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15 Marzo 2021 - 14:29
Anna Marolo è stata candidata a sindaco nel 2016. Oggi è capogruppo consiliare di “Per Brusasco e Marcorengo”
“Ho preso atto della rinuncia a ricandidarsi di Trombadore così come ho letto anche della disponibilità del mio collega Bosso a ricandidarsi. Cinque anni fa mi sono messa in gioco e pochi voti di differenza, per l’esattezza ventidue, mi hanno “messo” all’opposizione: il desiderio di cambiare Brusasco e Marcorengo era ed è ancora molto sentito e vivo”.
Anna Marolo, per anni alla presidenza della Pro loco, oggi consigliere comunale di opposizione nel gruppo “Per Brusasco e Marcorengo”, apre le porte ad un’eventuale candidatura a sindaco alle elezioni del prossimo autunno.
Anna Marolo, si sta per concludere la tua prima esperienza in Consiglio comunale a Brusasco. Com’è stata?
Questo percorso amministrativo per me ha rappresentato un valore aggiunto, perché è un’esperienza che ogni candidato a svolgere il ruolo di sindaco dovrebbe vivere. Aiuta a capire, nel caso in cui si vada successivamente in maggioranza, quale sia il ruolo dell’opposizione e quanti benefici e contributi una minoranza di qualità possa dare con il suo lavoro di controllo e di stimolo a far meglio. È stato un impegno gratuito per cinque anni che mi ha sicuramente rafforzata e stimolata a conoscere ancor meglio Brusasco e la sua macchina amministrativa.
Come giudichi la tua opposizione?
La giudico con tre aggettivi: corretta, puntuale, collaborativa.
Corretta, perché mai “sopra le righe”, perché gli atti da noi presentati hanno avuto come unico scopo quello di garantire ai cittadini trasparenza, correttezza negli adempimenti e risposte ai tanti dubbi derivanti dall’azione della maggioranza; puntuale, perché pur avendo spesso ricevuto gli atti da esaminare solo il giorno prima del Consiglio e a volte neanche in maniera completa, abbiamo sempre espresso la nostra posizione su ciascun argomento trattato, essendo stati sempre presenti alle sedute del Consiglio comunale; collaborativa, perché più volte abbiamo proposto e redatto bozze di regolamenti e di delibere, poi adottate dalla maggioranza, siamo intervenuti per far comprendere che alcuni argomenti portati in Consiglio comunale dovevano essere ritirati e ripresentati con atti più corretti dal punto di vista formale e, nei casi in cui si poteva, abbiamo sempre suggerito soluzioni alternative a progetti avanzati dalla Giunta.
Com’è essere la capogruppo di un parlamentare (il consigliere Carlo Giacometto, ndr)?
È stato laborioso. Sono una persona che desidera ragionare con la propria testa e che non rinuncia ad esprimere le proprie idee. Ed ho trovato un parlamentare che mi ha sempre portato rispetto, mi ha dato molte possibilità di confronto e, giorno dopo giorno, è cresciuto un interesse sempre più forte per il nostro Comune. I nostri ruoli sono stati un grande “rodaggio”, basato su un confronto costante su tutti gli argomenti di cui si è discusso in Consiglio, nell’ambito tuttavia di un’uniformità di pensiero di fondo sugli obiettivi. Avere “questo” parlamentare a fianco in questi cinque anni è stata una grande fortuna per la qualità e la capacità di essere costruttivo, per me e per l’intera Comunità. Carlo Giacometto è un Brusaschese doc, con grande educazione e semplicità.
Come giudichi l’amministrazione comunale della sindaca Luciana Trombadore?
Giudicare... è un “parolone”! Posso dire ciò che ho visto e vissuto in prima persona nei cinque anni passati, fino ad oggi: un Consigliere Comunale di maggioranza importante ed attivo, che a Brusasco ha portato alla lista del Sindaco un gran numero di voti, dimissionario dopo poco tempo; un vicesindaco di Marcorengo, che ha ottenuto dai residenti della frazione i voti determinanti per farla vincere, rimosso dall’incarico e poi passato in minoranza; un primato nel numero di “segretari comunali” arrivati e andati via mai visto prima, fino all’ottavo di oggi; una carenza di personale all’interno dell’Ente che ha causato segnalazioni alla Prefettura e ai Sindacati, con tavoli di confronto e malumori; incarichi importanti di gestione della macchina amministrativa in carico sempre al Sindaco, come se nessuno fosse in grado di ottempetare; poco contributo da parte di alcuni componenti della maggioranza, tanto che addirittura due candidati della loro lista hanno rinunciato ad entrare in Consiglio comunale, lasciandoli con un consigliere in meno; un appoggio ad una persona esterna per appuntamenti pubblici(non in maggioranza e ne in minoranza) al posto di un assessore bravo e capace nelle sue funzioni.
