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CAVAGNOLO. Suor Silvana, appello al Papa: “Adottate l’Abbazia di Santa Fede”. Il Covid sta spazzando via tutto

CAVAGNOLO. Suor Silvana, appello al Papa: “Adottate l’Abbazia di Santa Fede”. Il Covid sta spazzando via tutto

Suor Silvana di fronte ad uno degli spazi delle contadinerie allestito nelle pertinenze dell’Abbazia di Santa Fede

CAVAGNOLO. Suor Silvana, appello al Papa: “Adottate l’Abbazia di Santa Fede”. “Per mantenere un complesso come questo ci vogliono 6.000 euro al mese. Ma è da un anno che nelle nostre casse non entra nemmeno un centesimo di euro”. Suor Silvana Moncalvo non ha più lacrime da asciugare. Le ha piante tutte, dal febbraio 2020 quando il Covid s’affacciava sull’Italia e il primo lockdown incombeva sul nostro Paese. Da allora sono passati dodici mesi abbondanti e Suor Silvana Moncalvo, presidente della Comunità Siloe, ha praticamente smesso di lavorare. Lei e le altre due sorelle che tengono in vita il complesso abbaziale di Cavagnolo hanno dato fondo a tutti i risparmi, hanno venduto o finito di macellare gli animali che fino a qualche mese fa pascolavano, brucavano, correvano nei prati intorno all’Abbazia.  Hanno chiuso il negozio dove vendevano gli ortaggi coltivati nell’orto, la carne, la birra dell’Abbazia, i liquori, i biscotti, il miele. “E’ tutto finito”. Hanno chiesto aiuto ai Padri Maristi, proprietari della struttura che conta un immobile con 53 camere e 87 posti letto, dependance, casa del custode, terreni, campi da gioco, ecc... ecc... Quella di Suor Silvana è una delle voci disperate di questo Paese, un’Italia che il Covid ha messo in ginocchio. L’Abbazia di Santa Fede la conoscono tutti: è uno dei fiori all’occhiello della provincia orientale di Torino. Prima del Covid, era meta di visite di turisti, gruppi scout, pellegrini.  Da mesi non si vede più nessuno. Facciamo un passo indietro. La Comunità Siloe lavora nell’ambito dell’accoglienza, del turismo e, con la fattoria sociale “Agrisiloe”, vende ciò che produce. Dal 2014 ha in gestione Santa Fede: “Abbiamo cercato di rendere questo ambiente un luogo di sosta, di incontro, di bellezza, promuovendo spiritualità, arte, storia, cultura, amore per il creato e la giustizia sociale, attraverso l’ospitalità, il lavoro, l’accoglienza e la formazione”.  Il Covid ha spazzato via tutto. “La nostra fonte di sostentamento e la cura del complesso abbaziale sono stati, in questi anni, i pellegrini, gli scout, le parrocchie, i turisti e tutti coloro che sono passati anche solo per pochi minuti”, racconta Suor Silvana.  L’emergenza sanitaria ha però stravolto tutti i piani. Ovunque, ma soprattutto qui. Facciamo fatica a portare avanti il progetto - prosegue la presidente della Comunità -. Nel mese di febbraio, quando eravamo zona gialla, ci sono state fatte le prime prenotazioni di gruppi scout e parrocchie per il mese di marzo, ma ora che siamo tornati in zona rossa è stato tutto annullato. Ogni incontro, ogni evento. La nostra comunità non sa più cosa inventarsi per sostenere questa immensa realtà. Ci vogliono tanti soldi, che in questo momento non abbiamo nè tantomeno riceviamo dalle istituzioni perché ‘siamo figli di nessuno’... Crediamo nella provvidenza, Santa Fede è un bene comune. Non è di Silvana Moncalvo, nè delle altre sorelle. Se gira Santa Fede, gira tutto il territorio: dai bar, ai ristoranti, ai negozi. Abbiamo fatto tanto: e noi crediamo fermamente in quello che abbiamo fatto fino ad oggi. Se l’Abbazia di Cavagnolo è diventata patrimonio Unesco, il merito è anche nostro. Ma se non c’è un aiuto, in un periodo come questo, saremmo costretti ad andarcene e lasciare tutto quanto”. E’ così che lo scorso 4 marzo Suor Silvana ha scritto una lettera, un appello, un’accorata richiesta di aiuto inviata agli amici, ai pellegrini, ai fedeli, ai piemontesi, ma anche a Papa Francesco. Con 50 euro al mese, per un anno, se siamo in tanti, il complesso abbaziale di Santa Fede potrà sopravvivere al Covid - conclude Suor Silvana -. Abbiamo chiesto aiuto a fondazioni, banche, 8x1000, Regione Piemonte, Città Metropolitana, Comune, ma ad oggi la risposta è sempre stata negativa. Solo alcuni amici e sostenitori, oltre ai Padri Maristi, che ringraziamo di cuore, ci hanno aiutato in questi mesi passati. Confidiamo nella generosità e negli aiuti che potranno arrivare”. L’Iban aperto da Suor Silvana per “Adottare Santa Fede” in questo tempo di pandemia è: IT 57 S 06085 3771 00000000 23690.
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