CHIVASSO. Sopravviviamo al Covid solo grazie alla nostra passione. Tante poltrone rosse, luci soffuse e un palco che fa da sfondo, in una sola parola teatro. Un mondo che ormai da un anno, a causa della pandemia, si è fermato ed in questo suo stop, ha portato con sé una serie di conseguenze, che oltre a mettere in pausa i tanti spettacoli, non ha permesso ad un’intera categoria di professionisti di lavorare.
Una problematica importante, su cui si esprime anche la Presidente dell’associazione chivassese Hetairos, Mariella Orlando che dice: “Il teatro al momento "sopravvive" solo grazie alla passione di chi crede in questa arte, che ha reinventato delle forme di divulgazione che consentono di andare avanti. Non è un settore a cui sono state dedicate delle attenzioni, poiché è sempre stato considerato una "cenerentola" sotto l'aspetto economico. Eppure è un settore che impiega un indotto importantissimo di artisti, di artigiani dello spettacolo e che veicola "cultura" in maniera incisiva. Il teatro sopravvive da 2500 anni perché si basa su arti dal vivo, sul contatto e sulla fisicità, che trasmettono un'emozione, che solo l'energia che si crea in presenza, riesce a trasmettere. Per cui come diceva Eduardo ‘Adda passà a nuttata" e quindi restiamo in attesa, continuando a lavorare ai nostri spettacoli con delle prove a distanza, perché possa essere riammessa la possibilità di effettuare delle rappresentazioni dal vivo.”
Hetairos, associazione ormai rodata nel mondo del teatro, è nata nel gennaio 2019 da un’idea di Alessio Boccuni, Rossella Sepede, ex liceali della sezione classica del Newton di Chivasso e di Mariella Orlando. Una realtà che ha già collezionato diversi successi, andando anche oltre il confine piemontese e che anche oggi, nonostante le effettive difficoltà non demorde.
“La nostra associazione – continua ancora la presidente Orlando - è costituita da un target giovane, per cui si vive male l'inerzia e si scalpita per tornare in scena. Abbiamo la fortuna di approfondire in primis testi greci, che sin dalle loro antiche rappresentazioni, non si basavano sul contatto fisico, di conseguenza, con degli accorgimenti, in scena si riescono a rispettare i distanziamenti imposti dalla normativa. Allo stato attuale, si sta lavorando sulla parte relativa allo studio dei testi e allo sviluppo narrativo della rappresentazione. Ma non appena possibile, sarò però necessario implementare la parte di interazione in presenza, affinché si possa portare in scena, il lavoro di questo periodo. La carica adrenalinica che trasmette il palco è indispensabile per una buona riuscita di uno spettacolo e sinceramente credo poco agli spettacoli on line, se non per colmare un vuoto provvisorio con dei ricordi”.
Tante le aspettative, ma soprattutto le riflessioni che ruotano intorno a questo mondo, che indubbiamente la pandemia ha totalmente stravolto.
“Ora - conclude la presidente Orlando - mi aspetto un'attenzione maggiore sia verso il teatro professionale, ma anche verso tutte quelle micro realtà che con enormi sacrifici hanno tenuto duro. Ma soprattutto credo che un paese che si deve riscostruire, debba ripartire sempre dalla cultura e dalla propria storia”.
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