AGGIORNAMENTI
Cerca
23 Marzo 2021 - 07:53
Fisici ma anche psicologici.
C’è una frazione di Chivasso che vive una sorta di “mobbizzazione” da parte dell’amministrazione del sindaco che in piena campagna elettorale s’è messo a cantarsela e a suonarsela ovunque, tranne che qui, la terra dei Pogliani. La terra di mezzo o la terra di nessuno. Di sicuro non la terra di Castello.
Buona per giocarci una campagna elettorale e per poi sparire fino al prossimo giro.
Un po’ come hanno fatto tutti i primi cittadini che si sono alternati alla guida di Palazzo Santa Chiara negli ultimi anni.
Là dove c’era l’erba ora non c’è una città ma una montagna di rifiuti: quelli della discarica di regione Pozzo. Con tutti i problemi ambientali connessi, oltre all’evidente svalutazione delle abitazioni per i 121 residenti che vivono sotto il Comune di Chivasso (gli altri 70 sono “sotto” Montanaro e un po’ meglio forse se la passano).
E’ infinita la lista di problemi lamentati dai poglianesi: tutte le strade della frazione sono un buco dietro l’altro, non hanno nemmeno la linea di mezzeria a dividere le corsie. Mancano le videocamere che erano state promesse in campagna elettorale e, cosa non da poco, manca addirittura l’allacciamento alla rete fognaria: per i residenti fare la pipì o la cacca e non pensarci più, com’è per tutti i popoli occidentali, è un optional che s’è fermato in strada della Carletta.
La Smat ha infatti posato il tubone fognario, ossia la dorsale, sotto la via che collega l’area Chind ai Pogliani, ma s’è fermata prima delle case della frazione.
Nell’abitato non ci è entrata, bloccandosi a circa ottanta metri.
Morale della favola: i chivassesi dei Pogliani se la passano malissimo mentre tutti i loro concittadini delle altre frazioni vivono una seconda primavera. Una nuova giovinezza.
E’ evidente la differenza di trattamento tra chi abita intorno alla discarica di Regione Pozzo e chi la casa ce l’ha a Mandria, Boschetto e Betlemme, ad esempio. Qui a Mandria, Betlemme e Boschetto l’allacciamento alla rete fognaria, dove non è arrivato, sta correndo veloce proprio in queste settimane per arrivare ad allacciare ogni numero civico.
Qui, a Mandria, Betlemme e Boschetto, ci sono i progetti per rifare le strade, le piazze, le fioriere.
Addirittura, sta per atterrare l’internet gratuito.
Sì, avete capito bene: la possibilità di navigare con lo smartphone, il tablet, il pc o qualsiasi altro dispositivo senza tirar fuori un centesimo di euro, semplicemente collegandosi agli hot-spot che verranno posizionati con l’iniziativa “WiFi4Eu” che offre la possibilità ai comuni di richiedere un buono per un valore di 15.000 euro per installare apparecchiature wi-fi negli spazi pubblici.
A Chivasso, con questo contributo, verranno comprati 13 hot spot nuovi che si aggiungeranno ai 19 già esistenti. I nuovi apparati, oltre a Palazzo Municipale e alla biblioteca Mome, verranno posizionati ai giardini di viale Cavour, alla Chiesa Madonna del Santo Rosario in corso Galileo Ferraris, al parco Bennet, in viale Piazza d’Armi e, udite udite, nelle piazze di Mandria, Betlemme e Boschetto...
Per la cronaca, in piazza Assunta a Castelrosso - la frazione più numerosa della città -, l’hot spot per l’internet gratuito c’è già.
Domanda: ma se voi foste cittadini dei Pogliani, come vi sentireste?
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.