AGGIORNAMENTI
Cerca
15 Marzo 2021 - 15:18
Roberto Andriollo, 64 anni, è sindaco di Rivara dal 27 maggio 2019, giorno in cui ha vinto le elezioni con la lista civica “Rivara Viva”.
Con Andriollo parliamo degli interventi effettuati durante il mandato, nell’ottica di tenere fede alle parole dardeggiate in fase elettorale: dall’installazione di un impianto semaforico intelligente all’incrocio tra la strada provinciale e via Camagna — in grado di percepire la presenza di veicoli sulle due strade a diverso flusso grazie a dei sensori che garantiscono la continuità del verde sulla provinciale in assenza di automezzi giungenti dalla via laterale — alla riqualificazione cimiteriale con la realizzazione di un centinaio di nuovi loculi. Passando poi attraverso il rifacimento del tetto della chiesa di San Rocco, la riorganizzazione della segnaletica urbana per migliorare la viabilità, fino al confinamento del mercato rionale nella piazza del paese e sul controviale della strada provinciale (lasciando quindi libera via Roma che, un tempo, nel giorno previsto per il mercato cittadino, da senso unico diventava a senso alternato e quindi creava confusione nelle persone). Per giungere, infine, alla ristrutturazione di una parte della Caserma dei Carabinieri compreso il rifacimento dell’impianto termico.
Senza tralasciare il fatto che grazie ai fondi destinati ai comuni a seguito della sospensione del Patto Di Stabilità, l’amministrazione comunale ha potuto provvedere alla ristrutturazione dell’impianto di riscaldamento del Municipio, grazie all’installazione di valvole termostatiche wi-fi attraverso le quali è possibile impostare una temperatura “limite” in ogni singola stanza oltre la quale la valvola chiude il termosifone, e una inferiore sotto la quale lo apre nuovamente, favorendo così il risparmio energetico.
Tuttavia, con Andriollo parliamo soprattutto di trasparenza: «Non sono un dittatore, né il Duce, quindi fin dalla mia elezione a sindaco ho impostato il mio mandato in un’ottica di confronto con i cittadini - esordisce -. Per facilitare le persone a contattarci, avevamo installato un gazebo sulla piazza durante il giorno del mercato, ossia il mercoledì».
Certo, il Covid ha costretto l’amministrazione comunale a numerosi passi da gambero…
La scuola, ad esempio, chiusa a marzo 2020, riaperta a settembre dello stesso anno e nuovamente chiusa un mese dopo. Riaperta e ora richiusa.
«Certamente mi farò dei nemici, ma ritengo assurdo che vengano chiuse le scuole e, invece, i centri commerciali restino aperti!» osserva Roberto Andriollo. «Per quanto riguarda Rivara, le scuole non rappresentano un pericolo. All’interno degli Istituti scolastici si sono sempre rispettate le distanze tra gli allievi anche mediante gli ingressi separati, in modo che gli studenti non si incontrassero. In questo senso, la scuola è un luogo sicurissimo. È ciò che avviene fuori dalle mura scolastiche a rappresentare maggior pericolo: genitori e studenti che creano assembramenti in strada, in molti casi togliendosi le mascherine…».
«Ne ho parlato anche in chiesa - aggiunge - invitando i fedeli ad usare le precauzioni e ad essere cauti».
Ma come? Le scuole chiuse e le chiese aperte? «Gesù, pensaci tu» par di udire lo scomparso Dolindo Ruotolo invocare dalla tomba.
Per Andriollo lo stesso discorso fatto per la scuole, vale anche per le aziende: «Qui vi sono per la maggioranza aziende metalmeccaniche in cui i singoli dipendenti sono abituati a lavorare a notevole distanza gli uni dagli altri. Anche le aziende, a mio avviso, sono luoghi sicuri. Certo è che se dovessi tirare le somme dell’affidabilità di ogni singolo cittadino mi troverei in difficoltà».
Secondo il sindaco Andriollo, infatti, un lockdown nazionale serve a poco se non vi è un reale impegno da parte di tutti. A quanto detto, sovviene che la sua politica propenda per la meritocrazia.
«Occorrerebbe lasciare ai sindaci la facoltà di decidere quali attività, anche dello stesso genere, possano restare aperte e quali invece debbano essere chiuse. Ad esempio, un parrucchiere che garantisca la sanificazione del locale e degli strumenti usati, che imponga ai clienti di usare la mascherina e di rispettare le distanze, che conservi gli effetti personali dei clienti (borse, telefono, eccetera) all’interno di appositi sacchetti monouso, può restare aperto».
Il discorso non fa una piega (letteralmente) accordandosi a quelle che sono le linee guida elaborate dal Documento Tecnico dell’Inail e dell’Iss. Tuttavia, il nostro Paese non ha mai brillato per la conoscenza linguistica e politica del termine “meritocrazia”.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.