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CHIVASSO. Imbrattata una panchina rossa. Vigliaccata contro "Michela".

CHIVASSO. Imbrattata una panchina rossa. Vigliaccata contro "Michela".

In foto la panchina rossa "per Michela" imbrattata.

CHIVASSO. Imbrattata una panchina rossa. Vigliaccata contro "Michela". Sarà capitato a tutti, passeggiando per il canale Cavour di Chivasso, di vedere tra le tante panchine del viale alberato, una panchina rossa con la scritta “Per Michela”. Una panchina importante, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne e che proprio qualche giorno fa è stata imbrattata da ignoti. Un gesto senza senso che va a colpire tutti, non solo quelle donne, che come Michela sono un simbolo e che purtroppo accade sempre più spesso. Un atto che ha colpito profondamente anche Lina Borghesio, presidente dell’associazione Punto a Capo che ha detto: “Questo gesto non può che essere considerato indegno e vigliacco, perché è già vigliacca e indegna la violenza contro le donne, a maggior ragione contro i simboli che li rappresentano tutte. Perché quando una persona non è d’accordo, deve avere il coraggio di esprimere la propria opinione, di sfidare a viso aperto e di non prendersela con una panchina, quando nessuno vede. Ripeto è un’azione veramente vigliacca e credo che si possa fare poco contro la vigliaccheria. – e continua Lina Borghesio – A prescindere dall’età, il gesto non dovrebbe esserci, ma bisogna cominciare ad agire, cominciando all’interno delle scuole. Non con iniziative sporadiche, ma è necessario che la parità di genere e il contrasto all’omofobia diventino materie di studio e allora sì che avrebbe un senso”. Solo lo scorso anno il centro antiviolenza di Chivasso ha seguito 146 donne e altrettante 26 con 13 bambini sono state accolte nelle strutture, a dimostrazione che questa tematica è ancora troppo presente nella nostra quotidianità e che l’impegno di tutti noi, dovrebbe partire proprio dal “curare” una panchina. Sul grave atto poi interviene anche Tiziana Siragusa, vicesindaca della città che dice: “Una panchina imbrattata, così come un cestino divelto o un gioco rotto danno sempre un profondo senso di inciviltà e di irresponsabilità nei confronti della nostra città, che è bene comune di tutti. E agli esempi di vandalismo cittadino, purtroppo, assistiamo molto frequentemente. Nel caso specifico, la panchina che ha subito l’aggressione dei vandali è una “panchina rossa”, quella dedicata a Michela, una delle migliaia di donne vittime di femminicidio che la nostra Città ha deciso di ricordare. Non sappiamo se nelle intenzioni di chi ha voluto rivolgere le frasi ingiuriose che vi erano scritte, ora in parte cancellate, sia stata proprio prescelta “quella” panchina. Se così fosse – continua la vicesindaca - sarebbe davvero un segnale peggiore, quasi una minaccia verso la o le donne che si volevano offendere e, magari, spaventare. L’uso della panchina rossa sarebbe, dunque, strumentale. E questo atto, ripeto se intenzionale, non può che creare dispiacere e allarme e, ancora una volta, metterci in guardia. La cultura della violenza non è sconfitta. – conclude Siragusa - Passa prima attraverso l’uso delle parole violente, che di per sé sono mancanza di rispetto, per arrivare alla violenza fisica e, in tanti casi, all’ultimo atto, all’eliminazione della donna. La denuncia di queste azioni non può che essere totale.” E nel silenzio “assordante” di certi gesti si esprime anche Vinicio Milani, presidente della sezione ANPI di Chivasso: “Avevo già notato nei giorni scorsi la panchina la panchina rossa “Per Michela” lungo la Lea del canale Cavour, imbrattata. Non ho denunciato il fatto, perché volevo che la vedessero in tanti ed ognuno si indignasse di fronte a questo fatto deplorevole, che indica quanto lavoro resti ancora da fare sul tema della violenza contro le donne, una piaga da cui nessuna città purtroppo è immune. Fino a quando ci saranno persone come queste, le donne non saranno mai al sicuro, e costruire una società meglio di questa, richiederà uno sforzo e del tempo sempre maggiore. Con questo gesto i codardi che hanno agito nella penombra non pensino di aver offeso solo le donne, perché non hanno capito che imbrattare una panchina rossa riguarda tutti, uomini e donne, è un gesto, vile ed estremamente ignorante. Ma non sarà certo l’azione di queste ignobili individui – conclude Vinicio Milani - a cancellare il messaggio di quella panchina rossa e la memoria delle donne uccise come Michela”.
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