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SETTIMO. “La variante inglese mi stava uccidendo”: la testimonianza

SETTIMO. “La variante inglese mi stava  uccidendo”: la testimonianza

In foto, Alessandro Smeriglio vive a Pescara ma ha vissuto a Settimo per tanti anni insieme alla sua famiglia di commercianti nel campo degli audiovisivi

Alessandro Smeriglio, cresciuto a Settimo, è stato intervistato dai giornalisti delle telecamere di LA7: la sua vita è stata sconvolta dal Covid, in particolare dalla variante inglese. E’ stata una valanga, travolto dai sintomi e messo a dura prova da una polmonite bilaterale. Tutto è cominciato il 18 febbraio: sua moglie è stata la prima a manifestare la febbre e il tampone aveva dato esito positivo. “Fino al 20 febbraio, pensavo di essere asintomatico - racconta - . Poi il virus è esploso con una violenza devastante. In pochissime ore, mi è venuta la febbre altissima, dolori articolari, facevo fatica a respirare e con un dolore ai polmoni pazzesco. Abbiamo sottovalutato che il virus potesse ritornare più cattivo”. E’ stato ricoverato d’urgenza quando il saturimetro ha evidenziato un valore di ossigeno troppo basso nel sangue. “Di conseguenza, la corsa in ospedale con il 118 - racconta con un filo di voce - . La Tac ha evidenziato una polmonite bilaterale. Mi hanno già detto che avrò danni permanenti ma non so ancora quanto gravi. Devo stare a riposo assoluto ancora per venti giorni”.

Ora Alessandro non è più positivo, ma vive con una bombola di ossigeno vicino al proprio letto. Anche davanti alle telecamere di La7 è stato necessario utilizzarne un po’. “Mi hanno trattato subito con una cura sperimentale  a base di cellule monoclonali, hanno fatto tutto con i tempi rapidissimi - racconta Alessandro - Pochi giorni prima avevo perso un mio collega. Dopo la cura monoclonale, mi hanno ricoverato in medicina d’urgenza Covid”. Durante l’intervista televisiva, ha raccontato che in reparto con lui c’erano anche tanti giovani sotto i trent’anni. “A carica virale negativa per questioni relative alle urgenze mi hanno dimesso e mandato a casa, ma ho dovuto promettere di non fare sforzi e di curarmi - racconta - con antibiotici, cortisone, eparina, vitamine di ogni genere, bronco dilatatori per respirare. Ora non rischio la vita per fortuna, ma il percorso è lunghissimo. Ed è difficile, psicologicamente e fisicamente. Un giorno magari fai un passo avanti e il giorno dopo ne fai due indietro e ti senti crollare tutto ma fortunatamente ho una famiglia fantastica e una moglie meravigliosa”.

Alessandro ha due figli, Simone di 20 anni e Silvia di 14, entrambi asintomatici. “Mia moglie ha avuto sintomi non così devastanti e i ragazzi non hanno avuto sintomi - aggiunge Alessandro -  non avrei mai sopportato che potesse succedere ad uno di loro”. Ora vive in Abruzzo da qualche anno, ma Settimo resta la sua città: “ Mi manca davvero tantissimo, come cittadino e come attività professionale - conclude Alessandro Smeriglio che, con suo papà Paolo, lavorava nel negozio Masterlab in centro - ho conosciuto tante persone, tra Comune e associazioni, e ognuna di loro mi ha arricchito umanamente. Penso a quante cose ho fatto, alle mille inaugurazioni, ho visto nascere tante cose. Resterà nel mio cuore per sempre”.  

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