiato solo nei servizi e nel personale, ma non nella gestione delle cose e nelle convenzioni. Del tutto allineata con una “malagestione” che si trascina avanti da anni  c’è la notizia, ormai datata, sulla perdita di poco meno di 38 milioni di euro legata al bilancio di previsione del 2021.  Ecco, di fronte ad una cosa del genere, uno si immagina che commissari straordinari, direttori generali e amministratori si siano subito messi pancia a terra per cercare di capire dove risparmiare e soprattutto come, senza toccare un posto letto che sia uno, senza tagliare il personale e soprattutto mantenendo inalterati tutti i servizi. Sbagliato.  A chirarirci che l’attuale commissario straordinario Luigi Vercellino sta governando l’azienda come hanno fatto i suoi predecessori, senza cioè fare alcun valore aggiunto, ci basta un’analisi degli affitti e del patrimonio a disposizione. La domanda è banale ma a quanto pare non tanto scontata. Quale azienda privata continuerebbe a pagare qualcosa come 304 mila euro all’anno (propio così, avete capito bene) per occupare una casa d’altri se avesse a disposizione degli immobili di proprietà?  Solo un imprenditore non tanto furbo o un mecenate in vena di liberalità. Fiato alle trombe e rullo di tamburi... A guardare l’elenco ufficiale degli immobili, recentemente aggiornato dall’Asl To4, quel che immediatamente salta all’occhio, è il canone di 140 mila euro per l’edificio di via Aldisio (Ex Artigianelli) di proprietà dell’Istituto Canonico Cuniberti, vale a dire la Diocesi di Ivrea. Il contratto scaduto il 31 dicembre del 2017 è stato rinnovato al ribasso per i prossimi sei anni (prima il canone era di 252 mila euro...) cioè fino al 2023. In via Aldisio trovano ancora spazio il Sert (servizio per le tossicodipendenze), un pezzo di “igiene degli alimenti” (ma non tutta), un ambulatorio per le vaccinazioni, un pezzo di veterinaria (ma non tutta), un pezzo di ufficio tecnico (ma non tutto), un po’ di informatici (ma non tutti), un po’ di ingegneria clinica (ma non tutto) e il centralino. Il magazzino al piano terra è occupato da “lastre” (proprio così: lastre) che potrebbero benissimo essere buttate. Tutto bene e tante grazie per il ribasso?  Eh no,  non foss’altro che, stando agli accordi a suo tempo sottoscritti con la Regione, quel che c’è qui lo si sarebbe dov
Asl di via Costantino Nigra
uto trasferire nel nuovo poliambulatorio di  via Gingzburg. Non solo non lo si è fatto ma a quanto pare non lo si farà almeno fino al 2029 considerando che gli affitti prevedono sempre un rinnovo di sei più sei. Nel frattempo (altro che manutenzioni periodiche e costanti) si è però riusciti a mandare a “ramengo” l’ex Poliambulatorio di corso Costantino Nigra (che invece, toh guarda, è di proprietà dell’Asl To4) dove un tempo operava proprio il Sert spostato in via Aldisio e il centro di riabilitazione visiva. Quel che fa ridere è che l’immobile di via Costantino Nigra tutto sommato non necessiterebbe  di particolari adeguamenti ma quello di via Aldisio sì. Manca infatti un accesso per i disabili, manca un ascensore e delle certificazioni anticendio e sulla sicurezza  non se n’è mai vista traccia. Chi lavora in via Aldisio, comunque non se n’è mai lamentato,  felice come una Pasqua di poter contare su di un bel piazzale per parcheggiare la propria auto. Contenti loro, contenti tutti! E la chiudiamo qui, con la consapevolezza che solo i sindaci, se lo vorranno, potranno obbligare un direttore generale o un semplice commissario per quanto “straordinario” ad un cambio di passo vero. Come?  Spulciando una delibera dietro l’altra, chiedendo lumi e pezze giustificative.   Facendo insomma quel che compete loro e che è scritto nero su bianco nel cosiddetto “Atto Unico” aziendale. “Il ruolo dei Sindaci nella programmazione e nella valutazione dei servizi sanitari è garantito dalla normativa - si legge - Il confronto costante con tali figure rappresenta per l’A.S.L. TO4 la modalità ordinaria nei percorsi di programmazione aziendale e distrettuale...” S’aggiunge il grande potere “inutilizzato” della “conferenza” presieduta dal sindaco di Ivrea Stefano Sertoli.  Tra le altre cose, concorre alla definizione degli indirizzi generali di programmazione socio-sanitaria, esamina ed esprime parere sul bilancio pluriennale di previsione e sul bilancio di esercizio; può richiedere alla Regione la revoca del Direttore Generale e può esprimere proposte e valutazioni sull’andamento dell’A.S.L.
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