Un peccato: tanto tempo dedicato da un Sindaco accentratore, che non ha saputo aggregare e fare del suo gruppo una vera squadra. In questi ultimi mesi è anche possibile che ci siano dei piccoli segnali di riscatto, ma il sostanziale vuoto dei quattro anni e mezzo precedenti non può cancellare il mio pensiero.
Che paese lascia Trombadore?
Lascia lo stesso paese di cinque anni fa, con meno cura dell’ordinaria amministrazione. Non è certo la manutenzione tardiva degli edifici o delle strade a far “respirare” meglio un paese che non ha più movimento, non cresce dal punto di vista degli abitanti e delle attività commerciali e non è assolutamente competitivo su molti fronti.
La cosa migliore che ha fatto e quella che, invece, era meglio non avesse fatto?
La migliore è a mio avviso, aver fatto il possibile per mantenere attivo il nostro importante Istituto comprensivo di Brusasco, la scuola per capirci, una delle priorità per tantissime famiglie. Molti interventi si sono resi necessari anche nel periodo pre-Covid, ma in un modo o nell’altro il Sindaco, con il supporto determinante dell’Assessore Daniela Gatti, si sono attivati affinché il servizio scolastico continuasse ad essere uno dei punti di forza del nostro paese, assicurando continuità e serenità agli studenti e ai loro genitori.
Quella che era meglio non avesse fatto: il rifiuto di accettare la stretta di mano per l’augurio di buon lavoro da parte del mio Gruppo Consiliare appena dopo l’esito della votazione che l’ha eletta Sindaco. Non solo gli sportivi, ma più in generale tutti quelli che competono per qualche ruolo, educatamente accettano le congratulazioni che arrivano dagli sconfitti. Questa sua distanza nei nostri confronti l’ha poi mantenuta, considerando sempre come un affronto, e non come una corretta modalità di confronto tra minoranza e Giunta, ogni interrogazione da noi presentata nel corso di questi anni.
La sindaca uscente ha annunciato pubblicamente che non si candiderà, l’ex sindaco Giulio Bosso invece ha dato la sua disponibilità a farlo. Tu, ti candiderai ancora? 8) Cinque anni fa sei stata candidata a sindaco: sei pronta a riprovarci?
Ho preso atto della rinuncia a ricandidarsi del Sindaco Trombadore, in Consiglio comunale, su facebook ed ora nella vostra intervista, così come ho letto anche della disponibilità del mio collega Bosso a ricandidarsi. Cinque anni fa mi sono messa in gioco e pochi voti di differenza, per l’esattezza ventidue, mi hanno “messo” all’opposizione. Il desiderio di cambiare Brusasco e Marcorengo era ed è ancora molto sentito e vivo, perché questo ulteriore stallo è da affrontare, mettendo mano con competenza e con determinazione alla ripartenza del paese. Sto lavorando con serietà con Carlo Giacometto e con altre persone innamorate di Brusasco e Marcorengo alla formazione di una nuova lista elettorale. La competenza, la disponibilità, l’impegno ad esserci sempre sono le prerogative delle persone che ne faranno parte ed ovviamente se la mia figura sarà necessaria, sarò presente per tale ruolo. Poiché si voterà tra metà settembre e metà ottobre prossimi, decideremo strada facendo con gli ottimi componenti di questa nuova avventura.
Quanti candidati ti aspetti e che campagna elettorale ti auguri di vedere?
Mi piacerebbe poter vedere due liste con buoni progetti, sarebbe anche un grande stimolo per entrambe, dando una più ampia scelta per i cittadini che hanno il diritto di orientarsi e non avere imposizioni dettate da un unico progetto.
Quali caratteristiche ti aspetti che abbia il futuro sindaco di Brusasco?
Vedo un futuro sindaco che sappia creare una “squadra”, che sappia assegnare incarichi a tutti i consiglieri, che li stimoli a progettare con lui, a realizzare, a partecipare fra la gente ed ascoltare i cittadini, un sindaco capace e con tanta volontà di cambiamento. Questo per me è indispensabile, perché si deve crescere insieme ad una squadra e sentire il proprio paese nel cuore, gioire e soffrire insieme se vi sono difficoltà. Un Sindaco che abbia la capacità di instaurare una collaborazione con la minoranza e che valorizzi i dipendenti dell’ente, affinché non vi siano ostruzionismi o prese di posizione strumentali, ma unione per un unico obbiettivo, quello della crescita.
Come non deve essere il futuro sindaco di Brusasco?
Non vorrei un Sindaco tuttologo, che accentri tutti gli incarichi su di sé, che non cerchi il confronto con i consiglieri e con i dipendenti. A mio avviso, è la cosa peggiore che si possa realizzare, specie se in più non si hanno neanche le competenze.
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