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SETTIMO. Le scuole non erano da chiudere “Un peso enorme per gli alunni”

SETTIMO. Le scuole non erano da chiudere “Un peso enorme per gli alunni”

I presidenti dei consigli d’Istituto. A destra Vittorio Vagelli (Settimo I). A sinistra, Hayde’ Apollonio (Settimo III), Margherita Longo (Settimo I), Pietro Protino (Settimo IV), Michele Uras (Settimo II)

Basta con la didattica a distanza. È il grido che molti genitori di Settimo hanno voluto esprimere come dissenso alle restrizioni scolastiche date dall’ultimo DPCM. Un grido che è stato raccolto dai quattro presidenti dei Consigli d’Istituto dei rispettivi Comprensivi di Settimo, Hayde’ Apollonio, Margherita Longo, Pietro Protino, Michele Uras, e dal Comitato Priorità alla Scuola Piemonte che hanno scritto una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale, Carmen Vizzari e che verrà sottoposta al Consiglio comunale del 25 marzo.

Una lettera che denuncia come la DAD (didattica a distanza) non sia la soluzione migliore per contenere la diffusione della pandemia, ma soprattutto non rispetta l’uguaglianza scolastica, poiché si inserisce in un momento storico complesso, in un sistema sociale non paritario dove non tutti hanno le stesse possibilità. Genitori assenti per motivi di lavoro, computer non sufficienti per i membri della famiglia, la mancanza di spazi in casa per fare tranquillamente le lezioni a distanza. Ma, soprattutto, è una lettera che evidenzia come il problema del contagio non sia all’interno delle scuole che hanno fatto tantissimo per rendere sicuri aule e ambienti.

“La scuola è un’istituzione di primaria importanza-  ha affermato Vittorio Vagelli del Consiglio d’Istituto del Comprensivo Settimo I - e tutti noi, amministrazione compresa, siamo responsabili verso gli alunni, grandi e piccoli, che sono il nostro futuro. Non è possibile chiudere le scuole mentre si tengono aperte altre attività potenzialmente molto più pericolose. La scuola ha fatto tantissimo per la prevenzione e non è giusto penalizzare ancora i bambini e i ragazzi che insieme alle famiglie stanno sopportando da un anno un peso enorme”.

“In merito a quanto comunicato insieme ai miei colleghi Presidenti dei Consigli d’Istituto - ha sottolineato Pietro Protino, Presidente del Consiglio di Istituto di Settimo IV, - ribadisco che sia necessario far tornare i ragazzi a scuola in presenza per tanti motivi, uno dei quali, che ritengo molto importante, è la perdita della socialità tipica dei momenti di gioco e di ricreazione. È vero che forse a casa i ragazzi sono più al sicuro, ma non tutti hanno dei genitori che possono essere presenti durante la didattica a distanza. Inoltre, ci sono difficoltà che gli insegnanti incontrano a livello informatico a causa di carenze di competenze per compiere anche semplici azioni, mentre per i genitori la prospettiva è ancora più complessa perché non conoscendo il mezzo ne hanno timore. A tutto questo si aggiungono molti problemi di connessione che non rendono costanti  e continue le lezioni”.

“Siamo consapevoli della drammaticità sanitaria che stiamo vivendo da un anno a questa parte - ha aggiunto Margherita Longo, presidente del Consiglio d’Istituto Comprensivo Settimo I, - però crediamo che il problema del contagio non sia la scuola, ma è quello che accade fuori dagli istituti. Ed è per questo motivo che abbiamo redatto il comunicato, proprio per denunciare che chiudere le scuole non fa bene a nessuno, anzi danneggia tutti: alunni, famiglie e insegnanti”.

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